F1, ‘monday review’: i commenti post GP Germania 2018

di - 23 luglio 2018

Hockenheim tra impresa e beffa in una domenica di luglio vissuta sull’altalena delle emozioni: il Mondiale 2018 della Formula 1 cambia volto. Undicesimo appuntamento per il monday review di Sportface.it attraverso il quale andremo ad analizzare il Gran Premio di Germania, una delle tappe più incredibili di questo campionato. È Lewis Hamilton a conquistare la vittoria, partendo dalla quattordicesima posizione e usufruendo della clamorosa auto-eliminazione del suo rivale Sebastian Vettel. Sul podio anche Valtteri Bottas per completare la splendida doppietta Mercedes, terzo gradino del podio riservato alla Ferrari di Kimi Raikkonen.

Il GP di Germania, andato in scena nel pomeriggio di domenica 22 luglio, per la prima volta in questa stagione ha regalato ai fans una gara con condizioni miste, quasi estreme per le gomme slick. Tra chi ha cercato il colpo a sorpresa montando le gomme da bagnato e chi, avventurosamente, è rimasto in pista nonostante tutto, abbiamo assistito al ‘far west’ in corsia box. Strategie, pensieri, ripensamenti, errori e rimonte: c’è di tutto nei 67 giri dell’Hockenheimring. Andiamo ad analizzare le singole prestazioni tramite, soprattutto, le dichiarazioni dei protagonisti.

HAMILTON, DALL’INCUBO AL SOGNO ‘REALE’ – L’immagine del sabato era emblematica: Hamilton accasciato sulla sua Mercedes, probabilmente in lacrime sotto il casco, a causa di un ritiro prematuro nel Q1. Tutto sembrava andar storto considerando il problema avuto in Austria, la sconfitta in Gran Bretagna ed ora una nuova problematica al cambio. La quattordicesima posizione è stata vissuta quasi come una condanna dal pilota britannico che dopo le qualifiche dichiarò: “Questa è una delle piste più difficili per i sorpassi, difficile arrivare al podio“. Effettivamente, considerando anche la folta concorrenza, il podio era un obiettivo complicato ma Hamilton è andato oltre. Una splendida gara di rimonta e strategia, studiata e perfezionata soprattutto grazie al muretto box Mercedes. L’azzardo delle ultrasoft, nel momento in cui ha iniziato a gocciolare sul tracciato, ha pagato e Lewis si è dimostrato fenomenale anche nella gestione delle pericolose ‘condizioni miste’. Vettel gli regala strada libera e lui, alla restart della safety car, si ritrova davanti essendo riuscito ad ottimizzare il primo long run con le soft per poi vedere tutti gli altri piloti ai box per il cambio gomme. Alla ripartenza Bottas lo insidia nelle prime curve ma con grande correttezza, Hamilton difende la posizione senza mai concedergli quel metro in più che potrebbe esser stato fatale: “Onestamente mi sono svegliato questa mattina con le giuste sensazioni per poter compiere l’impresa. Anche in griglia mi son detto che il mio obiettivo era riprendere chi stava davanti. Non sapevo come sarebbe andata con la pioggia, se sarebbe aumentata o no. Sapevo che gli altri avevano gomme nuove ma ero grato della posizione che avevo conquistato in pista e sicuramente non l’avrei mai mollata“. La vittoria di Hamilton è stata messa in discussione nel post gara per un taglio irregolare a pochi metri dall’ingresso della corsia box. Il pilota britannico si è portato in prossimità della corsia box per poi tagliare, saltare sull’erba e proseguire la propria traiettoria nel rettilineo del traguardo. Piccola reprimenda per il nuovo leader del campionato, prima stagionale, in quanto il taglio non ha messo in pericolo nessun altro pilota in regime di sicurezza con la safety car in pista. Dall’incubo del sabato al sogno, questa volta reale, della domenica: Hamilton vola a +17 ad una gara dalla pausa estiva.

