Wimbledon 2022, Sonego all’esame Nadal: cosa tenere d’occhio nel day 6

Lorenzo Sonego Lorenzo Sonego - Foto Ray Giubilo

Il day 6 del torneo di Wimbledon 2022 è dedicato al completamento dei terzi turni della parte bassa del tabellone maschile e della parte alta del tabellone femminile. Giornata decisamente significativa, dunque, al termine della quale i due draw si allineeranno agli ottavi di finale. Andiamo ad esaminare nel dettaglio cosa tenere d’occhio.

LOVE STORY – Il terzo turno contro Rafael Nadal è solamente l’ultimo grande tassello della storia d’amore tra Lorenzo Sonego e l’erba. Proprio sui prati, infatti, il torinese ha vinto il primo titolo sul circuito maggiore tre anni fa ad Antalya. La trama si è arricchita durante la passata stagione con la finale ad Eastbourne ma soprattutto l’ottavo di finale perso proprio a Wimbledon di fronte a sua maestà Roger Federer. Questa superficie (per molti sarà un paradosso) è quella che esalta maggiormente il tennis dell’azzurro. I suoi colpi, potenti ed incisivi, si mixano alla perfezione con una rapidità di piedi grazie a cui quel fisico gracile e longilineo sembrava quasi pattinare nel match contro il francese Hugo Gaston. Del resto lo ha confermato anche il gigante statunitense Reilly Opelka, eliminato al secondo turno dalla sorpresa olandese Van Rijthoven: “L’erba favorisce chi si sa muovere bene rispetto a chi serve meglio”.

Motivi per cui si può celare più di qualche speranza a poche ore dal match contro il ventidue volte campione Slam. Partiamo dal fattore emotivo. Sonego il Centrale già lo conosce. Ci ha giocato un anno fa contro l’otto volte vincitore di Wimbledon. Sa perfettamente quale atmosfera lo attende e quali sono le emozioni che suscita giocare all’interno di un simile palcoscenico. Passando ad un’analisi più tecnica, il maiorchino non è sembrato irresistibile. Se al primo turno i meriti sono stati in gran parte dell’argentino Francisco Cerundolo, non si può dire altrettanto del round successivo, portato a casa sempre in quattro set contro il lituano Ricardas Berankis.

Errori grossolani sia di dritto sia con il fidato slice di rovescio, occhiatacce verso il proprio angolo, cenni negativi con la testa, gestualità in totale contrasto rispetto a ciò a cui normalmente siamo abituati. Il dettaglio non trascurabile è che, in un modo o nell’altro, è sempre riuscito a trovare soluzioni per condurre dalla sua la partita. La sensazione, inoltre, è che queste indecisioni dipendano più dalla necessità di ritrovare i giusti automatismi sull’erba più che da un abbassamento della propria condizione fisica e tennistica. C’è da aspettarsi, dunque, un Nadal costantemente in crescendo all’interno del torneo e camaleontico nell’alzare la propria asticella man mano che aumenta il valore dell’avversario. L’appuntamento è sul Centre Court. I due sono il terzo incontro di giornata dalle ore 14:30 italiane. C’è solo un imperativo per Sonego: godersela, essendo però pienamente consapevole di avere delle possibilità.

(MOLTO) PIÙ AMICI CHE NEMICI – Spesso si tende (erroneamente) a pensare che non scorra buon sangue tra i due. In realtà, tralasciando qualche piccola scaramuccia social, tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas c’è sempre stato rispetto. Famosa in particolare la querelle relativa al ‘coaching’, con l’australiano che definì ‘terribili’ le proposte del greco, di gran lunga favorevole alla sua introduzione definitiva sul circuito. Ma passiamo al campo perché questo è il terzo turno più affascinante dell’intero tabellone maschile. Il bad boy aussie conduce per 3-1 negli head to head (1-0 il bilancio sull’erba) e, a maggior ragione su una superficie come quella di Wimbledon, partirà con i favori del pronostico.

Pochi come lui tengono a queste due settimane, in cui cerca come non mai di limitare i suoi tipici atteggiamenti per dedicarsi alle cose veramente importanti. “Ho lavorato tutto l’anno per questo torneo. Se posso vincere uno Slam è qui”, così Kyrgios dopo il match dominato al secondo turno contro Filip Krajinovic, non l’ultimo degli arrivati visto che dodici giorni fa ha raggiunto la finale al Queen’s. Zero palle break concesse, nove punti persi al servizio, dieci errori gratuiti commessi, questi alcuni numeri della sua clamorosa performance contro il serbo. Difficile poter mantenere una certa serenità per Tsitsipas, che dovrà sperare principalmente di beccare il suo avversario in una delle sue più classiche ‘giornate no’.

