Ferrari, ritorno alla vittoria in Messico? Dopo l’ottima gara texana, Maranello affronta le incognite dell’Autódromo Hermanos Rodríguez. Serve confermare i progressi in condizioni ambientali totalmente diverse.
Navarro e le scelte estreme per far respirare il motore
Ferrari, in Messico sarà tutta un’altra storia per il motore della Rossa. Il tracciato messicano sorge a 2285 metri sul livello del mare. A tale altitudine la densità dell’aria cala del 25 percento, alterando pesantemente aerodinamica e temperature.
Per questo le monoposto dovranno montare ali ad altissimo carico, simili a quelle usate a Monaco, per generare la giusta aderenza. L’aria rarefatta taglia la resistenza all’avanzamento sui dritti, bilanciando in parte i limiti di un propulsore frenato da una turbina ridotta. Smaltire il calore diventa l’ostacolo maggiore.
Juan Sebastian Navarro, capo dei compositi, ammette candidamente che il team dovrà ricorrere a soluzioni estreme per tenere sotto controllo le temperature, inserendo sfoghi extra sulla carrozzeria. Alterare i flussi esterni rischia però di sporcare l’efficienza trovata ad Austin. Gli ingegneri devono incastrare raffreddamento e grip meccanico, giocando su altezze e sospensioni.
La SF-26 vanta un impianto termico eccellente, un fattore che regala un margine prezioso. Le modifiche al fondo hanno ampliato la finestra di utilizzo, abbassando il drag senza perdere guidabilità nel misto.
Leclerc e le chance di vittoria: “Ho sbloccato la vettura, il successo arriverà”
In Texas la rincorsa al gradino più alto del podio si è fermata solo davanti al ritmo della Mercedes, ma le prestazioni della SF-26 alimentano speranze concrete per il Messico.
Charles Leclerc non nasconde le proprie ambizioni e analizza le possibilità di vittoria con estremo ottimismo. Il monegasco ammette che già ad Austin ha accarezzato il bersaglio grosso, confidando in un crollo delle gomme dei rivali: “Ho persino pensato che la vittoria fosse possibile”, confessa il pilota, rammaricato per essere arrivato a un soffio dal trionfo a causa di una qualifica imperfetta.
L’ottimismo nasce da un feeling con la monoposto che cresce gara dopo gara. La Ferrari ha allargato la sua finestra di utilizzo e Leclerc spiega di aver trovato una nuova chiave per portarla al limite: “Sento che nelle ultime 2 o 3 gare ho sbloccato qualcosa di nuovo in termini di stile di guida e soprattutto nell’adattamento del setup”.
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Questa totale confidenza rende la prospettiva di vincere all’Hermanos Rodríguez un obiettivo reale, a patto di risolvere il complicato rebus aerodinamico imposto dall’altitudine. Il distacco dalla vetta ormai è minimo e le opzioni per tornare a trionfare sono solide. Lo ribadisce lo stesso pilota guardando alla volata finale del mondiale: “Sia a Singapore che qui ad Austin siamo stati molto vicini, quindi sono fiducioso che avremo un’altra chance di vincere una gara prima della fine della stagione”.











