Wimbledon, una “calma” Serena Williams torna all’assalto di Court

Serena Williams - Foto Antonio Fraioli

Calma“. Questa la parola d’ordine più utilizzata da Serena Williams in conferenza stampa dopo aver dominato Strycova in semifinale ed essersi garantita, per la terza volta in dodici mesi, la chance di agganciare Margaret Court a 24 Slam. Se un anno fa il momento non era ancora giusto a soli dieci mesi dall’aver dato alla luce Olympia, più difficile da digerire la nefasta serata di Flushing Meadows contro Naomi Osaka. “Calma”, per non incorrere in nuovi isterismi e cestinare un’altra occasione: in fondo, per lei perdere tre finali Slam consecutive sarebbe una macchia inedita in una straordinaria carriera da vincente.

“Adesso penso di avere qualcosa da perdere ma allo stesso tempo di avere tutto da guadagnare, è una via di mezzo”, l’equilibrio spiegato da Serena Williams andata in crescendo in queste due settimane. Merito anche dell’esperienza in misto con Murray per allenare il gioco di volo e ritrovare fluidità al servizio: “Ho ripreso a usare le gambe, fino a qualche settimana fa credevo di aver dimenticato il movimento”. 

E allora ci proverà Simona Halep a smontare le sicurezze di una ritrovata Serena Williams. La romena, alla prima finale ai Championships, vanta una sola vittoria in dieci scontri diretti (quasi inutile nel round robin delle Finals, poi vendicato con gli interessi dall’americana in finale) ma in ben quattro sfide si è spinta al terzo set. “Da quelle partite ho imparato che ho una chance e di crederci. Ovviamente la rispetto molto per ciò che ha fatto, ma adesso sono più forte mentalmente. Sarà una grande sfida per me – le parole della giocatrice di Constanta che non dovrà più giocare una finale Slam col fardello di non averne mai vinto uno – Dopo il Roland Garros non ho più dubitato di me stessa“. Simona Halep ha le idee chiare: tra la nuova ‘calma’ Serena e Margaret Court resta solo lei.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia