Rio 2016

DiaRIO olimpico – Petra Zublasing, un legno col sorriso: “Sono sempre sfigata”

Petra Zublasing - Foto Uits

DALL’INVIATO A RIO DE JANEIRO

“Sono sfigata, lo ripeto sempre. Alla fine il quarto posto tocca sempre a me: quest’anno ne ho presi tre di fila ed è sempre brutto”. Lo dice sorridendo, Petra Zublasing, arrivata a un passo dalla medaglia nella carabina tre posizioni dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Il quarto posto nella finale vinta dalla tedesca Engleder sulle due cinese Zhang e Du è ovviamente una delusione, ma per la tiratrice altoatesina non ci sono lacrime, al massimo un po’ di rammarico per le nuove regole, che le hanno azzerato il vantaggio accumulato nelle qualificazioni.

“Ero diversi punti avanti su ragazze che poi sono salite sul podio – ha attaccato la Zublasing pochi minuti dopo la finale – Me li ero guadagnati sparando veramente bene, mi sentivo pronta a spaccare il mondo, era la mia giornata. Fa male sentirsi la migliore e arrivare al quarto posto soltanto perché fai un 8 nel colpo prima delle avversarie. Queste nuove regole non sono meritocratiche, le hanno fatte per gli spettatori ma dovrebbero trovare una formula migliore. Però sono contenta perché ho sparato veramente bene, ho lottato fino alla fine e non ho lasciato nulla al caso. Se non ho fortuna nello sport, immagino che ne avrò nella vita o nell’amore: da qualche parte deve tornare”.

All’Olympic Shooting Centre, in effetti, la Zublasing non è stata fortunata. Dopo una partenza a rilento, il sesto posto dopo le serie in ginocchio e il quinto, in rimonta, dopo i colpi a terra, Petra ha cambiato marcia, passando addirittura al comando dopo i primi cinque colpi in piedi e poi cominciando i colpi finali, ad eliminazione progressiva, in seconda posizione con un solo decimo da recuperare alla cinese Li Du.

A quel punto, però, qualcosa si è rotto, con un 8.7 lasciato forse troppo presto, un 10.8 illusorio e il 9.2 che l’ha esclusa dalla zona medaglie. “Troppo presto? Avevo solo 50 secondi – ha spiegato la Zublasing – non c’era il tempo per aspettare, devi lasciare il colpo anche se non ci sei perché un otto è meglio di uno zero. E in ogni caso un otto ci sta, con tutta la tensione e la sveglia alle 6: anche le altre se lo permettono, la ragazza che ha vinto il bronzo (la cinese Li Du, ndr) l’ha fatto un attimo dopo, al colpo successivo, altrimenti sarei rimasta dentro”.

Ma Petra è contenta lo stesso: “Dopo una delusione come quella dell’aria compressa (eliminata nelle qualificazioni, ndr) poter tornare così forte mi rende contenta. Oggi ero molto tesa perché dovevo e potevo far bene: ce l’ho fatta. Non potevo fare nulla di diverso, una medaglia non cambia la carriera di una sportiva né quello che ho fatto fino a oggi”.

Adesso, invece, la Zublasing già pregusta la vacanza insieme al fidanzato Campriani (“Voglio tanto andare a Cuba, ma dobbiamo ancora decidere”), prima però farà ancora il tifo per Niccolò, già oro nei 10 metri e domani impegnato nei 50 metri a terra, per chiudere domenica il programma olimpico con la tre posizioni. “Lui è il tiratore più forte che ho mai visto – ha ribadito la Zublasing – Dobbiamo sempre vedere come va la giornata, ma per come l’ho visto allenarsi e per quanto ci tiene, meriterebbe almeno di stare sul podio. Lo meritavo anche io? Dico di sì, ma qualcuno dovrebbe parlare con chi sta sopra per far andare meglio la prossima volta”. Magari a Tokyo 2020: “Ora penso solo alle vacanze – ha concluso Petra sorridendo – poi tornerò ad allenarmi e cercherò di trovare il modo per aggiungere quel pezzettino in più per vincere la medaglia olimpica”.

Sportface/Italpress

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