Luca Pancalli: “Esclusione di russi e bielorussi una ferita aperta”. Vezzali: “Sport è solidarietà”

Luca Pancalli Luca Pancalli - Foto Marzi/Bizzi Team/FINP

“Il conflitto russo-ucraino è caduto sopra di noi, ha lacerato le nostre coscienze e purtroppo è entrato dentro le Paralimpiadi”. Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ha ripercorso le tappe più complesse di Pechino 2022 nel suo discorso davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nella cerimonia di riconsegna del tricolore al Quirinale, Pancalli ha parlato della guerra come “un’ombra sullo sport, che ha messo in discussione il concetto di sport come strumento di dialogo universale. Abbiamo affrontato i primi giorni delle Paralimpiadi in un clima molto teso. Una tensione che stava salendo, c’erano i rischi di un boicottaggio pesante a causa delle pressioni politiche e abbiamo dovuto estromettere gli atleti russi e bielorussi. Questa resta una ferita per il movimento paralimpico internazionale”. “Per questo i risultati ottenuti dai nostri atleti acquistano ancora più valore – ha concluso Pancalli – e il cerchio adesso si chiude, siamo davvero contenti di riconsegnare la bandiera a lei che ha sempre amato molto il nostro mondo“.

Presente anche Valentina Vezzali, sottosegretaria allo sport, che si sofferma sul tema dei rifugiati: “Da sempre ambasciatore di pace e capace di promuovere l’accoglienza, lo sport italiano si è adoperato in queste settimane per ospitare gli atleti ucraini in fuga dal loro Paese o impossibilitati a rientrarvi: avvieremo a tal proposito dei progetti dedicati al sostegno degli Organismi sportivi che stanno ospitando o ospiteranno gli atleti in difficoltà. La solidarietà, uno dei principi cardine del mondo sportivo, sta consentendo a queste ragazze e a questi ragazzi di continuare gli allenamenti e dà loro l’opportunità di partecipare alle competizioni sportive previste nei prossimi mesi”.

E spiega: “Lo sport, nonostante la pandemia, non si è mai fermato. E ha emozionato le persone in un momento nel quale gli italiani avevano bisogno di messaggi positivi. Gli atleti hanno gareggiato con cuore, impegno e professionalità – ha aggiunto Vezzali – Lo sport unisce e ci rende fieri di essere italiani, è un messaggio di fratellanza. A nome del Governo, sono a esprimerLe il mio grazie per l’attenzione e la vicinanza che ha sempre riservato allo sport, al quale Lei stesso ha riconosciuto grande efficacia sul piano sociale, culturale ed educativo. Raccogliere il testimone a Pechino è stata una grande emozione. Abbiamo preso in carico la Bandiera a 5 cerchi perché la prossima edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, nel 2026, vedrà protagonista l’Italia”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio