Ciclismo

Giro d’Italia 2018: Viviani, poker ciclamino. Ora le Alpi per decidere tutto

Elia Viviani - Foto profilo ufficiale Facebook

Volata doveva essere e volata è stata, con la vittoria di Elia Viviani a Iseo nella diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2018. Lo sprinter veronese della Quick Step Floors, al quarto centro in questa edizione della corsa rosa, si rivela più forte della pioggia battente e di una frazione molto movimentata. Ancora battuto Sam Bennett, ora sotto 4-2 nel computo delle vittorie allo sprint e anche più lontano nella classifica della maglia ciclamino. Il finale allo sprint non è stato comunque così scontato, con un inizio di tappa a ritmo molto sostenuto che ha portato anche al frazionamento del gruppo maglia rosa: la stanchezza all’interno del plotone si fa sentire e per molti le prossime impegnative frazioni saranno un vero e proprio calvario verso il traguardo finale di Roma, così vicino e lontano allo stesso tempo.

CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO – Come da pronostico la classifica generale non è cambiata di una virgola a Iseo, ma adesso è tempo del trittico alpino che emetterà gli ultimi verdetti, quelli che contano davvero per decidere il vincitore e il podio del Giro 2018. Si inizia con l’arrivo di Prato Nevoso, salita lunga e regolare anche se non durissima: 15 km al 6,9% di media e punte al 10% per iniziare a scalfire (o almeno provare a farlo) le certezze finora inattaccabili della maglia rosa Simon Yates. Tom Dumoulin è l’unico ad avere un distacco davvero colmabile, essendo a meno di un minuto dal britannico; Domenico Pozzovivo, terzo della generale, paga oltre tre minuti ed ha sempre dichiarato come il podio sia il suo obiettivo. Difficile quindi che lo scalatore lucano si lanci in attacchi con lo scopo di far saltare il banco.

Attesa per quello che potranno fare Chris Froome, Thibaut Pinot e Miguel Angel Lopez. Potenzialmente questo terzetto potrebbe avere l’interesse per infiammare la corsa da lontano, anche se Prato Nevoso sarà l’unica salita in programma nella diciottesima tappa. Possibile quindi che i big si risparmino in vista delle due tappe successive, con gli arrivi di Bardonecchia e Cervinia situati dopo più salite poste in sequenza nella terzultima e penultima tappa. In tutto questo chi appare davvero in ripresa è Fabio Aru: il sardo, ormai ampiamente fuori classifica, quasi sicuramente si lancerà all’attacco alla ricerca di una fuga giusta e di una vittoria di tappa.

Insomma, gli spunti di interesse non mancano e ci sono tutti gli ingredienti per assistere ad una tre giorni davvero palpitante sulle Alpi. Tra sogni, ipotesi, convinzioni e strategie: adesso la parola passa alla strada, da dove emergeranno le uniche verità del Giro 2018.

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