Il mondo del calcio piange Ben Aziz Zagré, difensore della Burkina Faso che se n’è andato a 27 anni dopo la lotta contro un cancro osseo che lo aveva costretto a interrompere la carriera prematuramente.
La notizia del suo decesso, avvenuto il 7 giugno dopo mesi di sofferenza, ha scosso compagni, tifosi e chiunque segua il calcio non solo come sport ma come racconto di vite vere, affette da tragedie che non risparmiano nemmeno chi sembra fatto di muscoli e sudore.
Storia di un giocatore e di una battaglia
Zagré non era un nome di prima pagina ovunque, ma chi segue il calcio africano e non solo sa che aveva vissuto una carriera fatta di spostamenti e di determinazione: cresciuto nell’AJEB in Burkina Faso, poi esperienze in Danimarca con l’Esbjerg e in Portogallo tra Vitoria Guimaraes e AD Fafe, fino ad arrivare in Russia con lo Shinnik Yaroslavl, dove aveva fatto vedere personalità e forza nel ruolo di difensore centralista.
Purtroppo, dopo un’operazione al ginocchio nel 2025, la diagnosi ha cambiato tutto: un tumore osseo aggressivo che ha messo fine alla sua carriera e, sofferenza dopo sofferenza, alla sua vita.
Secondo la ricostruzione dell’agenzia sportiva, ai medici non riuscirono a intercettare in tempo la malattia e, nonostante cure intensive in Germania e altrove, e perfino l’amputazione delle gambe in un disperato tentativo di salvataggio, Zagré non ce l’ha fatta.









