Ciclismo

Ciclismo, quando si riprende a correre? Le ipotesi per il destino delle Classiche e del Giro d’Italia

Con il propagarsi dell’emergenza Coronavirus, il futuro a breve e medio termine di tutto lo sport è sempre più in bilico. Non fa eccezione il ciclismo, che ha già visto stravolto e sospeso tutto il calendario primaverile: a farne le spese sono soprattutto tutte le Classiche e anche il Giro d’Italia, che è già stato posticipato a data da definirsi. L’unica corsa che è stata portata in qualche a modo a termine, non senza polemiche, è stata la Parigi-Nizza: la “Corsa verso il sole” è stata in dubbio fino all’ultimo ed ha visto una situazione surreale, con corridori assenti perchè in quarantena negli Emirati Arabi ed altri partecipanti all’ultimo minuto per sopperire alla cancellazione di Strade Bianche e Tirreno-Adriatico.

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LA SITUAZIONE ATTUALE – Ad oggi è praticamente impossibile dire quando si tornerà a correre. Negli ultimi giorni sono saltate svariate corse, tra cui anche il Giro di Romandia e il Tour of the Alps che si sarebbero dovuti disputare tra fine aprile ed inizio maggio. Non ci sono comunicazioni ufficiali sulle grandi Classiche del Nord (Fiandre, Roubaix, Liegi, Freccia Vallone ed Amstel Gold Race), ma ASO ad esempio ha già ammesso che sarà “complicato” organizzare le proprie corse. Anche i corridori si stanno facendo sentire: Greg Van Avermaet, che in seguito alla sospensione ha interrotto un periodo di allenamento in altura, è stato piuttosto chiaro. “Non vedo come si possa pensare di correre prima di giugno – ha commentato l’oro di Rio 2016 – sarà un problema anche per i nostri allenamenti e la condizione fisica. Ad oggi è inutile fare grandi lavori, cercherò di mantenere la gamba allenandomi da solo.”

REBUS GIRO D’ITALIA – Ormai è noto che anche il Giro d’Italia è stato posticipato, in seguito anche allo stato di emergenza dell’Ungheria da dove la corsa rosa sarebbe dovuta partire il 9 maggio. Il presidente della Federciclismo Renato Di Rocco è stato chiaro: “Mi sembra una scelta opportuna, ad aprile potremo avere un quadro più chiaro e trovare una nuova data ma adesso è prematuro.” Il numero uno del ciclismo italiano però è stato anche realista: adesso non si può pensare a slittare di qualche settimana a maggio, così come l’unica alternativa per non avere sovrapposizioni potrebbe essere ottobre. Ma quel periodo dell’anno metterebbe a rischio tutte le tappe di montagna per evidenti problemi legati al meteo. Insomma, ne sapremo di più nelle prossime settimane ma il destino della Corsa Rosa sembra davvero appeso ad un filo.

RECUPERO PER LE CLASSICHE? – A differenza dei Grandi Giri di tre settimane, per ovvi motivi organizzativi, di percorsi e logistici il recupero delle Classiche di un giorno potrebbe rivelarsi decisamente più fattibile. Anche in questo caso però ci sono diverse correnti di pensiero: un eventuale allungamento della stagione a novembre inoltrato non sarebbe apprezzato da tutti i corridori. Alcuni, come il belga Lampaert, hanno già espresso la loro contrarietà: “Arriviamo già ad ottobre stanchi, se riprenderemo in estate il calendario sarà molto fitto e il finale di stagione se modificato potrebbe anche condizionare la preparazione per il 2021. Io credo che quando si potrà riprendere dovremmo mantenere il calendario originale e poi ripartire con la nuova stagione.”

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