BOTTAS, RAIKKONEN E GLI ORDINI DI SCUDERIA – Ordine di scuderia, o meglio, gioco di squadra. Bottas (Mercedes) e Raikkonen (Ferrari) hanno dovuto aiutare i propri compagni durante il corso della gara, tra chi aveva il passo per poter puntare ad un qualcosa di importante e chi, lentamente, stava limitando la corsa dell’altro. Partendo da Kimi, la Ferrari si è trovata nella condizione di dover gestire due strategie completamente differenti. Raikkonen anticipa il pit, Vettel lo posticipa ed il finlandese, al rientro in pista del compagno, si ritrova davanti. Il ritmo della monoposto numero 7 non è ottimale e Seb stando dietro gli scarichi di Kimi inizia a lamentare un problema alle gomme. Il muretto box, a questo punto, interviene e spiega accuratamente a Raikkonen il perché di questa scelta con il finlandese che lascia la porta aperta per il sorpasso del tedesco. Poi il disastro, il ritiro di Vettel e Raikkonen che perde la posizione su Bottas nel traffico dei doppiati: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo perso una posizione quando ha cominciato a piovere perché c’era una Haas che probabilmente non mi ha visto. Ho dovuto cercare di evitarla e sono andato largo“. Quarto podio consecutivo per Kimi che con il terzo posto regala gli unici 15 punti di giornata alla Ferrari, scavalcata anche nella classifica costruttori.

Dal secondo posto in griglia al secondo posto sul podio, senza alcun rammarico? Bottas dice così. Nella splendida giornata della Mercedes c’è da considerare anche la solida performance del pilota finlandese che ha dovuto far fronte a mille insidie per portare a casa 18 punti. Valtteri ha perso la posizione sul proprio compagno di squadra, soprattutto, per un errore ai box con le gomme intermedie pronte, sostituite immediatamente con le ultrasoft. Il ripensamento è costato qualche secondo al finlandese che alla ripartenza della safety car si è ritrovato dietro a Hamilton. Nelle prime curve della restart, Bottas ha cercato il sorpasso su Lewis puntandolo per ben due volte ruota a ruota. Dopo i primi due tentativi, però, dal muretto box è arrivata la comunicazione di tener salde le proprie posizioni, scongiurando ulteriori tentativi d’attacco. “Lottare per la prima posizione? Non avrebbe avuto alcun senso farlo con il mio compagno di squadra. Abbiamo portato a casa il massimo bottino di punti possibile – spiega Bottas in conferenza stampa – Da parte mia non c’è alcun risentimento, è stata una decisione totalmente sensata. Abbiamo battagliato il primo giro e poi basta. La gara l’avevo persa prima, con la safety car, che per me è arrivata in un momento pessimo“.

VETTEL, UN DISASTRO DA OLTRE 30 PUNTI – Condizioni al limite, un attimo di incertezza e tutto il lavoro fatto nel corso del week end viene cestinato per una curva banale. È clamoroso l’epilogo della gara di Vettel, leader incontrastato, pole-man da record e pronto ad allungare nella classifica piloti. La sua gestione, fino al giro 52, era stata perfetta, fin dalla partenza dove con uno spunto rapido è riuscito a neutralizzare il tentativo d’attacco di Bottas. Nel bel mezzo delle condizioni estreme, tra chi si girava sull’erba e chi andava dritto nelle vie di fuga, è stato Vettel a causare la safety car con un errore imperdonabile. Proprio nell’unico punto fatale dove se si va leggermente lunghi, oltre l’asfalto, si finisce direttamente contro le barriere. È bastato un attimo, una curva presa troppo esternamente con tanto di cambio di marcia dalla quarta alla terza. L’asfalto bagnato dalle gocce di pioggia, sempre più insistenti, ha condannato Seb ad un crash letale da oltre 30 punti in campionato considerando gli eventuali 25 della vittoria ed i 18 (-7 dal totale accumulato) di Hamilton. Questo errore pesa tanto ed è molto più grave rispetto al contatto in partenza in Francia, al bloccaggio nei giri finali in Azerbaijan ed al blocco in qualifica in Austria. Una leadership clamorosamente cestinata che porta Vettel improvvisamente dal +8 al -17: “Credo di essere più deluso che arrabbiato. Non è stato un grosso errore a mio parere, sebbene l’impatto sul risultato sia stato enorme. Ed è per questo che è deludente, avevo la corsa in tasca, avevamo la velocità e stavamo gestendo fino a quel momento. La pioggia proprio non ci voleva – spiega Seb nel post gara – Ho sbagliato io, avrei dovuto fare meglio. Sono arrivato troppo tardi in frenata, ho bloccato il posteriore e non sono riuscito a rimettere la macchina in pista. Probabilmente è stato l’errore più pesante a livello di ciò che ho dovuto pagare“. Dalle stelle alle stalle, dall’esaltazione del giro perfetto alle numerose critiche per la gestione dei momenti difficili. Colpa piena di Vettel per un errore imperdonabile, considerando alcuni paragoni scottanti come Singapore 2017, ma attenzione a mettere in discussione il tutto per ciò che è stato dimostrato fino ad ora. Dieci gare al termine del campionato e l’Hungaroring può essere quella del riscatto immediato, prima delle vacanze estive.

