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Tennis, Masters 1000 Madrid: Rafael Nadal vince un altro titolo, Thiem sconfitto in finale

Rafael Nadal - Foto Antonio Fraioli

Rafael Nadal sconfigge Dominic Thiem (7-6(8) 6-4) nella finale del Masters 1000 di Madrid e conquista il suo terzo titolo stagionale, dopo quelli vinti a Montecarlo e Barcellona. Lo spagnolo porta a 15 la striscia di match vinti consecutivamente sul rosso (2 soli set persi, con Fognini a Madrid e con Edmund a Montecarlo). Inevitabilmente, il maiorchino sarà il grande favorito sia a Roma che al Roland Garros.

Da domani, Nadal risalirà al quarto posto della classifica mondiale, scalzando Roger Federer. Thiem si assesterà al settimo posto del ranking, suo personale best ranking (già raggiunto anche lo scorso anno).

LA CRONACA – È stato un match intenso e ben giocato da entrambi, specie nel primo set.

Parziale decisosi su pochissimi punti (appena sei le palle break concesse in totale), che sarebbe potuto andare sia all’uno che all’altro giocatore, e che è durato da solo oltre un’ora e diciotto minuti.

Il primo a rompere l’equilibrio e a portarsi avanti è stato l’austriaco. Il break per lui è arrivato nel terzo gioco, ed è stato tranquillamente confermato col turno di servizio successivo. È nel sesto gioco che è arrivata la reazione dell’iberico: contro-break alla seconda chance (nel game) e di nuovo tutto in parità, 3-3. Da lì in poi l’andamento è stato piuttosto regolare fino al decimo gioco. È lì che Thiem ha dovuto fronteggiare tre pesanti palle per il break/set, tutte annullate magistralmente con servizio e dritto.

L’epilogo di un set tanto equilibrato non poteva essere altro se non il tie-break. Nel quale i punti giocati sono stati ben diciotto: due i set-point annullati da Nadal, che a sua volta se ne è visto annullare un altro prima di mettere a segno quello decisivo (alla quinta opportunità). Alla fine ha chiuso 10 punti a 8 in suo favore, 50 a 46 in totale.

Rafa da quel momento in poi ha ingranato definitivamente la marcia e, approfittando dell’inerzia favorevole, si è portato subito avanti anche nella seconda frazione. Il servizio strappato in apertura gli ha permesso di servire con tranquillità e di gestire serenamente i suoi turni di battuta. Dopo una serie di quattro giochi a zero per il giocatore al servizio, si è tornati a vedere game lottati: dapprima, il settimo, vinto da Thiem ai vantaggi; poi il nono, sempre sul suo servizio, nel quale ha annullato due match-point; infine il decimo e ultimo gioco, in cui il ventitreenne ha avuto quattro occasioni per strappare la battuta a Nadal e riaprire l’incontro. L’ex numero uno del mondo è stato fenomenale nell’annullarle (con servizi vincenti, un ace e una smorzata sublime e imprendibile) e ha chiuso alla quarta palla match.

La finale di oggi per molti sintetizzava lo scontro tra il passato e il futuro prossimo del tennis. Alla fine, la battaglia combattutasi nell’avveniristica Caja Magica della capitale spagnola ci ha detto che, nel presente odierno, i due sono ancora, e già (a seconda del punto di vita) più che mai protagonisti.

Ma non è ancora tempo di “passaggio di consegne”, di scambio dei ruoli. “The king of clay” è ancora Rafa Nadal, e questa stagione ce lo sta confermando, se mai avessimo avuto dubbi al riguardo: contando l’incontro odierno, lo spagnolo ha vinto la quindicesima partita di fila sul rosso, trenta set sui trentadue giocati.

Per lui si tratta inoltre del terzo titolo dell’anno (dopo Montecarlo e Barcellona), del quinto a Madrid e della 52° affermazione sulla terra. È inoltre il 30° Master 1000 della sua carriera (eguagliato Djokovic).

Il maiorchino è in salute, le sue motivazioni e, di riflesso, le sue prestazioni in campo sono sempre più convincenti. È lui stesso a certificarlo, subito dopo la bella semifinale vinta ieri contro il serbo: “È stata una partita importante per me, avevo perso molte volte di fila contro di lui. Certo, le circostanze, oggi, sono completamente diverse rispetto a quelle delle sette partite precedenti. Diciamo che i miei ultimi due anni non sono stati quelli migliori, mentre per Novak lo sono stati davvero tanto.”

Contro di lui, oggi, è sceso in campo uno dei migliori talenti del circuito, un giovane promettente in chiave futura ma, allo stesso tempo, di fatto già affermato. Iscritto al club dei migliori da mesi, top-10, artefice di prestazioni degne di nota, un ragazzo dal quale ormai tutti attendono solo l’exploit, il successo importante, l’acuto definitivo che lo consacri tra i più grandi del tennis mondiale attuale. Poteva arrivare oggi, nel corso della sua prima finale in un Master 1000, ma il destino ha voluto che per lui andasse diversamente. Una cosa è certa: salvo clamorosi sviluppi, le occasioni per rifarsi, in futuro, non gli mancheranno affatto.

 

 

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