Europa League

Delusione Lazio, quanto pesa quella disfatta danese. Sarri arriva male alla Roma

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri - Foto LiveMedia/Cucco Ricucchi

Lazio, che disatro a Rotterdam. Una partita stortissima quella contro il Feyenoord, persa di corto muso per il gol di Gimenez, che segna il terzo tra andata e ritorno e condanna i biancocelesti a scendere di categoria, a giocarsi i comunque insidiosi spareggi di Conference. L’avventura in Europa League finisce qui, ai gironi, ed è un fallimento di ampie proporzioni visto che il gruppo era ampiamente alla portata e che, soprattutto, si arrivava alla resa dei conti con la leadership nel girone e con due risultati su tre per tenere una tra le prime due posizioni. E col senno di poi, bastava il pari addirittura per il primo posto, in un girone in cui incredibilmente tutte e quattro chiudono a quota 8. Troppo pochi per il valore della Lazio rispetto a Sturm Graz, con cui sono arrivati due scialbi pareggi, e soprattutto Midtjylland, contro cui questa squadra ha perso 5-1 prima di salire di livello in campionato con i filotti di reti inviolate.

In coppa, però, il salto di qualità vero non c’è mai stato e alla fine della fiera, con la differenza reti a deciderla in virtù dello stesso evidente numero di punti negli scontri diretti, è proprio il clamoroso passivo coi danesi a condannare al terzo posto la banda Sarri, che oggi non trova ausilio in Milinkovic-Savic e fatica a costruire in avanti, venendo punito in una delle rare disattenzioni difensive di quest’anno, che evidentemente non sono state superate. Poi nel finale i soliti problemi di tenuta mentale, il nervosismo e la scarsa capacita di svoltare un copione che non va. Dopo la Salernitana, altra delusione nella settimana del derby, che a questo punto assume una delicatezza senza pari. Reagire subito, o la stagione può prendere una bruttissima piega.

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