È morto Kobe, Kobe è vivo

“È come se fosse morto un componente della mia famiglia”. Sono le parole di Luis Scola, pochi istanti dopo aver appreso della morte di Kobe Bryant. Fa anche impressione scriverlo: ‘la morte di Kobe Bryant’. ‘Non ci credo’, la prima reazione. Ancora irreale, nei successivi minuti. Devastante, con il passare delle ore. Il sentimento di Scola è quello di tutti, appassionati di basket o meno. Perché Kobe Bryant è qualcosa (ancor prima che qualcuno) che va oltre, rappresenta lo sport. Nella sua più profonda essenza. E lo sport, nella sua essenza, è vita.

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.