L’angolo del ricordo: Giro d’Italia 2010, la tappa eroica nel fango di Montalcino

Giro d'Italia - Foto diegobarbeano CC BY 2.0

Il Giro d’Italia regala sempre grandi emozioni a tutti gli appassionati, con imprese che rimangono nell’immaginario collettivo anche e soprattutto per la fatica e la sofferenza dei corridori. In questo senso non può essere dimenticata la settima tappa dell’edizione 2010 della Corsa Rosa, che abbiamo già raccontato per la fuga dell’undicesima frazione con arrivo a L’Aquila e per il successo di Ivan Basso pochi giorni dopo sullo Zoncolan.

Prima di tutto questo però il Giro aveva già regalato spettacolo, ribaltamenti e sensazioni d’altri tempi sul fango della Carrara-Montalcino di 220 chilometri, andata in scena sabato 15 maggio 2010. Una tappa caratterizzata nel finale da diversi tratti in sterrato, lungo le celebri “Strade Bianche” che a causa del meteo avverso quel giorno si trasformarono in trappole e fiumi di fango.

La corsa si incendia a circa 30 chilometri dal traguardo, quando buona parte della Liquigas finisce a terra e rimane coinvolta nella caduta proprio nel bel mezzo della bagarre per approcciare i primi tratti in sterrato. A terra anche la maglia rosa Vincenzo Nibali, che rimane attardata insieme all’altro capitano Ivan Basso. La situazione è quasi apocalittica, i corridori diventano ben presto maschere di fango e le ammiraglie delle varie squadre non riescono ad assistere i propri atleti. La cadute e i guasti si susseguono mentre in testa alla corsa vanno all’attacco alcuni big della generale come Aleksandr Vinokourov e il campione del mondo in carica Cadel Evans, che si esalta per i suoi trascorsi in mountain bike.

Mentre Nibali e Basso cercano di recuperare come meglio possono per limitare i danni, davanti c’è anche un mai domo Michele Scarponi che però non riesce a rientrare sulla testa. A giocarsi la vittoria restano in cinque: con Evans e Vinokourov ci sono infatti Damiano Cunego, Marco Pinotti e David Arroyo, che sarà protagonista assoluto nelle due settimane a venire.

Nelle ultime centinaia di metri però sale in cattedra Cadel Evans, che con una progressione maestosa trionfa a braccia alzate sul traguardo di Montalcino, esattamente come Moreno Argentin aveva fatto 23 anni prima sempre in maglia iridata. Alle sue spalle chiudono Cunego e Vinokourov, che però conquista nuovamente la maglia rosa che aveva perso nella cronosquadre della quarta tappa. Nibali e Basso infatti perdono oltre due minuti all’arrivo, ma avranno modo di rifarsi nel prosieguo della Corsa Rosa.