Fidal, Atletica Élite Club si rinnova: previsti almeno 14 nuovi atleti

Antonio La Torre e Alfio Giomi Antonio La Torre e Alfio Giomi - Foto Samanta Zucchi/Fidal

L’Atletica Élite Club (Aec) si rinnova. Archiviati i deludenti risultati ottenuti agli Europei di Berlino, la Federazione italiana atletica leggera ha comunicato le novità relative all’attività di vertice: un nuovo direttore tecnico, Antonio La Torre, e un Aec rivoluzionato. Nessuna scelta ad personam, come ribadito da fonti interne alla Fidal dopo le notizie pubblicate oggi da alcuni organi di stampa, ma il semplice risultato dell’applicazione del regolamento varato dal Consiglio federale e basato su un principio meritocratico: gli atleti inseriti nell’Atletica Élite Club hanno diritto alla permanenza per due anni, ma poi ne escono se non hanno i requisiti minimi fissati dalla Fidal (primi 24 posti alle Olimpiadi e ai Campionati Mondiali su pista outdoor nelle gare di corsa e primi 16 posti in tutte le altre discipline; primi 6 posti ai Campionati Europei su pista outdoor e ai Campionati Mondiali indoor; medaglia ai Campionati Europei indoor e ai Campionati Mondiali Juniores in gare olimpiche; prime 24 posizioni nella graduatoria mondiale stagionale assoluta outdoor e in gare olimpiche).

Ecco perché nei prossimi giorni verranno ufficializzati i nomi degli esclusi dall’Aec, un numero che oscilla tra le 16 e le 18 unità. Perché questo dubbio? Perché il direttore tecnico ha la possibilità di mantenere nel gruppo alcuni atleti senza i requisiti minimi, per esempio atleti di valore assoluto frenati da infortuni gravi. Nel gruppo Aec, formato finora da 41 atleti, entreranno però almeno 14 nuovi elementi che hanno ottenuto i criteri minimi di partecipazione nell’ultimo anno: il numero esatto verrà ufficializzato a breve dalla Fidal, ma dovrebbe oscillare tra 14 e 16. Il nuovo dt La Torre ha infine deciso di introdurre una novità importante per gli atleti “confermati” nell’Aec: solo nove di loro formeranno il gruppo top (tra questi ci saranno sicuramente Antonella Palmisano, Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu e Fausto Desalu), mentre gli altri vedranno dimezzato il contributo economico erogato dalla Fidal.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani