In Evidenza

Volley, Mondiali 2018: il sogno dell’Italia si spegne in finale, ma Tokyo ci aspetta

Italia Mondiali volley Giappone 2018
Italia ai Mondiali di Giappone 2018 - Foto Profilo Facebook Ufficiale Fipav

Il sogno dell’Italia si spegne ad un passo dal trionfo. Le “ragazze terribili” di Mazzanti vengono piegate al tie-break dalla Serbia nella finale di Yokohama e devono “accontentarsi” della medaglia d’argento. Ognjenovic e compagne si aggiudicano il primo Mondiale nella storia della pallavolo femminile balcanica e sigillano con il successo iridato una superiorità tecnica maturata negli anni e testimoniata anche dal titolo europeo vinto nel 2017.

IL GRUPPO – Le azzurre, d’altro canto, ritrovano una medaglia sedici anni dopo lo storico oro di Berlino 2002 e guardano con positività al futuro vista la giovanissima età media del gruppo. Ventuno delle ventiquattro convocate sono nate dopi il 1994.

Il commissario tecnico Mazzanti porta avanti da un anno un inevitabile ricambio generazionale dopo il flop delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, chiuse con una sola vittoria nel girone di prima fase.

Il coach marchigiano rappresenta la punta dell’iceberg dell’eccellente lavoro portato avanti dalla Federazione, che ha investito fortemente sulla formazione delle giovani giocatrici attraverso il progetto Club Italia. La società gestita direttamente dalla Federazione funge da fucina di talenti e quest’anno tornerà a disputare il campionato di serie A.

Italia Volley femminile

EGONU SUPERSTAR – Scorrendo il roster azzurro a questi Mondiali è impossibile non aprirsi in un sorriso. Paola Egonu è stata eletta come miglior opposto della competizione fornendo prestazioni da extraterrestre a soli diciannove anni. I suoi numeri in semifinale e finale sono semplicemente fenomenali: 45 punti messi a segno contro la Cina, 33 contro la Serbia.

Alle sue spalle le Millennials Pietrini e Lubian hanno già dimostrato di potersi ritagliare uno spazio importante in campo e saranno le fondamenta della Nazionale che andrà a caccia delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il valore della nostra squadra è testimoniato dai quattro premi individuali ottenuti dalle nostre ragazze.

Oltre ad Egonu, sono state premiate anche Ofelia Malinov (classe ’96, migliore alzatrice), Myriam Sylla (classe ’95, miglior schiacciatrice) e l’intramontabile Monica De Gennaro (miglior libero). Tanti applausi, ma sui loro volti è evidente la delusione per un Mondiale sfumato d’un soffio.

L’obiettivo sarà quello di tornare in terra nipponica tra due anni per salire di un gradino sul podio e completare col lieto fine la favola iniziata a Yokohama.

 

 

SportFace