Pass verde nazionale per viaggiare in Italia: come funziona, che cos’è e come si ottiene

Mario Draghi - FOTO EU2017EE Estonian Presidency CC BY 2.0 Mario Draghi - FOTO EU2017EE Estonian Presidency CC BY 2.0

Dal 15 maggio sarà introdotto il pass verde nazionale. Ad annunciarlo è il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha confermato la voglia di allentare la morsa delle restrizioni. “Il mondo vuole viaggiare in Italia. Le nostre montagne, le nostre spiagge, le città e le nostre campagne stanno riaprendo e questo processo accelererà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”, ha affermato. “Grazie al pass le persone saranno in grado di spostarsi da un paese all’altro senza quarantena, a patto che possano dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone”, ha specificato in merito al green pass europeo, che entrerà in vigore a metà giugno.

Restando tuttavia all’interno della penisola, il green pass servirà a spostarsi tra regioni arancione e rosse: chi vuole viaggiare tuttavia attestare di essere vaccinato, guarito dal Covid oppure di aver effettuato un tampone antigenico o molecolare nelle 48 precedenti. Come ottenere le certificazioni in base a questi tre criteri è stato spiegato nelle Faq di Palazzo Chigi:

“a) la certificazione di avvenuta vaccinazione ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell’effettuazione dell’ultima dose prevista. La certificazione è disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. Coloro che abbiano già completato il ciclo di vaccinazione alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52 del 2021 possono richiedere la certificazione verde COVID-19 alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario o alla Regione in cui ha sede la struttura stessa;

b) la certificazione verde COVID-19 per avvenuta guarigione ha una validità di sei mesi dalla guarigione stessa ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione cessa di avere validità se, nell’arco dei sei mesi previsti, l’interessato viene nuovamente identificato come positivo al SARS-CoV-2.

c) la certificazione verde COVID-19 per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test previsti o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta”.