Tennis

Wta Finals Singapore 2018, analisi dei due gironi: a caccia del titolo di Wozniacki

Caroline Wozniacki - Foto Ray Giubilo

Un’altra stagione ricca di sorpresa sta per volgere al termine, ma non prima del torneo più esclusivo al mondo, nonché il più competitivo. Anche nel 2018, come nel 2017, abbiamo visto 4 giocatrici diverse aggiudicarsi i 4 Slam e tante nuove tenniste avvicinarsi all’élite del tennis mondiale. Per l’ultimo anno lo scenario delle WTA Finals sarà Singapore prima di passare a Shenzen dal 2019. Otto giorni di tennis di primissimo livello con in palio per la vincitrice più di un milione e mezzo di dollari, 810 punti e la corona di migliore tra le migliori. Lo scorso anno a vincere fu Caroline Wozniacki, che sulla striscia dell’entusiasmo avrebbe poi raggiunto la finale a Auckland a inizio anno e soprattutto vinto gli Australian Open, tornando di lì a poco numero 1 del mondo.In finale superò una sontuosa Venus Williams, che a 37 anni era riuscita a disputare una stagione da top5, con ben 2 finali slam e una semifinale. Una Williams molto diversa da quella che abbiamo visto quest’anno, spenta e spesso in affanno e che a breve precipiterà in classifica, lei che nella race è al momento numero 40. Tra le 8 partecipanti ci sono anche delle debuttanti: Sloane Stephens, campionessa Slam e vincitrice del Premier Mandatory di Miami, Naomi Osaka, vincitrice di Us Open e Indian Wells, e Kiki Bertens, vincitrice nel Mandatory di Cincinnati. Bertens in particolare ha concluso la stagione al nono posto della race ma il forfait di Simona Halep, numero 1 del mondo, le ha regalato il biglietto per Singapore. La rumena ha comunicato nelle scorse settimane di avere un’ernia al disco, tipo di infortunio che richiede riposo -non si è parlato di intervento chirurgico, almeno per il momento-. Ci ha provato fino alla fine Halep, che è comunque presente al Master, ma ha dovuto alla fine rinunciare alla partecipazione, ammettendo anche di non allenarsi ormai da settimane. Rientro nel 2019 per lei dunque, già sicura di concludere quest’anno da numero 1. Simona è stata anche votata WTA Player of the year, una delle categorie dei WTA Awards, premi assegnati a giocatrici che si sono contraddistinte nel corso della stagione. Gli altri premi sono andati ad Aryna Sabalenka -Newcomer of the year-, Kiki Bertens – Most improved player of the year- e Serena Williams -Best comeback of the year-. Oltre alle 3 giocatrici già citate in precedenza, al via da domenica ci saranno anche Kerber, Wozniacki, Kvitova, Svitolina e Pliskova, giocatrici con tipi di gioco e stati di forma estremamente eterogenei e che vale la pena analizzare singolarmente. Ad ogni protagonista è stato assegnato un “coefficiente Finals”, un punteggio basato sull’anno appena concluso, sullo stato di forma e sulle condizioni di gioco di Singapore.

GRUPPO ROSSO

ANGELIQUE KERBER

La tedesca è tornata a brillare dopo un 2017 a dir poco opaco. Il lavoro con Wim Fissette ha pagato, soprattutto nei primi mesi dell’anno, anche se pochi giorni fa è stata annunciata la separazione tra i due. Titolo a Sydney, semifinale a Melbourne, quarti al Roland Garros e vittoria a Wimbledon con in mezzo tanti altri ottimi piazzamenti, salvo poi spegnersi un po’ nella parte finale di stagione. La 3 volte campionessa Slam potrebbe aver sfruttato questo periodo per riposarsi e ricaricarsi e arriverà a Singapore motivata e determinata a far bene, avversarie permettendo. Difficile vederla nuovamente alla vetta del ranking nei prossimi mesi, ma aggiungere le Finals ad un palmares di tutto rispetto potrebbe essere la ciliegina sulla torta per una grande carriera, purtroppo iniziata relativamente tardi. Numero che può preoccupare un po’, nel 2018 ha affrontato 11 volte una delle qualificate al master e ha vinto solo in 4 occasioni. La teutonica ha già partecipato alle WTA Finals nel 2015 e poi nel 2016, suo anno d’oro, quando si arrese solo in finale ad una inarrestabile Dominika Cibulkova.

