Basket

Olimpia Milano, Messina: “Mai allenato una squadra così profonda, la coesione farà la differenza”

Ettore Messina - Foto Sportface

Ampie sono le dichiarazioni rilasciate da Ettore Messina alla ripresa dell’attività dell‘Olimpia Milano nell’incontro con i media: “La squadra che abbiamo costruito mi soddisfa, d’altronde con il doppio ruolo ne sono il responsabile. In molte trattative, è stato decisivo l’apporto del general manager Christos Stavropoulos: sono felice che sia venuto da noi, su di lui è caduto il peso delle trattative, sia in entrata che in uscita”. L’ex assistant coach di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs si è giostrato verso argomenti più specifici inerenti il mondo Olimpia:

SULLE SCELTE DI MERCATO“Fin da quando sono arrivato ero intrigato dall’idea di avere un giocatore come Sergio Rodriguez, anche per il pubblico, Shelvin Mack avevo provato a prenderlo già quando ero a Mosca. Per il tipo di squadra che vogliamo fare, erano due giocatori che volevo, penso siano ideali per quello che vogliamo fare. Aaron White ci dà velocità e atletismo, può giocare due ruoli, ad esempio quando troveremo una squadra che gioca con un mezzo centro per aprire il campo, lui in quei casi può giocare assieme a Jeff Brooks non solo in alternativa dandoci un assetto versatile. In questo contesto si inserisce anche la scelta di avere un altro centro atipico come Paul Biligha, meno lungo e versatile. Infine, sono contento di aver avuto Ricky Moraschini che è stato riconosciuto come il miglior italiano dell’ultimo campionato. Stavropoulos ha insistito molto su questo punto, ricordando come all’Olympiacos avesse avuto successo con un nucleo di giocatori greci solido. Quest’anno abbiamo provato ad averne uno di italiani allargato”.

SULLA ROTAZIONE E GLI ITALIANI “Io stesso non ho mai allenato una squadra così profonda. La mia idea è che giocheranno di più quelli capaci e meno gli altri, indipendentemente dalla nazionalità. Ragionando a voce alta, si può ipotizzare un utilizzo del roster stile calcio, in cui utilizzi nove giocatori per dire ma con minutaggi significativi, mentre due giorni dopo fai lo stesso ma i nove sono diversi. E’ una cosa che sperimenteremo”.

SUL CALENDARIO“La squadra giocherà molto e si allenerà poco, visto il calendario: in questi anni a San Antonio ho visto quanto sia bravo Gregg Popovich a sfruttare bene il tempo a disposizione. Spero di aver imparato qualcosa in queste cinque stagioni. Less is more, dice lui. Molti non credono che Popovich guardi pochissimo degli avversari durante la stagione, ma è vero: lui si concentra sulla propria squadra. Qui ho la fortuna di avere uno staff di alto livello, risorse molto vicine a quelle americane, quindi starà a me poi decidere come fare, non sottoutilizzare le risorse”.

SULLE CONDIZIONI DI GUDAITIS“L’ho trovato bene, non so ancora quando potrà giocare o fare il primo allenamento con contatto, ma ha svolto una seduta intera senza contatto senza problemi. Dopo sette mesi dall’infortunio non è poco. Nel ruolo di centro, non ci siamo posti problemi di mercato, nel senso che siamo contenti di avere Gudaitis e Tarczewski. Non siamo mai stati attivi in quel ruolo”.

SUL RITORNO DA CAPO ALLENATORE“Il ruolo mi è mancato nell’ultimo anno. Non tanto per decidere che schema fare, ma avere la mia squadra, il mio staff e poi sinceramente provare a fare qui le cose imparate in America. Non posso duplicare quello che faceva Popovich, ma è stato una fonte quotidiana di ispirazione”.

SUL DUELLO CON BOLOGNA “La Virtus ha fatto una cosa importante prendendo un giocatore di riferimento come Teodosic: ha mandato un messaggio a tutti, tifosi, ambiente, al campionato. Mi pare che in Italia si sia parlato tanto del livello del campionato, fasciandoci la testa, ma gli arrivi di giocatori del genere, Rodriguez, Teodosic, Mack, dicono che siamo importanti, ci sono squadre che hanno fatto tanto anche in Europa penso a Venezia e Sassari. Il campionato continuerà a crescere e bisogna ringraziare alcuni proprietari, a cominciare dal nostro”.

SUGLI OBIETTIVI“Abbiamo costruito la squadra pensando di poter raggiungere i playoff di EuroLeague e di vincere il campionato, ma poi dicendolo si pensa che sia obbligatorio centrarli. Andremo in campo e tra qualche tempo capiremo se gli obiettivi sono realistici. Quando ti metti la maglia dell’Olimpia puoi dire quello che vuoi, ma gli obiettivi restano quelli”.

SportFace