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Finali Coppa Davis 2019, girone D: convocati, analisi e precedenti

Laver Cup, Nick Kyrgios - Foto Roberto Dell'Olivo

La Coppa Davis 2019 passa anche attraverso un interessante gruppo D, formato da Australia, Belgio e Colombia. Anche in questo caso non mancano i big: Nick Kyrgios e David Goffin due tra le stelle che proveranno a portare i propri colori ai quarti di finale. Sulla carta meno attrezzata invece la compagine sudamericana.

GRUPPO D – Australia, Belgio e Colombia

AUSTRALIA – Cento partecipazioni alla Coppa Davis e 28 insalatiere nella capiente credenza della Federazione sono il miglior biglietto da visita per la squadra di Lleyton Hewitt che non è testa di serie – in virtù del ranking che la vede assestata al n°9 – ma ha tutte le carte in regola per ben figurare nella settimana madrilena. Le scelte dell’ex campione di Wimbledon e New York sono state pressoché obbligate ed è evidente che le sorti australiane dipenderanno in gran parte dalle motivazioni e dallo stato di forma di Nick Kyrgios. Il n°30 del ranking ATP viene da una stagione complessivamente buia illuminata solo dagli acuti di Acapulco e Washington, troppo poco per uno del suo talento. Tuttavia, sappiamo bene come Nick sia in grado di trasformarsi quando ritiene vi siano i presupposti per farlo e se così dovesse essere le quotazioni australiane salirebbero non di poco. Meglio di lui nel 2019 ha fatto Alex de Minaur; il ventenne ha chiuso la stagione tra i primi venti (18) mettendo a referto tre successi (tutti sul duro) a Sydney, Atlanta e Zhuahi e chiudendo in crescendo con le finali di Basilea e Milano, nel Masters NextGen.

Oltre ai due giovani, Hewitt si affiderà ai più esperti John Millman e Jordan Thompson. Il primo ha perso undici posizioni in classifica (da 38 a 49) rispetto all’inizio del 2019 ma dopo gli US Open era scivolato quasi fuori dai 100 ma la vittoria nel challenger di Kaohsiung e, soprattutto, la finale nel 500 di Tokyo – ottenuta partendo dalle qualificazioni – l’hanno rimesso in linea di galleggiamento. Regolare invece la stagione di Thompson, finalista sconfitto sull’erba di ‘s-Hertogenbosch e affidabile in doppio, specialità nella quale potrebbe affiancare John Peers. Dopo essere stato numero 2 mondiale nel 2017, quando aprì e chiuse l’anno con due grandi successi (Australian Open e ATP Finals) insieme a Kontinen, quest’anno l’unico trofeo l’ha alzato a Stoccarda insieme a Soares e a Londra sarà prima riserva.

In Coppa Davis l’Australia ha giocato 259 incontri (188-71) e forse il più famoso rimane quello del Challenger Round 1939. Al Merion Cricket Club di Haverford, Pennsylvania, l’Australia in quanto tale (i primi sei trofei arrivarono sotto la denominazione Australasia) conquistò la coppa per la prima volta e lo fece in un modo rimasto unico: recuperando la finale da 0-2. Ospite degli Stati Uniti, la squadra capitanata da Harry Hopman perse i singolari della prima giornata (Bobby Riggs, quello che 34 anni più tardi sfiderà sia Margaret Court che Billie Jean King in una doppia sfida dei sessi, sconfisse John Bromwich e Frank Parker ebbe la meglio su Adrian Quist) ma accorciò le distanze con il doppio, nel quale gli stessi Bromwich e Quist si imposero in quattro set alla coppia formata da Joe Hunt e dal diciottenne Jack Kramer. Nella terza giornata, a singolari incrociati, i canguri completarono la rimonta: sofferta vittoria di Quist su Riggs in cinque partite e dominio di Bromwich che vinse i primi sette giochi con Parker e in tutto ne perse solo quattro per il 6-0/6-3/6-1 che sigillò l’impresa australiana.

L’ultima delle 28 insalatiere d’argento su cui ha messo le mani l’Australia è datata 2003 e porta la firma di John Fitzgerald in panchina e di Hewitt, Philippoussis e del doppio Arthurs/Woodbridge in campo. In quella occasione l’Australia scelse di sfidare la Spagna sull’erba stesa all’interno della Rod Laver Arena e prevalse per 3-1 ; nonostante la superficie a loro poco gradita, gli ospiti diedero battaglia chiudendo la prima giornata sullo score di 1-1 e rischiarono di allungare la contesa, con Ferrero che si arrese solo al quinto a Philippoussis dopo aver fatto lo stesso due giorni prima con Hewitt. Da allora l’Australia ha ottenuto come miglior risultato la semifinale (2006, 2015 e 2017) ma è anche stata diverse stagioni nel G1.

Per essere tra le diciotto elette, la squadra di Hewitt ha dovuto affrontare lo spareggio casalingo contro la Bosnia-Erzegovina, dominato 4-0 senza cedere nemmeno un set.

Questo il record individuale – singolare e doppio – degli australiani nella competizione: de Minaur 1-3 (1-3, 0-0), Kyrgios 9-6 (9-5, 0-1), Millman 1-1 (1-1, 0-0), Peers 5-3 (0-0, 5-3), Thompson (5-2 (3-2, 2-0).

