Us Open 2018, Djokovic vola ai quarti e ‘prenota’ la sfida con Federer

Novak Djokovic - foto Adelchi Fioriti

Novak Djokovic conquista l’accesso ai quarti di finale dello Us Open 2018 battendo in tre set il portoghese Joao Sousa. Lo score finale è di 6-3 6-4 6-3 in favore del numero 6 del tabellone, che ora aspetta il vincente della sfida tra Roger Federer e John Millman, Il numero 68 del mondo gioca un buon tennis, ma ancora una volta non riesce a portare a casa alcun set contro il serbo, che offre una performance molto solida dal punto di vista tattico, gestendo alla perfezione la partita senza pur mostrandosi sempre al meglio, anche per via del gran caldo newyorkese, che anche nel primo turno contro Fucsovics gli aveva creato delle difficoltà. Vittoria in giornata anche per il numero 21 del seeding, Kei Nishikori, che elimina per 6-3 6-2 7-5 il tedesco Philipp Kohlschreiber: il suo avversario, verrà fuori invece dalla sfida tra Marin Cilic e David Goffin.

Il bilancio prima di oggi era tutto a favore di Djokovic, che contro Sousa non ha mai perso più di quattro giochi a set, dominando tutti e quattro i precedenti, tre dei quali nei tornei del Grande Slam. Il parziale di 11 set a 0 era iniziato proprio a New York, nel 2013, in un precedente che non aiuta assolutamente il portoghese, che quel giorno totalizzò appena 4 giochi. Per il suo tipo di gioco, il 68 del mondo è il tennista ideale per permettere a Djokovic di testare la propria regolarità da fondo campo senza rischia di aver grossi problemi, non avendo il numero 68 del mondo un colpo davvero penetrante per far male ad uno dei migliori difensori della storia del tennis: basti pensare che neanche nel 2017, una delle peggiori stagioni da quando il serbo è tra i migliori al mondo, Sousa è riuscito, sulla terra del Roland Garros, ad andare oltre gli otto giochi, arrendendosi per 6-1 6-4 6-3. Senz’altro il lusitano arriva alla sfida nel migliore dei modi: a New York, il 29enne di Guimaraes ha raggiunto per la prima volta il carriera gli ottavi in un torneo del Grande Slam, fermando oltretutto la serie negativa di cinque sconfitte di fila al primo turno. Entrambi vengono dal loro miglior match nel torneo, nel terzo turno: Sousa, dopo aver usufruito del ritiro di Carreno Busta nel quinto set, ha eliminato in quattro set la testa di serie numero 17 Lucas Pouille. Dopo due set persi, rispettivamente contro Fucsovics e Sandgren nei primi due match, il numero 6 del mondo, ha alzato il livello del proprio gioco proprio nell’ultimo incontro, dominando in tre parziali mai in discussione il francese Richard Gasquet.

I problemi al servizio, per Sousa iniziano sin dal terzo game. La prima di servizio lo aiuta troppo poco contro un ribattitore come Djokovic, che quando può impattare col colpo bimane si mette subito nelle condizioni di amministrare a proprio piacimento lo scambio. Sousa è immediatamente costretto a spingere rischiando non poco pur di portare a casa il punto, ma dopo quattro parità arriva il break per il serbo, che sale subito sul 2-1. Il numero 68 deve infatti chiedere tantissimo al proprio tennis per rimanere a galla, anche con scelte tattiche imprevedibili ed azzardate: sulla palla break Djokovic è infatti magistrale nello sfruttare una discesa a rete non impeccabile del proprio avversario, che attacca sul rovescio ma viene subito infilato e sorpassato nel punteggio. Nonostante lo svantaggio, Sousa non sfigura in avvio, riuscendo a tratti a mettere in difficoltà il proprio avversario soprattutto con il diritto. Djokovic però, pur senza strafare, è attento e lucido nelle scelte: divide il campo in maniera perfetta, trova profondità soprattutto nella fase difensiva alzando le traiettorie e, con un break di vantaggio, serve in maniera impeccabile, con 5 ace nei primi tre turni di battuta ed un ottimo 7/9 sulla prima. Il campione di Wimbledon, grazie alla sua straordinaria fase difensiva, obbliga il portoghese a colpire aumentando sempre di più il rischio, senza poter mai tenere con costanza tali ritmi: nel nono game arriva infatti un secondo break, che dopo 39 minuti archivia il primo parziale per 6 giochi a 3 in favore del 13 volte campione Slam. E’ totale il controllo del 31enne di Belgrado, che quando vuole riesce in pochissimo a ribaltare le sorti dello scambio, commettendo peraltro solamente 5 non forzati al fronte di 9 vincenti nel primo parziale. Opposta la situazione di Sousa, che proprio per cercare di comandare i “quindici” totalizza 6 vincenti ma anche 10 gratuiti.

Totalmente a sorpresa, nel secondo parziale arriva un netto passaggio a vuoto per Djokovic, che nel terzo gioco prende senza apparente ragione ad innervosirsi, commettendo quattro brutti errori che mandano avanti Sousa avanti di un break. E’ qui che emerge quella che è forse la più grande mancanza nel tennis del 29enne, che da sempre limita la sua carriera e, probabilmente, sempre lo farà: senza un servizio che permette di accorciare i punti, o addirittura di ottenerli in maniera gratuita, le difficoltà sono sempre dietro l’angolo, specie in un match che richiede un’intensità fuori dal comune, contro un tennista nettamente più forte, e con un clima incredibilmente umido, che non aiuta nessuno a risparmiare energie e tenere sempre alta la concentrazione. Nel gioco immediatamente successivo, infatti, si ristabilisce l’equilibrio, con Djokovic che strappa la battuta all’avversario lasciandolo a 15. Il numero 6 del seeding non riesce però a prendere più il controllo del gioco come ad inizio partita, complice anche un Sousa molto più profondo negli scambi, che anche al servizio passa dal 42% di prime in campo del primo parziale al 62% alla fine del secondo parziale, portandone a casa 10/16 con la prima e 5/10 con la seconda. Fa più male anche in risposta il portoghese, che per due volte consecutive costringe Djokovic al 30-30, salvo poi dover fare i conti con la lucidità da campione di quest’ultimo. Pur giocando quello che è forse il miglior tennis della sua carriera, contro un Djokovic come al solito in difficoltà per il gran caldo, nel momento decisivo del set, al servizio sotto 4-5, Sousa si lascia andare agli unici errori pesanti del suo secondo set, che lo condannano a cedere anche il secondo set, in extremis, col punteggio di 6-4, ritrovandosi sotto di due set dopo un’ora e 18.

Il terzo parziale è quello più equilibrato nelle fasi iniziali, ma anche quello con meno spunti tecnici. Djokovic, nonostante le poche energie, tiene con grande maestria il turno di battuta e Sousa lo segue, continuando comunque a spingere con buoni risultati, soprattutto col suo diritto. Il cambio di marcia arriva nell’ottavo game, quando l’ex numero uno del mondo gioca il game più brillante della sua partita, firmando l’ultimo e decisivo break con quattro punti consecutivi vinti da grandissimo campione, tirando fuori la sua personalità nel momento opportuno, fidandosi di se stesso e chiudendo la partita prima che si complicasse, in una condizione fisica non eccellente ed in sofferenza per la grande umidità sui campi di Flushing Meadows. Dopo 2 ore e 2 minuti di match, il serbo può tornare a rinfrescarsi negli spogliatoio dopo un 6-3 6-4 6-3 concretizzatosi senza brillare dal punto di vista tecnico ma con una gestione nei momenti clou davvero invidiabile. Sousa si arrende ancora alla sua bestia nera, ancora in tre set, ma lottando con grande coraggio e continuando sui livelli di questa settimana che, ovviamente, non bastano contro uno dei favoriti alla vittoria finale, che torna ai quarti di finale a New York, dove conta la bellezza di 10 vittorie e zero sconfitte.

Ai quarti dello Us Open torna anche un grande Kei Nishikori, che supera in 2 ore e 19 un Philipp Kohlschreiber oggi impossibilitato nel fare la partita: il nipponico passa col punteggio di 6-3 6-2 7-5 e un gran parziale di 29-18 tra i vincenti e i gratuiti. Un po’ scarico forse Kohlschreiber, che di errori ne commette invece 39 e nel terzo set, il più equilibrato, non riesce a resiste nel momento clou, perdendo la battuta ad un passo da un tie-break che avrebbe potuto riaprire almeno parzialmente la partita.

 

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Nato a Chieti il 07/01/1998, sono uno studente col sogno nel cassetto, da sempre, di diventare giornalista sportivo. Amante del calcio e della Vecchia Signora, sono diventato malato di tennis vedendo Rafa Nadal, grande fonte di ispirazione per le battaglie quotidiane