Tour de France 2022, l’analisi del percorso: tanta varietà tra montagne e cronometro

Tadej Pogacar Tadej Pogacar - Foto LiveMedia/Silvia Colombo

Il Tour de France 2022, in programma dal 1 al 24 luglio, presenta un percorso variegato composto da sei tappe di montagna (con cinque arrivi in salita), sette tappe collinari, sei tappe pianeggianti e due prove a cronometro (per un totale di 53.9 chilometri contro il tempo).

TOUR DE FRANCE 2022: CALENDARIO COMPLETO E ALTIMETRIE

MONTEPREMI E PRIZE MONEY

I TELECRONISTI DI RAISPORT ED EUROSPORT

Prima settimana
Il Grand Depart è previsto in Danimarca con una cronometro di 13.2 chilometri a Copenaghen, pianeggiante ma insidiosa perché molto tecnica, che dovrebbe andare a premiare gli specialisti delle prove contro il tempo. La seconda tappa (Roskilde – Nyborg, 199 km) prevede un percorso completamente pianeggiante, per cui la volata sarà lo scenario più plausibile ma non scontato, considerando che negli ultimi chilometri il gruppo sarà esposto al vento, dove gli uomini di classifica dovranno prestare molta attenzione. La terza tappa (Vejle – Sonderborg, 182 km) è invece più semplice della precedente, completamente pianeggiante con meno rischio di ventagli durante il percorso, per cui sarà difficile non assistere ad una volata di gruppo.
Dopo il giorno di riposo per il trasferimento in Francia la corsa prevede un’altra tappa pianeggiante da Dunkerque a Calais (172 km), in cui però ci saranno da affrontare 6 GPM, che seppur tutti di quarta categoria potranno eliminare dalla contesa alcuni dei velocisti più puri. Molto importante e complicata la quinta frazione, (Lille – Arenberg, 155 km) che nella seconda parte prevede undici settori di pavè per un totale di 18 chilometri sulle pietre, dove i favoriti per la generale dovranno prestare molta attenzione su un terreno a loro non congeniale.
La sesta tappa (Binche – Longwy, 220 km) è la più lunga del Tour 2022 e prevede un finale complicato, adatto agli specialisti delle classiche vista la presenza di ben 3 cotes nel finale, con l’arrivo previsto su una di queste e dunque ideale per gli scattisti.
La settima tappa prevede il primo arrivo in salita sull’ormai classica La Planche des Belles Filles dopo 176 chilometri da Tomblaine. La salita finale è lunga sette chilometri e ha una pendenza dell’8.7% per cui potrebbe esserci il terreno adatto per un prima sfida a testare le gambe dei favoriti. La tappa numero 8 del Tour 2022 è invece la Dole – Losanna, frazione di 184 chilometri con arrivo in Svizzera, non troppo complicata ma con l’arrivo posto in cima ad una salita di 5 chilometri al 4.5% di pendenza media. La prima settimana di corsa si chiude con un’altra tappa di montagna (Aigle – Chatel, 183 km) con l’arrivo posto al termine di una leggera salita dopo aver affrontato due GPM di prima categoria, per una frazione che sembra adatta alle fughe.

Seconda settimana
Dopo il giorno di riposo si ripartirà sulle Alpi con la Morzine – Megeve, frazione di 148 chilometri che prevede l’arrivo posto in cima ad lunga salita di 21 chilometri ma non particolarmente impegnativa, vista la media del 4% e la pendenza massima del 7%.
Molto più dura sarà la Albertville – Col du Granon (149 km) del giorno seguente, tappone che prevede 4000 metri di dislivello e negli ultimi 80 chilometri proporrà il trittico formato da Col du Telégraphe, Col du Galibier (il punto più alto raggiunto dalla corsa nel 2022) e Col du Granon, per una frazione sicuramente importantissima per la classifica generale. Per la festa nazionale francese del 14 luglio il programma sarà molto ricco con la Briancon – Alpe d’Huez di 166 chilometri. Si scala nuovamente il Galibier ma dal versante opposto, per poi affrontare il Col de la Croix de Fer e nel finale la scalata della mitica Alpe d’Huez, che con i suoi tornanti e i suoi 13,8 chilometri all’8,1% offrirà sicuramente grande spettacolo tra i big che vorranno lasciare il segno su questo storico traguardo. La seconda settimana si chiude con tre tappe più semplici, collinari e probabilmente molto adatto alle fughe, giornate in cui i favoriti per la generale dovrebbero poter restare tranquilli. La tappa numero 13 è la Bourg d’Oisans – Saint-Etienne di 193 chilometri, seguita dalla Saint-Etienne – Mende (195 km), con l’arrivo posto dopo lo strappo già visto negli ultimi anni al Tour. La quindicesima frazione prevede la Rodez – Carcassone di 200 km, terreno idealissimo alle fughe.

Terza settimana
Dopo il giorno di riposo si riparte con la Carcassone – Foix, frazione di 179 chilometri sui Pirenei con l’arrivo in discesa dopo aver affrontato Port de Lers e Mur de Peguere (scollinato a 27 chilometri dal traguardo).
La tappa 17 prevede la Saint-Gaudens – Peyragudes (130 km), classica frazione pirenaica con varie storiche salite da affrontare (Col d’Aspin, Hourquette d’Ancizan e Col de Val Louron-Azet) più il complicato arrivo finale, su una salita di 8 chilometri all’8% di pendenza media. La tappa numero 18 (Lourdes – Haucatam 143 chilometri) sarà l’ultima di montagna e si preannuncia esplosiva vista la presenza del Col d’Aubisque (HC), del Col de Spandelles (prima categoria) prima dell’arrivo ad Haucatam, salita di 13,5 km all’8% di pendenza media.
Il Tour prevede poi una tappa di trasferimento, la Castelnau-Magnoac – Cahors (189km) adatta ai velocisti o ad una fuga da lontano vista la stanchezza che sicuramente sarà presente in gruppo. Le ultime fatiche per gli uomini della classifica generale e l’ultima occasione per ribaltare il Tour ci sarà nella penultima tappa, la cronometro di 40 chilometri da Lacapelle-Marival a Rocamadour, prevalentemente pianeggianti.
Chi sarà maglia gialla al termine della crono avrà vinto il Tour, dato che l’ultima tappa è la consueta passerella finale sui Campi Elisi di Parigi.