Calcio

Roma, Luciano Spalletti replica a Francesco Totti: “Ha sparato missili, serve rispetto”

Luciano Spalletti - Roma

Una decisione obbligata. “Totti ha sparato un paio di missili, io non potevo fare altrimenti“. Luciano Spalletti spiega così l’esclusione di Francesco Totti dalla lista dei convocati per la gara contro il Palermo. Un terremoto in casa Roma, causato dalle parole pronunciate sabato dal capitano a Rai Sport. “E’ tutto già passato, Francesco è stato a vedere la partita, poi negli spogliatoi e domani torna ad allenarsi – ha dichiarato il tecnico giallorosso a fine partita – Diciamo che è stato solo un momento di rabbia, di malessere, sotto certi aspetti è comprensibile perché lui si sente ancora un giocatore. Tanto rumore per nulla? Secondo me più della sostanza, però una cosa è chiara: se il più grande campione dal dopoguerra dice cose del genere è qualcosa di eccezionale“.

Totti era in tribuna per il match col Palermo, è vero, ma a giudicare dalla nuove dichiarazioni fatte da Totti poche ore prima della sfida (“Io spero di restare sempre nella Roma, è il mio sogno, ma se le due strade non portano alla stessa via…vedremo”), il terremoto è tutt’altro che finito. “C’è stato grande dispiacere da parte mia nel prendere questa decisione – ha aggiunto Spallettima purtroppo ci sono dei ruoli da rispettare. Probabilmente qui è anormale, ma si fa così in tutti i posti . Dovevo per forza mettere ordine dopo la sua reazione a caldo. Non potevo fare altrimenti perché gli sono partiti un paio di missili. E’ vero che Francesco è un grande campione e magari bisogna avere un più rispetto, ma io il rispetto lo devo anche a tutti gli altri, non ad uno soltanto. Altrimenti chiunque può convocare una conferenza quando vuole e dire quello che gli pare. E diventa difficile da accettare. Io non voglio nessun duello con nessuno, io sto bene se la Roma fa risultato, se vince“. Sullo sfondo resta il rinnovo del contratto di Totti. che compirà 40 anni a settembre ma non vuole smettere. “Non voglio entrare in questa situazione, la società sa che se Francesco va a chiedere qualsiasi cosa io sto dalla parte sua. Se lui vuole continuare è giusto che continui – ha spiegato Spalletti – Gli ho messo a disposizione qualsiasi ruolo. Vuoi fare il Giggs, sempre seduto vicino a me per imparare? Fallo. Vuoi fare il Nedved? Fallo. Vuoi fare il calciatore? Ok. Ma io devo tirare su le sorti della squadra e non posso concederti niente. Non ti regalo niente“.

Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni: “Totti ha un contratto da calciatore fino a giugno e uno di sei anni da dirigente. Francesco vuole continuare a giocare? Tra pochi giorni Pallotta sarà a Roma e ne parleranno insieme, ho già avuto modo di dire che la presenza di Totti nella Roma per i prossimi anni è certa. Il tema è come beneficiare delle sue qualità, se in campo, vicino all’allenatore o tra i dirigenti. Per noi non cambia nulla”. Per Baldissoni, però, non c’è stata nessuna mancanza di rispetto, come detto da Totti: “Noi il rispetto lo portiamo con convinzione a tutti – ha dichiarato il direttore generale giallorosso – figuriamoci se non lo portiamo a colui che ha scritto i record di questa società e che riteniamo il giocatore più forte della storia del calcio in Italia. Non abbiamo problema a garantirgli il rispetto e l’affetto che gli testimoniamo ogni giorno. Lui ha parlato di rispetto parlando delle esigenze di sentirsi meglio integrato come calciatore in campo, ma non parlava di mancanza di rispetto della società. Multarlo? Non credo possa aggiungere beneficio al dialogo con l’allenatore. Spalletti ha deciso di escluderlo perché ha pensato che fosse opportuno per garantire maggiore concentrazione per il Palermo. E’ una decisione che spetta al tecnico: l’ha presa lui ma ce l’ha comunicata e ovviamente noi e il presidente siamo di supporto alle scelte dell’allenatore se finalizzate al raggiungimento degli obiettivi. E poi tutto è già stato chiarito: Totti è stato molto vicino alla squadra oggi e domani si allena“.

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