Tennis

Us Open 2018: Osaka trionfa, Williams in lacrime

Naomi Osaka - Foto Ray Giubilo

Naomi Osaka trionfa agli Us Open. Ma sarà una finale che passerà alla storia per l’ennesimo sfogo di Serena Williams sul cemento dello Slam di casa. Il punteggio finale è di 6-2 6-4 per la giapponese che a 21 anni vince il suo primo titolo major. Rimandato ancora una volta, dopo lo scorso Wimbledon, l’aggancio a Margaret Court a 24 titoli Slam per Serena Williams che ha tramutato questa finale, in cui partiva nettamente favorita in uno psicodramma personale. Tutto è iniziato all’inizio del secondo set quando la tennista di casa ha ricevuto un avvertimento per aver ricevuto suggerimenti dalla panchina, lei ha negato tutto con l’arbitro. Da lì in poi è un climax di avvenimenti negativi per lei che rompe una racchetta e riceve prima un punto di penalità e poi, dopo aver per così dire discusso con l’arbitro, riceve anche un game di penalità.

Grande merito comunque alla nuova campionessa Slam che ha dominato il primo set e, probabilmente, è stata anche causa del nervosismo di Serena. La Osaka ha corso in lungo e in largo difendendosi sui colpi potenti dell’avversaria e dimostrando una grande personalità nel non subire la personalità dell’avversaria prima e nel non farsi distrarre da tutto quanto poi.

Inizio difficile per Serena che probabilmente sente un po’ di pressione, ma soprattutto subisce i colpi stretti dell’avversaria che nei primi giochi. La Osaka non indietreggia di un centimetro dalla riga di fondo e non subisce la potenza dei colpi dell’americana che pare nervosa e con poca fiducia per poter forzare i colpi. Il servizio non funziona a dovere per la Williams che commette troppi doppi falli, uno per gioco, e raccoglie pochi punti diretti e la prima fatica ad entrare. L’americana subisce cinque giochi consecutivi, di cui due break, e la giapponese rapidamente al servizio per chiudere il set sul 5-2, nonostante sul 4-1 la Williams abbia avuto due palle per recuperare uno dei due break di svantaggio. Anche in questa occasione la Osaka non trema, continua a spingere con la prima e a muovere bene l’avversaria riuscendo a chiudere in poco più di mezz’ora un set dominato.

Nel secondo set la musica non cambia: la giapponese gioca con grande personalità nonostante i 21 anni e soprattutto a livello fisico non molla niente, sia a livello di corsa che in potenza dei colpi. Sul 1-1 Serena è costretta ad annullare una palla break di fondamentale importanza per l’andamento del set, anzi nel game successivo è proprio lei a strappare il servizio all’avversaria alla quarta occasione del game nel gioco più lungo della partita fino a quel momento. Proprio nel momento in cui deve allungare però l’americana gioca un game disastroso al servizio, commettendo un doppio fallo e si fa raggiungere immediatamente. La tennista di casa è troppo nervosa e si prende anche un penalty point dopo aver rotto la racchetta al cambio di campo, nonostante il pubblico sia tutto per lei, non riesce a trasformare questa energia positiva, anzi torna al servizio senza idee e perde nuovamente la battuta. Al cambio di campo succede di tutto: Serena se la prende ancora con l’arbitro che le infligge addirittura un penalty game, mandandola sotto rapidamente 3-5. La tennista di casa si sfoga con tutti, pretendendo il supervisor in campo ma la decisione è irreversibile. La Williams si sente derubata e scoppia anche in lacrime, non è la prima volta che le succedono questi episodi sempre nel torneo di casa. Ormai non è più una questione tennistica, ma semplicemente di nervi e la Osaka ha avuto il merito di estraniarsi da tutto quanto le è successo attorno e al servizio sul 5-4 si è aggrappata alla battuta per chiudere il game e il set.

 

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