I positivi di Tokyo tornano in Italia, Rosetti a Mosciatti: “Almeno io ho vinto una medaglia, ma che male la finale…” (AUDIO)

Matteo Mosciatti e Bruno Rosetti Matteo Mosciatti e Bruno Rosetti

Sul volo partito dall’aeroporto di Tokyo Haneda alle 14.30 di martedì 10 agosto direzione Roma Fiumicino c’erano i due italiani risultati positivi al Covid all’Olimpiade. Uno è l’autore di questo articolo, l’altro, ben più importante nell’economia dei Giochi, è Bruno Rosetti. Il trentatreenne canottiere di Ravenna è stato fermato poche ore prima della finale a squadre del 4 senza, finale che i suoi compagni Matteo Cataldo, Matteo Lodo, Giuseppe Vicino e il suo sostituto Marco Di Costanzo hanno chiuso al terzo posto conquistando una medaglia di bronzo che è, anzi, sarà, anche nelle mani di Rosetti.

LE DICHIARAZIONI DI ROSETTI – “È andata meglio a me che a te, io almeno una medaglia l’ho vinta!” scherza a inizio intervista l’atleta azzurro, felice di tornare in patria dopo la disavventura. “Il ricordo di ciò che è successo è vivissimo e credo rimarrà indelebile a vita, purtroppo. È successo tutto in un attimo: intorno alle 6.30 stavo facendo colazione prima della finale, in programma alle 10. Mi hanno notificato di essere risultato positivo, mi hanno rinchiuso in uno stanzino per un test molecolare e dopo 3 ore mi hanno confermato la positività. Ormai avevo comunque già perso la gara”.

A quel punto è iniziata la quarantena: “Sono stato portato nel Covid hotel, in cui sono rimasto 10 giorni. Provavo a passare il tempo facendo semplici esercizi a corpo libero e guardando le gare. Mi sono stati vicino un sacco di amici e compagni di squadra, la mia fidanzata e la mia famiglia: i loro messaggi e le loro chiamate mi hanno aiutato molto e mi hanno fatto pesare tutto molto meno. La finale dei miei compagni? Sono contentissimo per loro, abbiamo fatto un percorso lungo e difficile come tutti gli atleti presenti a Tokyo, e come loro abbiamo aspettato 5 anni. Però ammetto che riguardare la gara mi fa male. Forse non dovrebbe essere così, ma credo sia inevitabile”.

Dove tieni la medaglia ora? In borsa?” chiedo a Rosetti per concludere con un tema che possa strappargli un sorriso, ma non ci riesco. “Non ce l’ho ancora – risponde –, non si sa come e quando me la daranno. Futuro? Adesso il percorso per arrivare a Parigi 2024 è molto semplice: so perfettamente quello che devo fare e ho voglia di riscatto, perché così non mi piace neanche un po’ come sia finita, però prima di prendere decisioni ho bisogno di tempo. Voglio staccare un po’, tra un mesetto ci penserò”.

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Romano classe ‘95 laureato in Scienze della Comunicazione, sviluppa in campo e alla tastiera le sue passioni per tennis e calcio più o meno da quando è nato. Profondo estimatore di David Ferrer, del sushi e dei Coldplay, riassume le proprie intuizioni (si fa per dire) su Twitter e consuma le restanti energie svolgendo il ruolo di caporedattore di OkCalciomercato.it. “Ma qualcuno deve pur farlo…”