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Tennis, WTA Linz, Garbine Muguruza: “Ho vinto uno slam, niente può rovinare la stagione”

Garbine Muguruza al Generali Ladies Linz - Foto Michele Galoppini - All rights reserved

Nella sua corsa alle WTA Finals di Singapore, Garbine Muguruza ha scelto i torneo International di Linz questa settimana, sfruttando anche la defezione all’ultimo di Karolina Pliskova, che la liberato un posto in tabellone. La spagnola, vincitrice del Roland Garros qualche mese fa, suo primo torneo dello slam in palmarès, ha parlato ai giornalisti in sala stampa in questa rilassata e sorridente conferenza stampa.

English version by Giulio Gasparin at this link

Benvenuta Garbine, è la prima volta che sei al Generali Ladies Linz, come ti trovi qui?
Vero, prima volta che sono qui e mi piace sempre partecipare a nuovi eventi. È stata una decisione dell’ultimo minuto ovviamente, Karolina Pliskova si è cancellata all’ultimo momento e si è creata la possibilità di partecipare per me. Ho preso il primo volo ed eccomi qua. Non vedo l’ora di giocarmela.

Il Generali Ladies Linz ti ha fatto anche una bella sorpresa di compleanno, ti abbiamo visto con una gigantesca Linzer Torte. Com’era?
Era… enorme! Sarà stata 10 chili. Comunque ottima, al primo assaggio si sentono le mandorle, la cannella. Davvero un’ottima torta devo dire.

Tornando al tennis, qui a Linz è il primo torneo in Europa dopo una lunga trasferta prima in America e poi in Asia. Quali sono le sensazioni, visto che le giocatrici adorano questa parte della stagione, che le fa sentire un po’ più a casa?
Sono contenta di essere tornata ‘a casa’, il tour asiatico costituisce la parte di calendario che più è lontana dalla nostra cultura. Dopo un mese là, è bello tornare qui anche se sarà un torneo molto tosto: Linz è probabilmente il più difficile International, per giocatrici iscritte, che io abbia mai visto. Sarà interessantissimo per tutti, per voi giornalisti, per il pubblico e per noi giocatrici.

E che ci dici del tabellone? Innanzitutto l’hai letto, sai chi sono le tue avversarie?
A dire la verità non guardo mai il tabellone, non so contro chi gioco qui a Linz, so però di certo che sono nella parte alta [risata – la Muguruza è prima testa di serie, quindi ovviamente nella parte alta]. Solitamente aspetto che sia il mio coach a comunicarmi contro chi gioco, io mi concentro su altro, sugli allenamenti e così via. Non voglio sapere giorni prima chi sono le mie avversarie, aspetto sempre l’ultimo minuto.

L’anno scorso hai giocato una stagione asiatica davvero ottima, facendo finale a Wuhan e vincendo Pechino. Quest’anno è ovviamente arrivato il successo al Roland Garros. Come hai vissuto la pressione dei punti da difendere e soprattutto la pressione derivante dalla vittoria in uno slam?
Penso che si pensi troppo ai punti da difendere. Generalmente cerco di non farci caso, io mi concentro sul torneo che voglio giocare, sull’esprimermi al meglio. Gli alti e bassi li hanno tutte le giocatrici, a volte si gioca meglio in certe parti della stagione, a volte peggio. L’anno scorso in Asia ho giocato benissimo, quest’anno un po’ meno. Quando si è più giovani è normale pensare cose del tipo ‘l’anno scorso ho fatto finale qui, oddio devo difendere i punti’, ma per me ora è più ‘ok, l’anno scorso è andata bene? Non importa.

Passando dai punti da difendere a quelli da conquistare, quest’anno la Road To Singapore è molto eccitante per noi addetti ai lavori e per i fan, in pratica 4 giocatrici si giocano 3 posti e pochi punti le separano. Tu invece come la stai vivendo?
Per me non è così eccitante [risata]. Ma penso sia molto divertente quest’anno, è difficile prevedere cosa può accadere. Mancano pochi tornei, alcuni in Europa ed altri in Asia. Come giustamente avete detto, i posti sono 3 e a giocarseli siamo probabilmente in 4: io spero di esserci alle Finals, voglio fare la mia parte e non dipendere solo dalla fortuna o dai mancati risultati delle altre giocatrici.

Tornando al Roland Garros, come è cambiata la tua vita da tennista e non solo dopo la vittoria in uno slam?
Non penso sia cambiata poi così tanto, a parte ovviamente la maggiore attenzione che tutti mi rivolgono. Ma io non sono cambiata, guardando indietro vedo solo quanto mi sono divertita, a quanto grosso è stato l’obiettivo raggiunto, eppure non ci penso spesso: tanti mi chiedono cosa verrà ora, quali i prossimi obiettivi, quali i prossimi tornei… ma per me è ancora tutto come prima. Ovviamente la mia stagione sarà positiva a prescindere da quello che succede ora: ho vinto uno slam, è stata la mia miglior stagione e sono orgogliosa di me stessa e di avere nell’armadio quel trofeo.

Nell’armadio?! [risata]
Ehm, credo di aver detto la parola sbagliata… forse bacheca è meglio [risata]. Quella cosa dove metti tutti i trofei e dove quello del Roland Garros sta in cima agli altri [risata].

Angelique Kerber ha parlato quest’anno delle difficoltà di rimettersi in sesto dopo dei grandi risultati come possono essere le vittorie slam. Ti ritrovi in quello che Angelique ha detto?
Penso che ci siano giocatrici di tanti diversi tipi. La forza di alcune è la costanza e la capacità di essere almeno nei quarti di finale di ogni torneo ogni settimana, la forza di altre è quella di trovare una settimana speciale difficile da ripetere ogni settimana. Io credo di essere una giocatrice del secondo tipo: per me è impossibile essere sempre in semifinale ogni volta, specialmente con il mio gioco molto aggressivo e ricco di rischi; una volta posso giocare in maniera imbattibile, altre posso sbagliare molto. Quando sbaglio molto, cerco di non andare fuori di testa [risata]; devo accettare che posso sbagliare tanto giocando così e devo restare positiva, dimenticando i colpi che ho appena sbagliato. Quello che voglio fare, pur perdendo, è sapere che sono stata io ad avere il controllo del match, è avere quella sensazione. Non so ancora quale sia il segreto per aumentare le settimane vincenti, ma sto cercando di scoprirlo…

In pratica sei una tennista senza paura in campo, coraggiosa nel tuo stile di gioco.
Sono una persona a cui piacciono le sensazioni forti, anche al di fuori del campo da tennis. Non dico che mi butterò giù da un aereo col paracadute, ma l’essere in uno stadio pieno di gente che ti acclama dà una di quelle sensazioni forti che cerco. Devo costantemente cercare qualcosa da fare, altrimenti una volta che esco dal campo da tennis… è una noia! [risata]

Ora che la stagione è finita cercherai allora qualche sensazione forte in vacanza? Qualche programma per l’off-season?
Non ne ho idea [risata]. Non so dove andrò, quando ci andrò… non so nemmeno che torneo potrei giocare la prossima settimana [risata]. Di sicuro vorrò rilassarmi, magari anche a casa mia per un poco.

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