Serena Williams, una carriera leggendaria in dieci partite: dai primi successi alle ultime delusioni

Serena WIlliams - Foto Roberto Dell'Olivo

Dal 9 agosto è iniziato il countdown verso l’addio al tennis di Serena Williams, che coinciderà – anche se lei non lo ha ufficialmente confermato – quasi certamente con gli Us Open in partenza la prossima settimana. Ridurre ventisette anni di professionismo ad una compilation risulta opera piuttosto complessa, ma proveremo a concentrarci su dieci sfide che, soprattutto nel bene, ma anche nel male, hanno contraddistinto la stellare carriera della dominatrice di queste ultime due decadi di tennis femminile.

LE LOTTE SOCIALI

IL LEGAME CON VENUS

-Us Open 1999, Finale: Serena Williams b. Martina Hingis 6-3 7-6(4)

Non possiamo che partire da New York 1999, il primo dei ventitré. Una Serena diciottenne, già testa di serie numero sette del torneo, si salva per il rotto della cuffia al terzo turno contro Kim Clijsters, poi nei quarti e in semifinale fa fuori prima Monica Seles e successivamente Lindsay Davenport, presentandosi così all’atto conclusivo contro Martina Hingis. La svizzera è numero uno del ranking mondiale e due anni prima, proprio agli Us Open, aveva spezzato il sogno della sorella maggiore Venus, sconfiggendola con perentorio 6-0 6-4 nella sua prima finale slam. Serena è però fatta di un’altra pasta, e alla prima occasione fa subito centro: 6-3 7-6 per il trionfo davanti al pubblico di casa.

-Indian Wells 2001, Finale: Serena Williams b. Kim Clijsters 4-6 6-4 6-2

Ecco, parlando di pubblico americano possiamo fare un salto al 2001 e più precisamente ad Indian Wells. In semifinale è in programma uno dei tanti derby tra le due sorelle, ma Venus a pochi minuti dall’inizio annuncia il suo forfait a causa di un infortunio al ginocchio rimediato nel match di quarti contro la Davenport. Gli spettatori di un Centrale gremito non la prendono bene e la stampa ci mette del suo, riproponendo una delle teorie che per un periodo ha caratterizzato la carriere delle due, quella degli scontri diretti decisi a tavolino. Fatto sta che in finale il pubblico californiano si scaglia contro Serena e il suo box, con padre Richard al seguito, tra frasi razziste e quant’altro. Serena è più forte anche del clima avverso, batte la Clijsters e vince il titolo, ma non si presenterà ad Indian Wells per i quattordici anni successivi.

-Roland Garros 2002, Finale: Serena Williams b. Venus Williams 7-5 6-3

Nel 2002 arriva la prima vittoria in uno slam da parte di Serena ai danni di Venus. E in un contesto non di secondo piano, nella finale del Roland Garros. Turning point abbastanza significativo, dato che si tratta della prima di cinque finali slam consecutive vinte dalla sorella minore nei confronti della maggiore.

-Australian Open 2005, Semifinale: Serena Williams b. Maria Sharapova 2-6 7-5 8-6

L’anno 2004 sul circuito Wta è quello dell’esplosione di una giovanissima tennista siberiana che fa impazzire il centrale di Wimbledon, trionfando a soli diciassette anni su Serena Williams. Pochi mesi più tardi la storia si ripete alle Finals e la teenager Sharapova va avanti due a uno negli scontri diretti. Ecco perché la memorabile semifinale degli Australian Open 2005 rappresenta un punto di svolta non indifferente: l’americana vince 8-6 al terzo e da quel momento si può dire che la rivalità sostanzialmente inizia ad esistere solo fuori dal campo. Serena non perderà mai più un match contro la russa. Partita con un record di 1-2, chiuderà gli scontri diretti nei confronti di Maria 20-2.

-Australian Open 2007: Serena Williams b. Maria Sharapova 6-1 6-2

Sharapova è dall’altra parte della rete anche quando Serena torna a vincere un torneo dello slam dopo due anni di digiuno. Il biennio più duro della carriera, tra problemi fisici e quella che poi rivelerà essere stata una forte depressione, termina proprio a Melbourne 2007 in una finale in cui perde soli tre games.

