Scozia, stop ai colpi di testa in allenamento: c’è collegamento con malattie al cervello

La Scozia mette un freno sui colpi di testa nel calcio. Stacchi aerei e deviazioni volanti da adesso saranno proibiti in allenamento, in prossimità delle gare professionistiche, su suggerimento di uno studio relativo ai collegamenti tra i colpi di testa e le patologie al cervello. Lo studio è dell’Università di Glasgow e ha ispirato il provvedimento della federazione scozzese. Secondo gli esperti – scrive oggi la BBC – esiste un collegamento diretto di causa-effetto tra i colpi di testa, e dunque i ripetuti microtraumi subiti dal cranio, e l’insorgere di malattie quale la demenza senile. La Scozia inoltre è stata la prima nazione al mondo ad aver previsto una serie di linee guida sanitarie per ogni sport. Mentre la ricerca continua ad avanzare, già fin d’ora sappiamo che esistono degli effetti sul cervello, con invalidità della memoria che possono durare 24/48 ore dopo una serie di colpi di testa. E sappiamo anche che possiamo trovare proteine del cervello nel sangue per qualche tempo in seguito a questo tipo di microimpatti”, ha spiegato il professor John MacLean, per oltre 20 anni medico della Federcalcio scozzese.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio