Dibu Martinez, altro show. In 100.000 lo celebrano a Mar del Plata, lui sfotte Tchouameni

Emiliano Martinez Emiliano Martinez, Argentina - Foto LiveMedia/Sebastian El-saqqa/DPPI

La festa per il trionfo dell’Argentina al Mondiale lascia Buenos Aires e gli eroi della vittoria ai rigori contro la Francia tornano nelle loro città natali. L’attesa era tutta per Leo Messi a Rosario, ma a Mar del Plata, città natale del Dibu Martinez, si sono radunate circa 100.000 persone ad aspettare il portiere dell’Albiceleste: Sul palco Martinez, 30 anni, nominato miglior portiere del Mondiale, ha sottolineato il proprio orgoglio per essere stato “il primo campione del mondo ‘marplatense’. Non solo per me, ma per tutti i bambini, e i piccoli portieri, che sognano la quarta stella”, ha detto. “Ai rigori divento forte e so che le persone mi rispettano, lo so perché me l’hanno detto i giocatori avversari – le parole del portiere dell’Argentina, che ha neutralizzato il penalty di Coman -. E quando blocchi il primo rigore di una finale mondiale, sai che l’altro, il tiratore avversario successivo, sarà molto nervoso. Quindi cerco di provocarlo, magari spingendo il pallone un po’ più lontano, e di parlargli”. E l’ultima battuta per Tchouamenì: “La tiró afuera, se cagó todo”. E il lungomare marplatense, per un attimo, è tornato ad essere la bolgia del Lusail Stadium.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio