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La campionessa del Lead Claudia Ghisolfi si racconta a Sportface

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Claudia Ghisolfi punta a Los Angeles 2028. “Nel Lead conterà l’esperienza. Le Fiamme Oro? Fondamentali”

55335773027 3066e416f9 4kDalla caserma di Moena, dove si allena con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, Claudia Ghisolfi guarda lontano. Destinazione: Los Angeles 2028. Per la campionessa azzurra di arrampicata, la prossima rassegna a cinque cerchi rappresenta il grande obiettivo, complice una rivoluzione regolamentare che potrebbe favorire le sue caratteristiche di specialista pura del Lead. Ai microfoni di Sportface, Claudia Ghisolfi si mette a nudo in una lunga chiacchierata che spazia dal trionfo tricolore al sogno olimpico, attraverso la passione per la montagna.

“Il 2028 è il primo anno in cui le tre discipline saranno separate” – spiega l’azzurra – “e questo è importantissimo per noi. Nelle prime due edizioni olimpiche l’arrampicata prevedeva formule combinate. A Tokyo erano tutte e tre insieme, a Parigi la mia disciplina, il Lead, era accoppiata al Boulder. Per me è stato difficile perché sono una ‘leadista’ al 100%, faccio una disciplina sola. Nel 2028 saremo finalmente separate”.

La carta d’identità, per quella data, segnerà 32 anni, un’età importante per i ritmi della massima competizione internazionale, ma la Ghisolfi non ne fa un dramma, anzi, lo vede come un punto di forza:

“So che nel 2028 non sarò più giovanissima, avrò 32 anni e per l’arrampicata inizia a essere un’età avanzata. Però punterò tutto sull’esperienza, sarà la mia arma in più”.

Un percorso, quello verso i grandi palcoscenici, reso possibile grazie al supporto istituzionale.

“Essere in un gruppo sportivo militare come le Fiamme Oro è super importante per un atleta. Ci permette di poterci allenare costantemente e di focalizzarci appieno sul nostro unico, grande obiettivo: le gare e la preparazione”.

Ghisolfi WC ChamonixLa rinascita di Claudia Ghisolfi. “Il titolo del 2024, l’emozione più grande dopo tre anni di infortuni”

Dietro i successi di un atleta ci sono spesso lunghi mesi di silenzio, dolore e ripartenze. Claudia Ghisolfi lo sa bene. Nonostante una carriera internazionale ricca di soddisfazioni – tra cui una finale di Coppa del Mondo sfiorata – il ricordo più dolce e intenso della sua bacheca coincide con il Campionato Italiano conquistato nel 2024, arrivato dopo un vero e proprio calvario fisico.

“Vincere il campionato italiano nel 2024 è stato forse il momento più bello e stimolante” – confessa Ghisolfi – “perché è arrivato dopo una serie terribile di infortuni e dopo un po’ di anni in cui non riuscivo più a salire sul gradino più alto del podio. Facevo tanti piazzamenti, ma mai l’oro. Ho avuto tre anni di fila di infortuni: prima la spalla, poi il calcagno, poi di nuovo il piede. Riuscire a vincere dopo tutto questo mi ha fatto emozionare tantissimo, è stato un traguardo importantissimo. Mi fa battere il cuore il fatto di essere riuscita a riprendermi dopo anni così difficili”.

Il legame con l’arrampicata e con la montagna per l’atleta piemontese è totalizzante, un imprinting nato fin da bambina insieme al fratello Stefano e sostenuto da una famiglia che ha vissuto in camper pur di seguire i propri figli.

Fase di osservazione Ghisolfi“Con Stefano abbiamo fatto sempre tutti gli sport insieme, a partire dalla mountain bike a quattro anni. I nostri genitori ci hanno seguito ovunque. Avevano un camper e stavano con noi a ogni singola gara. Oggi che siamo grandi ci spostiamo da soli, ma loro restano in assoluto i nostri fan numero uno”.

Un amore per la roccia che non conosce soste, se non quelle strettamente obbligate dai medici.

“Per noi arrampicatori la montagna è uno stile di vita, la nostra intera esistenza si basa su questo. Le nostre vacanze non sono mai di relax, ma andiamo sempre a scalare in falesia. Negli ultimi vent’anni sono andata al mare una sola volta, per un mese con i miei genitori, quando mi sono infortunata alla spalla e non potevo scalare. Praticamente sono scappata lì perché non potevo fare altro”.

Il presente dice secondo posto nel circuito finale di Coppa Italia, dopo la tappa di Campitello di Fassa:

“Il weekend a Campitello non è andato benissimo, non sono riuscita a mantenere la prima posizione e ho chiuso seconda dietro alla mia amica e collega di gruppo sportivo Savina Micelli. Ora lo sguardo va all’Europa: ci saranno le Coppe del Mondo a Innsbruck, poi le Coppe Europa ad agosto e, a fine mese, l’Europeo a Villars, in Francia”.

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Guida all’arrampicata sportiva, Claudia Ghisolfispiega le differenze tra Lead, Boulder e Speed

L’arrampicata sportiva è una delle discipline più in crescita del panorama mondiale, capace di conquistare il pubblico televisivo e di veder moltiplicare gli appassionati nelle palestre indoor. Ma come si divide, nel dettaglio, questo sport? A fare chiarezza ci pensa la campionessa italiana Claudia Ghisolfi, specialista del Lead, che traccia una mappa perfetta per i neofiti del settore.

Il Lead (Difficoltà)

“Il Lead si sviluppa su una parete molto lunga dove ci sono prese e appigli. Si scala in sicurezza con la corda e l’obiettivo è arrivare il più in alto possibile. Ogni presa ha un punteggio, vince chi fa il punteggio più alto. C’è un tempo massimo di sei minuti, ma la velocità non conta: puoi metterci due, tre o cinque minuti, l’importante è solo l’altezza che raggiungi”.

Il Boulder

“Qui le pareti sono decisamente più basse, non si usa la corda ma c’è un grande materassone sotto per attutire le cadute. Bisogna affrontare diversi problemi o ‘blocchi’, di solito quattro o cinque per gara. Si sommano i punteggi dei vari percorsi in base ai ‘top’ e alle ‘zone’ intermediate raggiunte. È uno sforzo più breve e intenso”.

La Speed (Velocità)

“Si arrampica sempre in sicurezza con una corda che però parte dall’alto. La via è standard e l’unico obiettivo è raggiungere il pulsante finale in cima alla parete, schiacciarlo e metterci meno tempo possibile rispetto all’avversario”.

La Ghisolfi ci tiene anche a sfatare un mito legato alla pericolosità della disciplina, invitando il pubblico a frequentare le sale indoor che stanno nascendo in tutta Italia.

“La montagna e l’arrampicata sono uno stile di vita bellissimo. Consiglio a tutti di provare, anche in palestra, visto che ne stanno aprendo tantissime. È divertente, non è la solita palestra pesi. Spesso la gente che non conosce questo sport pensa che sia pericoloso: lo è se fatto senza criterio, ma se si prestano le giuste attenzioni e si seguono le regole, diventa un’attività super sicura”.

BG CLIMBINGTV

Un movimento, quello del climbing, in costante crescita e pronto a prendersi il palcoscenico che merita. Per non perdere nemmeno un istante delle spaccate, dei lanci e delle fatiche di Claudia Ghisolfi e di tutti i campioni azzurri, l’appuntamento è sulla nostra piattaforma

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