Coefficiente Finals: 7,5/10

NAOMI OSAKA

Si è già parlato parecchio di questa ragazza, sia per le innate doti tennistiche, che la rendono una delle principali candidate al trono nel regno post-Serena, sia per il tagliente e spontaneo sarcasmo che contraddistingue ogni sua dichiarazione. Inizia l’anno con gli ottavi a Melbourne, conquista Indian Wells annientando chiunque le capiti davanti, gioca qualche mese sottotono, complice una tensione esagerata che avvertiva ogni volta che scendeva in campo, come lei stessa ha ammesso in una lettera ai fans. Lettera arrivata proprio dopo Cincinnati, ovvero subito di prima di vincere il primo titolo Slam superando in finale la propria eroina, Serena Williams. Non si rilassa troppo però, trovando anche la finale a Tokyo e la semifinale a Pechino -perdendo tra l’altro entrambi i match con un doppio 6/4-. Nel 2018 affronta 5 volte una delle giocatrici presenti a Singapore e vince una sola volta, contro Pliskova, ma è una giocatrice giovane e in piena crescita che trova maggiore consapevolezza dei proprio mezzi ogni settimana che passa. Per finire, ha dimostrato di saper sfruttare bene anche le condizioni indoor.

Coefficiente Finals: 8/10

SLOANE STEPHENS

Se c’è un torneo in Nordamerica, meglio ancora se negli States, non si può non considerare Stephens la favorita. Semifinale a Cincinnati e vittoria agli Us Open nel 2017, vittoria a Miami, finale a Montreal e quarti agli Us Open nel 2018, una percentuale di vittorie davvero pazzesca. Purtroppo per lei, questa è solo una faccia della medaglia, con prestazioni alterne in Europa e per lo più deludenti in Asia come contro. A Parigi sembrava aver spezzato la maledizione, mostrando di poter fare benissimo anche su terra europea, ma l’erba di Wimbledon ha messo in luce altri problemi ancora. Si tenga anche conto che il veloce indoor è una superficie su cui l’americana classe 1993 ha raccolto davvero poco in carriera, preferendo le battaglie sotto il sole. Dulcis in fundo, dopo gli Us Open ha un bilancio di 2 vittorie e 3 sconfitte, mentre ha bilancio positivo quest’anno con le altre 7 partecipanti -2 vittorie e 1 sconfitta, a sottolineare il fatto che ha una classifica basata su pochi grandi risultati-. Interessante comunque notare che è la giocatrice con i migliori h2h in generale: è avanti con 6 delle 7 avversarie, l’unica che si salva è Caroline Wozniacki, con cui ha vinto solo 1 volta su 7.

Coefficiente Finals: 6/10

 KIKI BERTENS

Ultima in ordine cronologico a qualificarsi, l’olandese ha fatto passi da gigante quest’anno: partita da buona giocatrice ormai consolidata in top30, dopo aver ricordato a tutti quanto bene possa giocare su terra ha cominciato ad ingranare anche su terba e cemento, fino al più grande titolo vinto in carriera, il Mandatory di Cincinnati, con vittoria in finale su Halep. Non c’è più niente o nessuno che possa spaventare l’olandese, probabile top10 stabile nel 2019, anche se la stanchezza comincia a farsi sentire. Bilancio di 6 vittorie e 4 sconfitte nel 2018 contro le altre partecipanti, il migliore del girone, ma su campi indoor non ha ancora dato certezze.