RED BULL “A VUOTO”, SI ASPETTA L’UNGHERIA – Verstappen quarto, Ricciardo si ritira. Passaggio a vuoto per la Red Bull considerando l’andamento della gara che avrebbe potuto favorire colpi di scena. Il quarto posto di Max, tramite i ritiri di Vettel e Ricciardo, è il minimo risultato raggiungibile per una Red Bull che all’Hockenheimring non ha brillato e non è riuscita a preoccupare Mercedes e Ferrari. Nel tentativo disperato di piazzarsi nel bel mezzo della lotta, Verstappen ha avuto tutto il tempo di fare due pit-stop montando anche le gomme da bagnato. Un azzardo che in fin dei conti non ha pagato e che ha costretto il pilota olandese a gestire il piazzamento da 12 punti in classifica: “Non è stato semplice capire la situazione. Abbiamo cercato di montare le intermedie ma non ha funzionato. Però alla fine questa scelta non ha compromesso la nostra gara perché tutti gli altri sono dovuti andare ai box per montare gomme nuove dopo la safety car“.

Ricciardo, invece, conclude la gara di Hockenheim con zero punti a causa di un ritiro a sorpresa. Fin dalla partenza la Red Bull numero 3 non è riuscita a sprigionare tutta la potenza dei nuovi elementi della powerunit. Tanta difficoltà nei sorpassi sulle monoposto da centro-griglia ed un calo di prestazione hanno costretto il muretto box della scuderia austriaca a chiedere a Daniel di fermare la macchina. Un problema curioso che potrebbe risultare fatale per la prossima tappa dove la Red Bull, all’Hungaroring, arriverà con i favori del pronostico in un circuito che si adatta alla conformazione della macchina guidata da Ricciardo e Verstappen. Un passaggio a vuoto per il team che potrebbe rifarsi nel dodicesimo round del campionato, prima della pausa estiva. Ma saranno giorni di lavoro intenso per conoscere, in maniera approfondita, l’entità del problema avuto dall’australiano.

Tra gli altri troviamo il quinto posto di Nico Hulkenberg che tiene alto l’umore dei tifosi tedeschi dopo il ritiro di Seb. Dietro di lui Romain Grosjean poi le due Force India di Sergio Perez e Esteban Ocon. Nono Marcus Ericsson ed a chiusura della zona punti Brendon Hartley. Tra i bocciati Kevin Magnussen, partito dalla quinta posizione e finito 11°, Carlos Sainz ma soprattutto Charles Leclerc andato completamente in difficoltà nella gestione delle condizioni miste tra asciutto e pioggia, penalizzato soprattutto dall’azzardo ai box della Sauber.

È tempo di voltar pagina e di passare al dodicesimo capitolo di una stagione pazzesca e ricca di colpi di scena. Nel week end 27-29 luglio si chiuderà il back-to-back con il Gran Premio d’Ungheria che sancirà la fine della prima parte del campionato prima di tre lunghe settimane di vacanze estive per i piloti. All’Hungaroring di Budapest si gareggerà domenica 29 luglio a partire dalle ore 15:10 e Sportface.it sarà con voi per seguire il Gran Premio giro dopo giro.

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