Tennis e Coronavirus, gli sviluppi della settimana e le dichiarazioni dei protagonisti

Arthur Ashe Stadium, foto Stan Wiechers CC BY-SA 2.0

Quella dal 13 al 20 aprile è stata una settimana importante per il tennis (purtroppo) non giocato. Nonostante si sia rivista un po’ di azione sul rettangolo da gioco, grazie all’US Exhibition Series 2020, torneo di esibizione con regole Next Gen organizzato su campi privati in Florida – con un Paolino Lorenzi sugli scudi – tengono ancora banco gli sviluppi e le problematiche legate alla ripresa delle regolari attività tennistiche, attualmente stabilita per il 13 luglio. Una data che appare però sempre più fittizia e destinata ad essere nuovamente procrastinata.

Le dichiarazioni di Binaghi: “Se Londra dovesse rinunciare alle Finals, Torino è pronta ad accoglierle” – Il presidente della Fit, Angelo Binaghi, continua ad essere ottimista. In un’intervista al Corriere della Sera, oltre ad aver fornito un planning di massima sugli Internazionali d’Italia – sede a Roma se si giocasse a Settembre/Ottobre, a Cagliari per Novembre o a Milano per Dicembre – si è espresso sul tema, diventato scottante visto il susseguirsi degli eventi, delle Finals: “Ne ho parlato con la Appendino: se Londra non ce la fa, Torino è pronta a cogliere l’occasione”. Un’opportunità tutt’ora piuttosto remota, vista e considerata l’incertezza che aleggia circa una ripresa a stretto giro delle competizioni del circuito: “Dovremo essere duttili e innovativi – ha proseguito il presidente – perché per uno o due anni nulla sarà come prima. I giocatori si raccatteranno palle e asciugami e non potranno portarsi dietro il clan: si tornerà agli anni di Pietrangeli, atleta e coach. Vorrei che, nel riaprire lo sport di base, chi ci governa lo capisse: spogliatoi chiusi, panchine ai lati opposti, gel a ogni cambio di campo. Il tennis può e deve ripartire appena possibile: ci basta una settimana di preavviso”.

La donazione di Novak Djokovic all’ospedale di Bergamo – Un gesto che ha fatto clamore, nonostante la volontà di anonimato del campionissimo serbo. Novak Djokovic torna a far parlare di se’, stavolta fuori dal campo, e lo fa nel più bello dei modi. Una somma cospicua è stata destinata all’ASST di Bergamo Ovest, in aiuto al personale sanitario in prima linea nella lotta contro il coronavirus: “Ci sono arrivate donazioni importanti anche dall’estero – ha dichiarato il direttore dell’ospedale, Peter Assembergs – ma quella che mi è rimasta impressa arriva da Novak Djokovic, numero uno del tennis mondiale, che ha già fatto delle grandi donazioni per la Serbia. Avendo saputo le notizie della Lombardia e della provincia di Bergamo ha voluto pensare anche a noi. Per me questo è un grande uomo, spero un domani di poterlo abbracciare”. Chapeau, Nole.

Atp congela 159 milioni di prize money – Secondo Il Sole 24 Ore, sono ben 158,7 i milioni che l’Atp avrebbe dovuto elargire di soli prize money sino al termine della stagione. Grazie alla partnership con Emirates, in vigore fino al 2025, il montepremi complessivo delle competizioni ha fatto registrare un cospicuo +13% rispetto alla scorso anno, incrementando ulteriormente l’appeal soprattutto dei grandi eventi. Una cifra da capogiro però inevitabilmente congelata, così come avvenuto per le classifiche e i record Atp. Andrea Gaudenzi, chairman e voce di rilievo del movimento maschile, sta lavorando alacremente per “cercare di salvare l’80% di tornei, montepremi e punti”

Sindaco De Blasio: “Non sono fiducioso per gli Us Open” – La decisione decisiva verrà presa a fine giugno, come confermato dal direttore esecutivo dell’USTA Michael Dowse, ma i primi rumors legati al regolare svolgimento degli Us Open sono tutt’altro che positivi. Dopo la cancellazione di Wimbledon e la probabile riprogrammazione del Roland Garros nella seconda metà dell’anno, il sindaco di New York Bill De Blasio si è detto piuttosto pessimista: il consueto appuntamento americano rischia seriamente di saltare. “Non sono fiducioso, non credo che a settembre ci potranno essere assembramenti numerosi”, ha confidato alla stampa statunitense. Difficile, dunque, ipotizzare 60mila e più appassionati di tennis affollare Flushing Meadows per l’ultimo – si fa per dire – Slam di quest’anno.

Addio Laver Cup 2020, Federer: “Scelta giusta” – La consueta sfida annuale tra Europa e Resto del Mondo è stata cancellata. La stagione 2020 sarà dunque orfana di una delle competizioni tennistiche più spettacolari dell’anno, capace di entusiasmare milioni di appassionati nonostante la natura amichevole dell’evento. Rammarico anche tra i giocatori che avrebbero dovuto prendere parte alla manifestazione, come Roger Federer, da sempre convinto sostenitore dell’evento: “È un peccato che debba essere posticipata di un anno, ma in questa fase è la cosa giusta da fare per tutti gli interessati”. Appuntamento per la quarta edizione della Laver Cup a Boston, dal 24 al 26 settembre 2021.

La proposta per aiutare i tennisti fuori dalla top 100 – Novak Djokovic non è solo il numero 1 del mondo, ma è anche il presidente del player council dell’Atp. Una posizione che lo obbliga, soprattuto in questo momento, a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione soprattutto a livello economico. L’attuale fermo ad ogni competizione internazionale, con conseguente sospensione di ogni entrata remunerativa, sta mettendo a dura prova le finanze di centinaia di professionisti che cercano di barcamenarsi oltre la 100esima posizione mondiale. L’idea principale, avallata anche da Federer e Nadal, sarebbe quella di ricavare, per ogni giocatore entro la 500esima posizione, una cifra intorno ai 10.000 euro. Come? A seconda del ranking, i top 100 in singolare ed i top 20 nel doppio dovranno erogare una cifra che andrebbe dai 5 mila dollari fino ai 30 mila per i giocatori “più agiati”. Estendendo l’invito ai ricchi tornei Masters 1000 e agli Slam, la cifra stimabile si aggirerebbe intorno ai 4.5 milioni di dollari. Un ottimo fondo di solidarietà fai da te, che darebbe ulteriore conferma della natura nobile di questo sport.

Le bordate di Fognini contro il calcio italiano – Mentre continuano serrate le trattative per riprendere il campionato di Serie A, Fabio Fognini non le ha di certo mandate a dire. In un’intervista al Corriere  della Sera, il tennista ligure ha espresso senza alcuna abbottonatura il suo punto di vista: “Per me sono matti. Sono morte migliaia di persone e pensano al pallone. Scherzano con la salute delle persone, inseguono solo il business. Che senso ha riaprire senza spettatori? Che senso ha San Siro vuoto? Non esiste, dai…“. Convinto che il 2020 tennistico sia finito, Fabio ha inoltre espresso la volontà di convincere la moglie, Flavia Pennetta, a tornare alle competizioni così come avvenuto per Kim Clijsters: “Sto cercando di convincere Flavia a tornare nel 2021. Ho parlato con la Schiavone e Barazzutti, loro la allenano e io le faccio da manager: ho già pronto il programma dei tornei”.