BELGIO – Finalista nel 2017, sconfitta nei quarti l’anno scorso, il Belgio di Johan Van Herck è stato chiamato ad uno spinoso spareggio in Brasile per poter essere a Madrid, nonostante occupi il quarto posto del ranking. Privo di Goffin, il team è riuscito ugualmente ad imporsi grazie a Coppejans (che ha vinto due singolari) e al doppio composto da Gille e Vliegen. Per la Davis Cup Finals, insieme al confermato Kimmer Coppejans, Van Herck ha recuperato gli esperti David Goffin e Steve Darcis a cui affiancherà i doppisti Sander Gille e Joran Vliegen. Considerato che nel gruppo, oltre alla favorita Australia c’è la Colombia – a cui sarà difficile strappare il punto del doppio – la qualificazione ai quarti anche come una delle due migliori seconde appare problematica per la formazione belga.

Goffin è 11esimo al mondo e ha mancato la qualificazione al Masters di Londra per qualche centinaio di punti ma nelle ultime settimane il suo rendimento è andato in calando e in Spagna dovrà fare gli straordinari se vorrà aiutare la causa nazionale. Perché il trentacinquenne Darcis è 157 ATP e, pur avendo raggiunto di recente la finale nel challenger di Eckental, nel circuito maggiore il suo bilancio stagionale recita 4 vittorie e 11 sconfitte. Un gradino sotto (158) c’è Coppejans, di dieci anni più giovane ma anch’esso costretto a frequentare il circuito minore dove peraltro ha raggiunto due finali, perdendole entrambe. Tuttavia, se il Belgio è a Madrid lo deve in buona parte a lui e quindi la soddisfazione di rappresentare il suo paese in questa grande finale è più che meritata. Infine, il doppio Gille/Vliegen si è messo in luce in questa stagione aggiudicandosi tre titoli (Gstaad, Bastad e Zhuhai) oltre a una finale persa (Kitzbuhel).

Questo il record individuale dei belgi in Coppa Davis: Coppejans 4-2 (3-2, 1-0), Darcis 23-18 (22-11, 1-7), Gille 1-1 (0-0, 1-1), Goffin 23-6 (23-3, 0-3), Vliegen 1-1 (0-0, 1-1).

COLOMBIA – Scorrendo gli almanacchi della Davis, la vittoria della Colombia sulla Svezia nello spareggio per Madrid potrebbe sembrare uno scherzo. Invece i sudamericani ce l’hanno fatta con largo margine, battendo gli scandinavi dei fratelli Ymer e del doppio Eriksson/Lindstedt per 4-0. Naturalmente, capitan Pablo Gonzalez ha confermato in blocco gli artefici della vittoria e quindi a Madrid schiererà Daniel Galan, Santiago Giraldo e Alejandro Gonzalez in singolare e Juan Sebastian Cabal e Robert Farah in doppio. Il vantaggio della Colombia potrebbe venire proprio dal doppio, dato che i numeri uno del mondo dopo la doppietta Wimbledon-US Open non partono battuti contro nessuna coppia. Saranno i singolari, però, a chiedere il conto; Galan è 193 al mondo, Giraldo 278 e Gonzalez 468. Tutto può succedere, ovvio, ma qualsiasi punto conquistato da questi ultimi tre sarebbe un mezzo miracolo.

La Colombia è n°18 del ranking ITF per nazioni e vanta 52 partecipazioni alla Davis con un bilancio di 109 incontri, di cui 57 vinti e 52 persi. Nella sua storia ha sempre militato nei gruppi di zona e le sei volte che ha giocato i play-off per entrare nel WG ha sempre perso.

Questi i record dei tennisti colombiani in Coppa Davis: Cabal 18-10 (7-2, 11-8), Farah 12-9 (1-3, 11-6), Galan 4-1 (4-1, 0-0), Giraldo 27-17 (27-17, 0-0), Gonzalez 7-5 (7-5, 0-0).

HEAD-TO-HEAD NAZIONI

Belgio-Australia 3-1

Togliendo dal conteggio la vittoria dell’Australasia nel 1922, il Belgio è non senza sorpresa in vantaggio per 3-1 sugli oceanici. Sconfitto nel 1991 sull’erba di Perth con un netto 5-0, il team europeo si è rifatto con gli interessi infilando tre prestigiose vittorie consecutive tutte per 3-2. Nel 2007, sulla terra indoor di Liegi, l’eroe fu Kristof Vliegen – che portò in saccoccia i suoi due singolari battendo sia Hewitt che Guccione. Tre anni più tardi (2010), sul duro di Cairns, alla squadra locale non bastarono i punti di Hewitt nelle prime due giornate; avanti 2-1 dopo il doppio, il capitano Fitzgerald dovette rinunciare a Lleyton causa infortunio e gli ospiti ribaltarono il risultato con Olivier Rochus e Darcis. Infine, nel 2017 la sfida fu nientemeno che una semifinale e ancora una volta gli australiani si trovarono sul 2-1 – a Bruxelles, terra indoor –  all’inizio della terza giornata ma prima Goffin fece sua la sfida tra numeri uno con Kyrgios e in seguito Darcis si impose in tre sole partite a Thompson.

Kyrgios-Goffin 3-1, Goffin-Millman 1-0, Darcis-Thompson 2-0, Kyrgios-Darcis 2-0.

Belgio-Colombia 0-0

Non ci sono precedenti in Coppa Davis tra Belgio e Colombia.

Giraldo-Coppejans 1-0, Giraldo-Darcis 3-1, Goffin-Giraldo 1-0.

Australia-Colombia 0-0

Non ci sono precedenti in Davis Cup tra Australia e Colombia.

Kyrgios-Giraldo 2-0, Thompson-Giraldo 1-0, Giraldo-Millman 1-0, Galan-Thompson 1-0.

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