Coefficiente Finals: 7,5/10

 GRUPPO BIANCO

CAROLINE WOZNIACKI

Primo Slam, ritorno al numero 1 del mondo, titolo a Eastbourne e poi a Pechino.  Peccato per quel lungo digiuno estivo, da Wimbledon fino a Wuhan, in cui ha raccolto davvero poco, la possibilità di superare nuovamente Halep c’era ed era concreta. Prima di Pechino sembrava quasi fuori dai giochi, ora è tornata a essere una delle favorite assolute. A Singapore ha sempre giocato bene e la vittoria dello scorso anno è solo la prova più visibile.Conosce bene tutte le giocatrici presenti e ha già avuto modo di batterle tutte in passato, anche se quest’anno ha perso 3 dei 5 incontri con le altre giocatrici in corsa. In generale è in svantaggio negli h2h contro 2 delle 3 giocatrici del girone, ma lo stato di forma delle altre non è certo dei migliori.

Coefficiente Finals: 8/10

PETRA KVITOVA

Se fosse in forma non ci sarebbe nemmeno da discutere: su cemento indoor Kvitova è la regina assoluta e in poche possono provare a ostacolarla. Il problema è che Kvitova è parsa tutto fuorché in forma nelle ultime apparizioni, anche se va sottolineato che si giocava in condizioni completamente diverse. Particolare la scelta di non giocare Tokyo -veloce indoor-, scelta che non ha pagato visti gli esiti dei tornei seguenti. Ben 5 titoli per la ceca nel 2018 su 4 superfici diverse, compreso il Mandatory di Madrid e il Premier 5 di Doha, ma da giugno in poi è parsa molto in difficoltà in campo. Positivo comunque il bilancio per lei contro le altre top8, con 5 vittorie su 8 incontri.

Coefficiente Finals: 8,5/10

ELINA SVITOLINA

Qualificazione arrivata per puri calcoli matematici per Svitolina, che ha rischiato fino agli ultimi giorni di rimanere fuori da Singapore. Un anno difficile per l’ucraina, iniziato nel segno della continuità che la contraddistingue, ma le cose si sono complicate durante l’estate, complice un vistoso calo di peso che ha avuto ovviamente effetti anche sul suo gioco. Anche per lei bilancio di 5 vittorie su 8 incontri contro le altre 7 partecipanti, ma le vittorie sono tutte nella prima parte dell’anno. Difficile vederla protagonista ma un grande palcoscenico potrebbe darle qualche motivazione in più.

Coefficiente Finals: 5,5

KAROLINA PLISKOVA

Insieme a Svitolina è l’unica giocatrice a non aver vinto un torneo di categoria Premier 5 o superiore, in compenso i due Premier vinti sono arrivati in condizioni simili a quelle di Singapore, su veloce indoor. La ceca sembra aver perso in efficacia rispetto allo scorso anno e l’ultima sconfitta subita a Mosca prima di volare a Singapore, contro Vera Zvonareva, è davvero un pessimo segnale. L’unica speranza per lei è che Wozniacki non tenga gli stessi ritmi mostrati a Pechino, più difficile invece contro Kvitova, con cui non ha mai vinto in carriera. Probabilmente sarà proprio Pliskova a poter scombinare le carte di un girone che sembra abbastanza chiuso al momento.

Coefficiente Finals: 6,5

RISERVE: SEVASTOVA E SABALENKA

Sarà Sevastova la prima giocatrice a scendere in campo nel caso di forfait di una delle altre 8. La lettone ha giocato un grande finale di stagione, con semifinale a New York e finale a Pechino, e grazie alla semifinale raggiunta a Mosca -persa con la talentuosa tunisina OnsJabeur- ha superato di una manciata di punti Sabalenka. Peccato per quest’ultima, perché negli ultimi mesi ha dimostrato di poter giocare e vincere davvero contro chiunque. Ci saranno altre occasioni per la bielorussa, più difficile pronosticare la stessa cosa con Sevastova.

PREVISIONI:

Gruppo Rosso:  (1) Osaka, (2) Kerber

Gruppo Bianco: (1) Kvitova, (2) Wozniacki

SEMIFINALI: Wozniacki df Osaka   Kerber df Kvitova

FINALE Wozniacki df Kerber

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