-Australian Open 2010, Finale: Serena Williams b. Justine Henin 6-4 3-6 6-2

Nel primo decennio del nuovo millennio una delle maggiori rivali è Justine Henin, che fa in tempo a vincere sette tornei dello slam prima di ritirarsi a soli ventinove anni. Eppure le due si trovano a sfidarsi in una finale di un major solo una volta, agli Australian Open 2010, con Serena che in tre set supera la belga in quello che può definirsi la chiusura di un cerchio.

-Giochi Olimpici Londra 2012, Finale: Serena Williams b. Maria Sharapova 6-0 6-1

In una carriera costellata di successi, ciò che mancava ad una Williams trentunenne era l’oro olimpico individuale, dopo aver trionfato a Sydney e Pechino in doppio. Il momento arriva ai Giochi di Londra 2012, con Wimbledon a fare da palcoscenico. Una delle settimane tennistiche, considerando il contesto, più dominanti dei suoi quasi trent’anni di professionismo: 6-3 6-1 a Jankovic, 6-2 6-3 a Urszula Radwanska, 6-1 6-0 a Zvonareva, 6-0 6-3 a Wozniacki, 6-1 6-2 ad Azarenka e infine 6-0 6-1 di nuovo alla ‘malcapitata’ Sharapova, che questa volta è però in buona compagnia. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

-Us Open 2012, Finale: Serena Williams b. Victoria Azarenka 6-2 2-6 7-5

Probabilmente una delle più belle finali, e vittorie, slam della Williams arriva però agli Us Open del 2012. Match di alto livello contro la miglior versione di Vika Azarenka, quella risalente al biennio 2012/2013, quando raggiunge ben quattro finali majors, vincendone due. Per mano di chi sono arrivate le due sconfitte? Esatto, contro Serena in due edizioni consecutive del torneo americano.

-Us Open 2015, Semifinale: Roberta Vinci b. Serena Williams 2-6 6-4 6-4

Doveroso celebrare i successi ottenuti da una campionessa tale, ma è altrettanto giusto anche citare due delle partite che hanno di fatto contraddistinto l’ultima parte di carriera dell’americana. E non possiamo che partire da quella che ancora oggi rappresenta la sconfitta più dolorosa, la semifinale agli Us Open 2015 per mano della nostra Roberta Vinci. Vittoria a Melbourne, vittoria a Parigi, vittoria a Wimbledon: Serena si presenta nella ‘Big Apple’ per completare, finalmente, il Grande Slam. La pressione sulle sue spalle è però enorme, evidentemente troppa anche per lei: dopo il 6-2 iniziale, ad un solo set dalla finale, arriva la clamorosa rimonta della tarantina, che sorprende il mondo intero sull’Artur Ashe.

-Us Open 2018, Finale: Naomi Osaka b. Serena Williams 6-2 6-4

Da quel momento Serena semplicemente non è più la stessa dominatrice alla quale ci eravamo abituati. Certo, vince altri due slam nei due anni successivi, ma i numeri non lasciano spazio ad interpretazioni in questo caso. Sei sconfitte nelle otto finali majors giocate da quel famoso Us Open 2015 in poi. Una statistica che potrebbe anche risultare normale ai più, d’altronde non dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo vincere una finale slam. Ecco, a meno che non ti chiami Serena Williams e ne avevi vinte 21 su 25.

E così, dopo aver mancato il Grande Slam, per ben quattro volte Serena finisce per mancare anche l’aggancio a Margaret Court e i suoi 24 titoli. Il tutto addirittura senza vincere un solo set: contro Kerber e Halep a Wimbledon, contro Osaka e Andreescu a New York. E tutta la frustrazione di quest’ultima fase della sua incredibile carriera che esce fuori nel famoso e controverso atto conclusivo degli Us Open 2018 contro la giovane nipponica.