F1, ‘monday review’: i commenti post GP Usa 2018

di - 22 ottobre 2018

Niente festa, o forse sì. Al Gran Premio degli Stati Uniti Lewis Hamilton rinvia il party e Kimi Raikkonen torna ad esultare e lo fa 2044 giorni dopo l’ultima volta. Cinque anni e 113 GP: questo è quanto il pilota finlandese ha dovuto attendere per tornare a godersi il suo inno sul gradino più alto del podio. Kimi si prende le luci del Circuit of the Americas con una splendida gara davanti a Verstappen ed allo stesso Hamilton, costretto a rinviare i festeggiamenti per il quinto titolo iridato al GP del Messico. Il tutto di fronte ad un Vettel mai così nervoso e poco lucido nelle scelte, nonostante tra le mani avesse una Ferrari tornata a ruggire.

Puro spettacolo nella ‘terra’ di Liberty Media: il GP degli Stati Uniti si candida ad esser eletto come una delle migliori gare stagionali. Intensità, duelli, sorpassi e tanta suspense fino allo sventolamento della bandiera a scacchi. Varietà ed imprevedibilità: un mix che ha costruito un podio con tre piloti di tre scuderie diverse, ingaggiati in lotta fino agli ultimi chilometri del tracciato di Austin. Andiamo ad analizzare le singole prestazioni con le dichiarazioni dei protagonisti.

RAIKKONEN ROMPE L’INCANTESIMO – Come d’intanto Kimi. I numeri citati in precedenza d’ora in poi non esisteranno più perché quel 2013 in Australia (ultima vittoria sulla Lotus) sarà solamente un remoto ricordo. Nella memoria di tutti, probabilmente, rimarrà impressa la splendida performance con la quale il finlandese ha costruito la vittoria numero 21 in carriera, decima con la tuta della Ferrari. L’attesa è finita, Raikkonen torna sul gradino più alto del podio e lo fa mostrando un piccolo sorriso di soddisfazione, particolare non da poco quando si parla di ice-man. “È stato un weekend molto solido e sono contento per questo, soprattutto perché arriviamo da Gran Premi complicati per il team – ha dichiarato Raikkonen nel post gara – Siamo riusciti a riprenderci e andarci a costruire la vittoria. Abbiamo ritrovato la macchina che meritiamo di avere“. Per altro una vittoria costruita al via con uno splendido sorpasso all’interno ai danni del pole-man Hamilton: il tutto per cancellare un’altra scomoda statistica che da oltre trenta gare vedeva un Kimi ‘passivo’ in partenza senza mai riuscire a conquistare una posizione sugli altri piloti in griglia. Poi nel post gara il pensiero a Vettel e per il campionato: “Non è il risultato migliore per il team ovviamente perché speravamo che Seb arrivasse più in alto però a volte le cose vanno così. Il campionato è ancora aperto ed è quello che volevamo: le prossime gare saranno un’opportunità per trovare ulteriori buoni risultati“.

VERSTAPPEN IN RIMONTA, HAMILTON BEFFATO – E guai a sottovalutare la rimonta di Verstappen. Gara fantastica da parte del pilota olandese della Red Bull che, partito dalla diciottesima posizione, si difende con forza dagli attacchi di Hamilton per poi conquistare il secondo gradino del podio. Una delle rimonte maggiormente prolifiche nella storia della F1 con il ‘plus’ di aver beffato il leader del campionato, nonché pole-man di giornata. “Hamilton? In quel momento non ho pensato assolutamente al fatto che potesse o meno vincere il campionato, ho fatto solo il mio meglio – ha dichiarato Verstappen nel post gara – È un risultato fantastico, una gara entusiasmante: credo che nessuno se lo aspettasse“. Dopo una qualifica non propriamente positiva, condizionata dal danneggiamento della macchina su un cordolo, Max è stato costretto a partire dal fondo. Nella sua rapida rimonta è stato certamente agevolato dal ritiro del compagno Ricciardo (problema al turbo) e dal testacoda di Vettel ma l’under-cut su Bottas e la difesa su Hamilton hanno permesso alla Red Bull di scavalcare con pieno merito entrambe le Mercedes: “Penso che la chiave del mio risultato sia il primo giro e successivamente l’under-cut su Bottas dopodiché abbiamo potuto fare la nostra corsa” ha sottolineato Max.

Dall’esaltazione alla beffa, seppur abbastanza oscurabile ed allo stesso tempo accantonata. Nel regno della perfezione le sbavature non son concesse e così Hamilton sottolinea un errore di strategia box che non gli ha permesso di difendere la prima posizione conquistata con la pole position: “Al giro 11 ho subito capito che avremmo dovuto fare due soste e le cose si sono messe in salita: era molto difficile per noi anche solo competere per la vittoria“. Un errore da cancellare e di cui farne tesoro per le prossime gare: “Direi che abbiamo semplicemente imperato la lezione sebbene dal punto di vista delle prestazioni non è certo stato il nostro fine settimana migliore – ha puntualizzato il leader del campionato – Sono comunque grato per il terzo posto ma è chiaro che partire primi e finire in terza posizione non è mai una bella cosa“. Due soste e full-attack: Hamilton è costretto a volare ed a rimontare Raikkonen e Verstappen, usufruendo anche di due ordini di scuderia di un Bottas nuovamente passivo. Seppur la pole sia stata cestinata con una strategia da cancellare, l’obiettivo di piazzarsi davanti a Vettel è stato centrato ed ora a Lewis basterà almeno un settimo posto al GP del Messico per laurearsi campione del mondo. In fin dei conti il party è stato rinviato di una sola settimana.

VETTEL ANCORA IN TESTACODA – Ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento, ancora una volta per un altro testacoda. Troppo nervosismo, manca la lucidità: Vettel ci casca nuovamente con il solito mix di sfortuna e poca prudenza nelle fasi iniziali di un Gran Premio ancora tutto da scrivere. Dopo una partenza arrembante il ferrarista si affianca a Ricciardo e nel tentativo di guadagnare l’interno colpisce la gomma della Red Bull finendo inesorabilmente in testacoda. Gara in rimonta dal fondo gruppo per poi arrivare nelle fasi finali dietro gli scarichi di Bottas forzando il finlandese all’errore e prendendosi una quarta posizione da ‘contentino’: “Credo che per me sia stato un giorno un po’ deludente – ha dichiarato Vettel – Non sono sicuro che Ricciardo mi abbia visto perché eravamo fianco a fianco ed io non potevo fare di più. Mi sto stancando delle gare in rimonta“. Prima la penalità da tre posizioni in griglia per una disattenzione nelle prove libere, poi l’errore al via e la conseguente rimonta: quanti rimpianti per il tedesco che sembrerebbe essersi spento d’improvviso dopo l’incidente con Hamilton a Monza. Messico, Brasile e Abu Dhabi sul calendario per applaudire il rivale e riformulare nuovi pensieri e nuove idee per il 2019: nella speranza di resettare tutto nella post-season dopo una stagione tanto intensa quanto stancante.

Tra gli altri da segnalare la doppietta Renault dietro al gruppo dei big con Hulkenberg in sesta posizione e Sainz alle sue spalle. In ottava sale Perez con la Force India, seguito da Hartley e Ericsson che entrano a sorpresa in zona punti a causa delle squalifiche rimediate da Ocon e Magnussen per irregolarità nell’utilizzo del carburante. Gara da cancellare per il ferrarista Leclerc che con la sua Sauber è autore di un contatto al via che causa il suo ritiro qualche giro più tardi. Ritirati anche Grosjean e Alonso dopo il caos del primo giro e Ricciardo, costretto a parcheggiare la Red Bull a bordo pista per un nuovo problema meccanico.

Valigie e bagagli pronti, da Austin ci si trasferisce a Città del Messico per la diciannovesima tappa stagionale. Il Gran Premio del Messico andrà in scena nel weekend 26-28 ottobre dove Hamilton potrebbe, per il secondo anno di fila, festeggiare il titolo davanti al pubblico dell’Autodromo Hermanos Rodriguez. Ma nonostante la stagione sia ormai finita, il rush finale porterà i piloti a divertirsi ed a farci divertire proprio come ad Austin. Chi riuscirà a brillare nella terzultima tappa del calendario?

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