Calcio estero

Calcio, Ferguson: “Non capisco perchè gli allenatori prendono appunti continuamente”

Sir Alex Ferguson - Foto Gordon Flood CC BY 2.0

Alex Ferguson ha rilasciato una lunga intervista al Guardian raccontandosi insieme al figlio, il quale ha realizzato un documentario sulla vita del padre e sulla sua a partire dal 5 maggio 2018, il giorno in cui una emorragia cerebrale ha rischiato di portarsi via il tecnico, che ha rischiato di perdere la memoria e la voce. “Come allenatore dipendevo dalla mia memoria – ha detto Ferguson – . Oggi vedo partite in cui alcuni gli allenatori prendono appunti continuamente. Non l’ho mai fatto. Ho sempre dipeso dalla mia memoria. Non riesco a capire perché un allenatore dovrebbe prendere appunti durante la partita. Abbassi la testa per scrivere e ti perdi un gol, o un’azione”.

Il tecnico ha raccontato la sua esperienza al Manchester United: “Allo United, tutti i migliori giocatori erano mentalmente durissimi. Cristiano Ronaldo è duro come i vecchi stivali. Non poteva non diventare un grande giocatore, perché ce l’aveva in testa. Anche noi abbiamo giocato un ruolo in questo, perché Eric Harrison, l’allenatore delle giovanili, ai giovani rendeva le cose davvero complicate. ‘Se non hai forza mentale, non entrerai mai nella prima squadra dello United’. Lo ripeteva continuamente”.

Nel 1999 i Red Devils vinsero tutto, tra cui la Champions League contro il Bayern Monaco: “Se pensavo avremmo vinto? No, non vedevo alcuna possibilità! Stavo pensando a quello che avrei detto ai giocatori dopo la gara… ‘Avete fatto una grande stagione.’. Ma poi l’abbiamo vinta”. 

SportFace