L’erba, nonostante il titolo a Maiorca, rimane ancora un terreno poco amichevole per l’ateniese. Lo dimostra il set perso all’esordio contro il qualificato americano Alexander Ritscard. Sorprendente, però, la relativa agilità con cui ha estromesso al turno seguente l’australiano Jordan Thompson. Lui è uno di quei giocatori che sui prati vorresti sempre non nel tuo spicchio di tabellone. Molto difficile, dunque, ma non impossibile per il greco che, per la gioia di Kyrgios, avrà anche a disposizione i consigli di papà Apostolos in un’edizione di Wimbledon in cui si sta testando per la prima volta la presenza del famoso ‘coaching’. Court 1, terzo incontro dalle ore 14:00 italiane: mettiamoci comodi.

COMINCIAMOCI AD ABITUARE – Torna in campo anche Iga Swiatek, pianificata come secondo match di giornata sul Court 1 dalle ore 14:00 italiane contro la francese Alizè Cornet. La regina del Roland Garros si è presa un bello spavento contro la lucky loser olandese Lesley Pattinama Kerkhove. Questa ha avuto anche due palle break consecutive nel game d’apertura del set decisivo. D’altro canto, era impossibile poter pensare di vederla annichilire le sue colleghe anche sulla superficie che meno si adatta al suo gioco. Quella clamorosa forbice venutasi a creare tra la polacca ed il resto del circuito, l’erba è in grado di camuffarla attraverso le sue molteplici variabili. Mettiamoci anche che Iga è arrivata a Wimbledon senza disputare alcun evento preparatorio e dunque, al pari di Djokovic e Nadal, è ancora in una fase di continuo adattamento per ricercare le migliori sensazioni dopo un periodo di meritato stacco totale.

Ciò non le ha impedito di mettere a referto la trentasettesima vittoria consecutiva, quarta striscia più lunga della storia (agganciata l’elvetica Martina Hingis). Sotto quella visiera, infatti, perdurano perenni gli occhi della tigre nonostante sia cambiato lo scenario. Adesso c’è un altro bel banco di prova contro la transalpina, reduce dalla semifinale a Bad Homburg e da due buoni successi all’All England Club. L’avversaria è scorbutica. Magari non potrà crearle troppi grattacapi a livello di pesantezza di palla. Possiede però dei tagli sempre difficili da gestire. A Wimbledon ha già raggiunto la seconda settimana ben otto anni fa. Soprattutto su un manto ancora totalmente da esplorare, Swiatek non potrà dare nulla per scontato, come ha già imparato nel round precedente.

NOT TOO BAD – Se al maschile (oltre ai due match sopracitati) non c’è troppa carne al fuoco, non si può dire altrettanto per le donne. Oltre a Swiatek-Cornet sono due le partite da segnarsi sul taccuino, quelle che (non a caso) apriranno il programma del Centrale a partire dalle ore 14:30 italiane. Nel primo match spazio ad un interessantissimo derby a stelle e strisce tra Cori Gauff ed Amanda Anisimova. La finalista dello scorso Roland Garros vuole fare la voce grossa anche sull’erba. Dall’altra parte della rete forse la tennista che, a livello strettamente di piazzamenti, ha fatto meglio qust’anno rispetto alle altre. Adesso però c’è bisogno del grande guizzo.

Nel secondo incontro si sfideranno Paula Badosa e Petra Kvitova. La spagnola, nonostante sia accreditata della teste di serie numero quattro, è la classica giocatrice di cui si parla poco all’avvio di uno Slam. Tra primo e secondo turno, ha lasciato solamente otto giochi in totale. In lei è tangibile una sorta di voglia di rivincita dopo una stagione sul rosso che, complice anche qualche stop fisico, non le ha riservato grosse soddisfazioni. La ceca, almeno apparentemente, è in grande fiducia. Dopo il titolo conseguito ad Eastbourne, però, non ha impressionato in questi primi cinque giorni londinesi.

Il set perso contro Jasmine Paolini ed il secondo set quasi buttato contro la rumena Bogdan possono essere letti in vari modi. Un calo fisico senza dubbio oltre che di concentrazione. Sicuramente questi passaggi a vuoto non potrà permetterseli contro l’iberica, che fa della consistenza da fondo la sua arma principale. Lo andiamo ripetendo da giorni tuttavia. Questa cerchia di veterane che hanno già vinto Slam ed in particolare Wimbledon (Halep e la stessa Kvitova su tutte) non vanno mai date per morte, anche (e soprattutto) in ottica di successo finale.