Report Iss, dopo cinque settimane cala l’indice Rt: è a 0.97. “Rimanere a casa il più possibile”

Nel periodo 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita; e sotto uno, anche se con un limite superiore dell’intervallo di credibilità sopra uno”. E’ quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità sull’emergenza Covid-19. “Questa settimana si osserva un miglioramento del livello generale del rischio, sebbene siano ancora nove le Regioni/PPAA a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile o ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane – si legge ancora – Complessivamente, sono quattro le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio alto (vs 11 la settimana precedente), 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso”.

“Sebbene – si legge nel documento – questa settimana il dato di incidenza settimanale non sia pienamente confrontabile con la settimana scorsa (estensione dal 15/1/2021 della definizione di caso a test antigenici rapidi secondo i criteri definiti nella circolare del’8 gennaio 2021), il fatto che sia in diminuzione anche tenendo conto dei casi diagnosticati anche con test rapido antigenico è un segno di miglioramento epidemiologico”. Inoltre “si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (33.339 vs 39.970 la settimana precedente) e rimane stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,7% vs 28,5%). Rimane stabile, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,5% vs 31,4% la settimana precedente). Infine, il 25,4% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 14,4% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico”. Infine, pur calando il rischio di trasmissione incontrollata e non gestibile, “l‘epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive. Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. E’ fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.