Serie A

Fiorentina, Montella: “Ribery è stato un campione e ha chiesto scusa ma non faremo ricorso”

Vincenzo Montella - Foto Antonio Fraioli

Vincenzo Montella, allenatore della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida di campionato con il Sassuolo, nel turno infrasettimanale di Serie A. Il tecnico parla subito di Ribery che non ha gradito il cambio contro la Lazio e, furibondo, ha rimediato anche tre giornate di squalifica: “Intanto penso che c’è un bel rapporto con lui, sin dal primo giorno, anzi ancor prima che arrivasse. In campo non avevo visto davvero nulla, poi ho rivisto le immagini e mi hanno raccontato che aveva l’adrenalina abbastanza alta. Ci siamo chiariti ieri, ha capito che è andato fuori dalle righe, lui è venuto alla Fiorentina rimettendosi in gioco perché nella testa è ancora un campione. Di questo ne stiamo giovando, ma io devo fare delle valutazione oggettive e di gestione di un campione di 36 anni che non si risparmia mai. Cinque minuti prima che uscisse, era lì davanti alla panchina che si toccava, aveva un affaticamento al polpaccio e quindi la scelta si spiega da sola. Vedevo che non aveva la forza nelle gambe per terminare la partita. Non credo di dovermi rimproverare nulla, Franck è stato un campione e ha chiesto scusa. Ora però guardiamo avanti, c’è un avversario più pratico rispetto all’anno scorso e all’inizio dell’anno. Non ha nulla da invidiare alle prime quindici del campionato, penso a Berardi, Defrel, Boga, un giovane molto forte come Locatelli che sta in panchina. Ritorniamo a correre, questo è l’obiettivo, come prima”.

Oltre alla squalifica di Ribery, alla quale non faranno ricorso: “Accettiamo la sentenza, ha sbagliato. Non credo sia opportuno fare ricorso, la società non lo ha creduto e io sono d’accordo”, questo quanto detto da Montella, ha proseguito spiegando anche la sua espulsione: “Sono andato un po’ fuori le righe a fine partita con la Lazio e mi hanno punito”. Montella non vuole svelare nulla sulla formazione ma fa capire che Chiesa, seppure stanco, probabilmente giocherà ancora: “Chiesa era stremato, ma lui può giocare anche tre partite a settimana per caratteristiche: è un giocatore che lavora tanto ma ha capacità di recupero da grandissimo calciatore. Qualcosina a centrocampo cambierò, ma non dico di più”. Sul compagno di reparto del figlio d’arte non fa capire chi ci sarà tra Boateng e Vlahovic: “Vlahovic sta meglio di Pedro ma deve completarsi nella partecipazione alla partita, Boateng ti dà altre garanzie nella lettura delle situazioni. Di più non dico”. Conclude con ciò che vuole domani dalla sfida contro i nerazzurri di De Zerbi: “Domani dovremo avere risposte comportamentali, vogliamo rialzarci. Servirà una Fiorentina al meglio delle sue possibilità”.

 

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