Boxe, Canelo Alvarez domina Golovkin: la trilogia si chiude ai punti. Ma GGG non si ritira

Dopo trentasei round e cinque anni di rivalità, una delle trilogie più epiche della storia recente della boxe si chiude con un abbraccio da amici. Saul Canelo Alvarez domina Gennadiy Golovkin, vince per la seconda volta e difende le cinture WBA (Super), WBC, IBF, WBO e The Ring dei supermedi. A Las Vegas il messicano trionfa per decisione unanime (116-112, 115-113, 115-113) nel match meno spettacolare e meno incerto dei tre. Contro un 40enne Golovkin, in declino ormai da un anno e mezzo, Canelo non spazza via i dubbi dei due contestatissimi precedenti. Ma trova la reazione dopo la sconfitta contro Bivol e può puntare al rematch col russo nei mediomassimi. Alla fine l’applauso più fragoroso della T-Mobile Arena di Las Vegas arriva durante l’intervista di Canelo: “Grazie di tutto amico mio”, le parole per il rivale di una vita.

La prima ripresa è equilibrata. Golovkin lavora col jab, Canelo cerca di incrociare trovando raramente il bersaglio. La musica cambia nel secondo round. Dopo trenta secondi, il gancio sinistro di Canelo si stampa sul viso del kazako. Un dominio. Le altre prime cinque riprese sono tutte equilibrate, ma tutte a favore di Canelo. Più aggressivo, veloce, mobile di busto e incisivo. Golovkin fatica a trovare continuità di azione. Per il suo colpo migliore bisogna aspettare il sesto round quando un montante di Triple G passa tra i guantoni del messicano. Ma il match non cambia. Il kazako continua a lavorare di jab, affidandosi alle fiammate improvvise e mai ad una combinazione. A 40 anni GGG non riesce più a tenere i ritmi di un tempo. Ne risente lo spettacolo, mentre Canelo ammortizza senza problemi i rari colpi duri portati dal kazako.

A tre round dalla fine, Golovkin può solo cercare il ko. Ma di fronte ha uno che il sapore del tappeto non lo ha mai assaggiato. Esattamente come lui. Golovkin, mai steso a terra, sa che il rischio a quest’età esiste. Si fa sentire la differenza anagrafica ma paradossalmente Golovkin cresce nei round finali. Dave Moretti e David Sutherland gli assegnano due riprese delle ultime tre. Steve Weisfeld invece concede tutte e tre al kazako. L’undicesimo round è il più movimentato, con il primo accenno di battaglia selvaggia a cui Golovkin ha abituato il mondo della boxe. Un caso isolato di un match nel complesso noioso e sottotono. Dopo una testata involontaria, Canelo inizia a sanguinare dal sopracciglio (oltre ad un infortunio alla mano annunciato solo dopo il match). I fischi della T-Mobile Arena accompagnano l’ultimo round. Lo spettatore neutrale che ha pagato, chiedeva più spettacolo. Gli unici a festeggiare sono i messicani presenti. La vittoria ai punti per decisione unanime è scontata. Golovkin alla fine annuncia l’intenzione di voler continuare. E Chris Eubank Jr coglie l’occasione: “GGG hai fatto una bel cammino. Torna ai pesi medi e combattiamo per le tue cinture (Wba, Ibo, Ibf ndr) o semplicemente lasciale vacanti e mi prenderò cura di loro per i prossimi due anni mentre ti godi la pensione…te lo sei guadagnato campione”, scrive su Twitter. Per Canelo si apre probabilmente la strada della rivincita contro Bivol nei mediomassimi. Forse l’ultima impresa. L’ultima ossessione di un campione mondiale in quattro differenti categorie di peso.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio