Squalifica Djokovic: perché i top player sono svantaggiati agli Us Open 2020

Novak Djokovic - Foto Roberto Dell'Olivo

Novak Djokovic è stato squalificato dagli Us Open 2020. Agli ottavi di finale il numero 1 del mondo ha colpito una giudice di linea con una pallata dopo aver subito il break da Pablo Carreno Busta nell’undicesimo game del primo set. Cambiando campo sul 5-6, Nole con un gesto di stizza ha tirato violentemente una pallina che si è schiantata sul collo di Laura France Clark, rimasta a terra alcuni minuti. Da regolamento nessun dubbio: serbo cacciato dal campo e sconfitta a tavolino.

Tuttavia se il match fosse andato in scena su uno qualunque degli altri campi di Flushing Meadows (ad eccezione del Louis Armstrong), l’episodio non sarebbe potuto accadere. Per quale motivo? Perché l’Arthur Ashe Stadium, il campo centrale dello slam di New York, è l’unico che vede schierati i giudici di linea oltre al Louis Armstrong.

Su tutti gli altri campi del torneo c’è infatti Hawk Eye Live, occhio di falco, la tecnologia installata per chiamare “out” le palline dal primo all’ultimo punto. I top player, dunque, ragionevolmente programmati sull’Arthur Ashe e sul Louis Armstrong ogni giorno, devono prestare particolare attenzione essendo i loro match soggetti alle chiamate “umane” dei giudici di linea, chiaramente passibili di errore. Una situazione particolare che il numero 1 ATP paga a carissimo prezzo: Djokovic saluta gli Us Open nel peggior modo possibile.

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Giornalista pubblicista romano classe ‘95, è laureato in Scienze della Comunicazione e sviluppa in campo e alla tastiera le sue passioni per tennis e calcio più o meno da quando è nato. Profondo estimatore di David Ferrer, del sushi e di Cesare Cremonini, riassume le proprie intuizioni (si fa per dire) su Twitter e consuma le restanti energie svolgendo il ruolo di caporedattore di OkCalciomercato.it. “Ma qualcuno deve pur farlo…”