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MotoGP, è bufera: Yamaha non vuole correre il GP del Qatar, rischio penalizzazioni

Fabio Quartararo
Fabio Quartararo cerca risposte dalla sua Yamaha V4 (IPA Agency) - sportface.it

Il mondiale di MotoGP vive un momento di forte tensione dopo il forfait della Yamaha per la gara di domenica in Qatar. La casa giapponese ha deciso di fermare sia il team ufficiale sia il team satellite Pramac, aprendo uno scontro frontale con gli organizzatori del campionato che non si vedeva da decenni.

Lo stop di Yamaha al GP del Qatar e la protesta di Jack Miller e Alex Rins

La comunicazione è arrivata subito dopo il Gran Premio della Malesia, confermando quello che Alex Rins aveva già lasciato intendere giovedì scorso.

I vertici della casa di Iwata hanno valutato la situazione attuale in Medio Oriente e hanno preferito mantenere le restrizioni aziendali sui viaggi, spiegando nella nota ufficiale che «Yamaha ha informato il Gruppo MotoGP della sua decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar 2026».

Questa presa di posizione riflette il malumore generale dei piloti, portati avanti soprattutto da Jack Miller. L’australiano ha parlato chiaro a nome dei colleghi: «Non voglio andare in Qatar. Siamo in 19 a non volerlo fare. Vedremo quale sarà la decisione, ma credo che noi piloti siamo rimasti uniti e abbiamo fatto tutto quello che potevamo».

Miller ha poi aggiunto che questa battaglia serve a tutelare tutte le persone che lavorano nel paddock.

L’organizzazione della MotoGP ha risposto con un comunicato duro, parlando di violazioni contrattuali con IRTA e minacciando «eventuali conseguenze sportive che saranno gestite dalla FIM in conformità con il regolamento del campionato».

Punire la casa giapponese sarà però molto complicato. Le sanzioni spettano alla FIM, che nel proprio regolamento tecnico e sportivo non prevede norme per questi casi. Inoltre la Federazione Internazionale userà proprio le moto di Iwata tra poche settimane a Goiania per i FIM Intercontinental Games, senza contare che dal 2028 il marchio fornirà tutte le moto della nuova Moto3.

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Fabio Quartararo

MotoGP, è bufera: Yamaha non vuole correre il GP del Qatar, rischio penalizzazioni

Il decimo titolo di Marc Marquez e il caso Andrea Kimi Antonelli in Formula 1

Dunque, la gara di domenica rischia così di svolgersi in un ambiente davvero strano. Quasi tutti i giornalisti hanno scelto di non partire e molti addetti ai lavori del paddock resteranno a casa, proprio nel fine settimana che potrebbe consegnare a Marc Marquez il decimo titolo mondiale in carriera.

Tutta questa vicenda preoccupa parecchio anche Liberty Media, che gestisce sia il motomondiale sia la Formula 1.

Nel paddock delle quattro ruote, archiviati i festeggiamenti per la vittoria ottenuta da Andrea Kimi Antonelli, i vertici hanno subito cercato di evitare problemi. La dirigenza ha infatti chiesto alle scuderie e ai piloti di non attaccare in pubblico la scelta di correre in Qatar e ad Abu Dhabi, pretendendo una linea comune a quella della FIA e della stessa Formula 1. Ma di fronte ad una guerra sembra difficile che le federazioni possano spuntarla.

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