L’angolo del ricordo: Brasile 2016, Verstappen si prende gioco del futuro campione

Il Mondiale 2016 di Formula 1 passerà alla storia per la prima vera grande sconfitta di Lewis Hamilton, beffato dal compagno di squadra Nico Rosberg nella lotta al titolo iridato, e per la storica promozione in un top-team, a stagione in corso, del giovanissimo Max Verstappen. Rosberg e Verstappen, due volti caratteristici dunque di quella annata con l’olandese che, senza timore, fu l’unico assieme a Lewis a riuscire a mettere i bastoni tra le ruote al futuro campione. Tutto cominciò dal fatale incidente delle Mercedes in Spagna dove dopo quattro vittorie di fila di Rosberg a salire sul gradino più alto del podio fu Verstappen, alla prima gara in Red Bull dopo aver scalzato il russo Kvyat. Ma l’immagine iconica di un confronto sempre impari causa prestazioni delle monoposto, fra la Mercedes di Rosberg e la Red Bull di Verstappen, fu il Gran Premio del Brasile 2016.

Pioggia torrenziale, contatti e incidenti contro le barriere. Quella domenica sotto il diluvio di Interlagos accadde di tutto tanto che la gara dovette cominciare con le vetture già in movimento dopo sei giri dietro la safety car. Hamilton guida il GP e mostra tutte le sue abilità alle prese con le condizioni da bagnato mentre Rosberg lo insegue nella speranza di indurlo a un errore. Ma il tedesco non sa che qualche metro più indietro c’è uno scatenato Verstappen che ci mette poco a sorpassare Raikkonen in curva 1 frenando tardi.

Poi inizia il valzer delle safety car e il primo a finire contro le barriere del lungo rettilineo è Ericsson. Qualche giro più tardi sbatte anche Raikkonen e il gruppo si ricompatta ancora una volta. Un’occasione ghiotta per Verstappen che si attacca al posteriore di Rosberg nonostante le scarse condizioni visive: lo insegue tra curva 1 e curva 2 per poi affrontare una traiettoria da urlo all’esterno. Un sorpasso che ha del clamoroso data la nota inferiorità della Red Bull rispetto alla Mercedes. Un sorpasso beffardo, con una facilità disarmante, del “ragazzino” a quello che sarà il futuro campione del mondo solamente qualche settimana più tardi.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.