L’Italia chiude l’Europeo con due medaglie d’oro

Erika Ferraioli, Silvia Di Pietro, Simone Sabbioni e Fabio Scozzoli - Netanya 2015 - Foto Idobi CC BY-SA 4.0

di Valeria Cardarano

Dopo le prodezze di Federica Pellegrini che si è aggiudicata la medaglia d’oro nella sua gara regina dei 200 stile libero e la grandiosa prova di squadra della staffetta 4×50 stile libero mista, l’Italia saluta Netanya chiudendo in bellezza gli europei in vasca corta con altre due medaglie d’oro.

Nella giornata conclusiva le prime soddisfazioni targate azzurro giungono in mattinata con la qualificazione della Ferraioli che strappa il pass per la finale dei 50 sl dominate dalle signore del nuoto Sjostrom, Ottesen, Hosszu e una straordinaria Kromowidjojo. A vincere è però come da copione, proprio l’olandese che dopo aver timbrato il miglior crono in batteria, parte in sordina e si impone di gran classe sui 23’’56  dopo una spaventosa progressione, lasciando l’amaro in bocca alla svedese Sjostrom, argento per soli 6 centesimi. Nei 50 sl maschili, la speranza italiana si chiama Sabbioni: la promessa del nuoto azzurro in velocità, firma il record italiano in semifinale con 23.23 conquistando il primo tempo insieme al polacco Polewka. Impegnato anche nei 50 dorso, Sabbioni fa all-in alimentando il bottino dell’Italia e strappando un clamoroso argento nuotando sotto il muro dei 23’’10  con tanto di record italiano. A condividere il secondo scalino del podio con l’italiano, anche Walker-Hebborn, mentre a Polewka, che nuota un imprendibile 22’’96, spetta la medaglia del valore più prezioso.

La finale dei 200 rana si apre invece con Ilaria Scarcella che scende in acqua nuotando il suo miglior crono (2.21.25) ma senza speranza di ottenere medaglie. Troppo competitive sin dalle eliminatorie, Fanny Lecluyse che domina il podio con 2.18.49 , oro davanti ad Astaskina e Gunes. Orgoglio tutto italiano nella finale dei 100 sl: Marco Orsi sigla l’impresa scrivendo il suo nome a caratteri cubitali in questa competizione: medaglia d’oro con un tempo straordinario che lascia ben sperare per le Olimpiadi (46.05) dopo una gara al cardiopalma; a completare il podio Timmers (46.61) e Szczepanski (46.87).

Amarezza e delusione non basterebbero a descrivere la gara femminile dei 100 farfalla. Dopo aver condotto un’ottima gara, per l’azzurra llaria Bianchi, beffata per soli 3 centesimi da Alexandra Wenk, è solo medaglia di legno! Vince una galattica Sarah Sjostrom che riscatta la delusione dei 50 sl e con 55.003 sale sul gradino più alto davanti alla Ottensen, in ritardo di 60 centesimi. 400 sl estremamente combattuti fino all’ultimo secondo: vince per un soffio Jazmin Carlin con 3:58:81 , solo 2 centesimi di ritardo per Katinka Hosszu e la Kapas che chiude in 3:59:02, mentre le italiane Carli e Musso, dopo aver agguantato la finale, si fermano rispettivamente sul settimo e ottavo tempo.

Ancora uno storico trionfo per Laszlo Cseh: non ce ne è per nessuno nei 200 farfalla che continuano a consacrare il magiaro in attesa del ritorno sulle scene dello squalo di Baltimora. A Laszlo basta l’ 1:49:00 per strappare l’oro a Bromer (1:51.62) ed a Sjodin con oltre un secondo di ritardo, in attesa della sfida con Phelps. Impresa centrata alla grande la 4×50 femmminile mista che chiude l’ultima giornata di gare con un bronzo che vale oro: 1’45’’73  il tempo registrato da Elena Gemo, Martina Carrao, Silvia Di Pietro ed Erika Ferraioli, brava a rosicchiare qualche centesimo nell’ultimo passaggio del testimone. Gara a ritmi stellari, dominata da Olanda e Svezia senza mezzi termini.

Non potevano congedarsi in modo migliore gli azzurri: a porre il sigillo ad un europeo sfavillante, prova generale delle Olimpiadi, giunge l’attesissima prestazione della 4×50 mista maschile (Simone Sabbioni, Fabio Scozzoli, Matteo Rivolta e Marco Orsi) che regala la medaglia più ambita chiudendo senza rivali in 1’31’’71 davanti a Russia e Bielorussia.

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Studentessa di lettere moderne alla Federico II con il grande amore per la scrittura e il giornalismo a 360 gradi