Ai microfoni di Sportface, Giorgio Tomatis si mette a nudo in una lunga chiacchierata che spazia dal trionfo tricolore al sogno olimpico, attraverso la passione per la montagna.
Il classe 2003 cuneese, punto di forza della Nazionale e del Centro Sportivo Esercito, è reduce dalla semifinale di Coppa del Mondo a Praga. Un risultato importante che apre una stagione densa di appuntamenti, a partire dall’imminente tappa di Innsbruck.
Il ritorno in semifinale e il ruolo dell’Esercito
Dopo un anno al di sotto delle aspettative, il ritorno tra i migliori ventisei al mondo a Praga ha ridato certezze a Tomatis, nonostante un pizzico di rammarico per la gestione della via in semifinale:
“Sono molto contento di questa prima Coppa del Mondo dell’anno” – esordisce l’azzurro – “perché venivo da una stagione passata che non era andata proprio secondo le aspettative e non sapevo bene cosa aspettarmi. Sapevo di essere in forma e di essere migliorato, ma lo sono anche tutti gli altri. In qualifica sono riuscito a strappare il pass, mentre in semifinale le sensazioni erano super buone, ma purtroppo ho fatto una scelta sbagliata sulla via che mi ha portato a una caduta anticipata, esaurendo le energie. Si può fare ancora molto di più nelle prossime tappe”.
Un percorso di crescita costante, quello di Tomatis, reso possibile grazie al supporto del Centro Sportivo Esercito:
“Le forze armate nell’arrampicata sono fondamentali per diventare atleti professionisti. Il supporto è veramente notevole: senza di loro per me non sarebbe possibile continuare a praticare l’arrampicata a livelli così alti e continuare a migliorare ogni anno”.
Da segnalare che il titolo di Coppa Italia Lead è andato a Giorgio Tomatis, primo con 2380 punti. L’atleta piemontese porta a casa il trofeo confermando la propria continuità di rendimento in una stagione che lo vede impegnato anche nella World Climbing Series.
Il boom del climbing e la rivoluzione di Los Angeles 2028
Considerato ormai un “veterano giovane” della casacca azzurra, avendo iniziato a gareggiare a livello internazionale a soli 14 anni, Tomatis analizza l’incredibile momento d’oro che sta vivendo tutto il movimento del climbing:
“L’arrampicata è in una crescita incredibile, forse è uno degli sport che è cresciuto maggiormente. Dopo il 2020 ha avuto un boom pazzesco, reduce dalle prime Olimpiadi. C’è stata una crescita esponenziale sia nelle palestre indoor, con tantissime persone che si approcciano a questo mondo, sia nell’outdoor”.
La grande svolta per gli specialisti della Lead (la gara di difficoltà) arriverà proprio a Los Angeles 2028, dove le tre discipline olimpiche saranno finalmente separate, abbandonando la formula della combinata che ha caratterizzato Tokyo e Parigi: “Avendo vissuto le qualifiche olimpiche con la combinata Boulder e Lead, sono felicissimo che a Los Angeles ci saranno tre medaglie distinte. È un’occasione di crescita enorme per tutto il settore. Poter spendere tutte le ore di allenamento su una sola disciplina ti permette di avere margini di miglioramento molto più elevati. Io ho già notato questo salto di qualità potendomi concentrare sulla Lead, tralasciando le parti tecniche del Boulder. L’obiettivo è assolutamente Los Angeles 2028”.
“Nato in falesia”, la montagna come habitat naturale
Nonostante i volumi di allenamento sulla plastica delle strutture indoor, il legame di Tomatis con la roccia vera rimane viscerale, un imprinting ereditato dai genitori fin da piccolissimo nelle valli cuneesi:
“Si può dire che sono nato in falesia, in montagna. Per me la montagna è tutto. Quando finisce la stagione agonistica, per me è fondamentale prendermi un periodo per andare a scalare fuori e staccare la testa. Mi riconnette con la natura, che è il mio habitat naturale. Il mare? Molto poco, ci vado solo se sono costretto per un riposo forzato!”.
Tra i ricordi più belli della carriera, oltre all’esperienza delle Olympic Qualifier Series, spicca un podio indimenticabile:
“Uno dei podi più memorabili per me è stato l’argento agli European Games di Cracovia di un paio d’anni fa. Per l’atmosfera, per come è stato vissuto da me e dal team, è stata un’esperienza davvero incredibile”.
Dietro le quinte, l’intervista speciale per la tesina di un giovane studente
Il momento più emozionante della chiacchierata avviene alla fine, quando il taccuino passa idealmente a un intervistatore d’eccezione, un giovanissimo studente che ha scelto proprio la montagna e il climbing come argomento d’esame per la terza media.
Tomatis si è prestato con grande disponibilità a rispondere alle domande del ragazzo, regalando una splendida lezione di sport e gestione mentale.
Come è nata questa passione?
“La mia passione è nata fin da piccolo grazie ai miei genitori. Andavo in falesia con loro, li vedevo arrampicare e mi è nata questa cosa da dentro che poi è continuata a crescere sempre di più”.
Cosa provi durante l’arrampicata mentre sei sulla via?
“Le emozioni sono fortissime, contrastanti e molto diverse da via a via. Se la via è molto intensa e breve hai meno tempo per ragionare, prendi decisioni d’istinto e processi tutto solo dopo. Sugli itinerari più lunghi in falesia, magari di 40 metri dove ci sono punti in cui riposare, lì diventa difficile mentalmente: hai tempo per pensare e la testa ti dice ‘cavolo sono stanco’, oppure ‘sto bene, posso chiuderla’. Vengono fuori un sacco di emozioni difficili da esternare”.
Qual è stata la tua sfida più difficile?
“Sicuramente la sfida mentale, riuscire a combattere e andare avanti anche quando le difficoltà sono tante, per raggiungere gli obiettivi nonostante tutto”.
Cos’è per te la montagna?
“È qualcosa di grande, di veramente incredibile che ti offre un sacco di sfaccettature. Dall’arrampicata sportiva, all’alpinismo, alle camminate. Per me la montagna è praticamente tutto il mondo. Lì puoi trovare di tutto e ti puoi rispecchiare in molte cose”.
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L’appuntamento per vedere all’opera Giorgio Tomatis e i campioni azzurri è per questo weekend con la Coppa del Mondo a Innsbruck. “Invito tutti gli appassionati a seguire la Climbing Tv sulla piattaforma Sportface per guardare tutte le competizioni, dal Campionato Italiano alla Coppa Italia”, il rilancio finale dell’azzurro.
In bocca al lupo a Giorgio per la stagione e al giovane tifoso per il suo esame di terza media












