Wimbledon 2018, Kerber: “Ero nervosa prima del match. Vincere qui è speciale”

Angelique Kerber - foto Adelchi Fioriti

Angelique Kerber ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria del titolo di Wimbledon 2018 in due set contro Serena WilliamsEro nervosa prima del match ma cercavo di ripetermi ‘Vai la fuori e gioca la tua miglior partita’ perchè so che contro Serena devo giocare il mio tennis migliore soprattutto nei momenti importanti” inizia la giocatrice che è, ovviamente, soddisfatta della sua prestazione e che spiega la sua idea per provare a prevalere contro la campionessa statunitense: Ho cercato di essere aggressiva quando ho potuto perchè so che lei serve bene e devo muovermi bene oltre a far muovere lei. Alla fine ero nervosa perchè so che devi cogliere le occasioni che hai a disposizione con lei visto che non si sa mai”.

Emozione incredibile per la giocatrice che racconta ai giornalisti anche i suoi ricordi del torneo: “E’ meraviglioso e non so descrivere le emozioni che provo perchè quando ero bambina sognavo questo momento. Vincere Wimbledon è qualcosa di davvero speciale nella mia carriera. Il mio primo ricordo di Wimbledon era di veder vincere le partite a Steffi Graf in due set. Credo abbia vinto qui 7 volte e mi ricordo che quando la guardavo tutti giocavano sull’erba vestiti di bianco. Credo che Wimbledon sia qualcosa di speciale, sia di tradizione”. 

Un periodo davvero speciale per la giocatrice tedesca: “Due settimane fa nessuno si aspettava che io potessi andare così avanti. Ho provato a stare concentrata per tutte e due le settimane, ogni giorno, cercando di migliorare il mio gioco senza pensare troppo a cosa potesse o non potesse succedere. Senza il 2017 credo che non avrei mai vinto questo match. Ho imparato molto lo scorso anno, tante cose su di me e sulle cose intorno a me. Ho cercato di godermi ogni singolo momento”.

Lodi anche rivolte verso alla sua avversaria Serena Williams:Per me è una campionessa, una delle migliori giocatrici al mondo. E’ tornata dopo alti e bassi e ora dopo aver avuto una bambina. Condividere il campo con lei è sempre un onore per me perchè mi spinge ai miei limiti e devo giocare il mio miglior tennis”. 

Nel match qualche cambiamento è stato dovuto sia al lavoro con l’allenatore che su quello a livello psicologico: “Con il mio allenatore abbiamo provato a migliorare il mio tennis fin dall’inizio dell’anno, cercando di essere, come ho detto, più aggressiva. Abbiamo cambiato un po’ il mio servizio e credo che anche questo sia stato un fattore per questa vittoria visto che ho servito bene nei momenti importanti. Ho cercato di non pensare che stavo giocando contro Serena sul campo centrale, cercavo di stare dalla mia parte di campo senza essere troppo emotiva”.

Un’ultima battuta sull’aver giocato la partita dopo la prosecuzione della semifinale maschile: Credo che abbiano fatto la scelta giusta a mettere la loro partita prima di noi perchè domani avranno la finale. Ero abbastanza rilassata, ho aspettato negli spogliatoi preparandomi per la mia partita”.

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Nato nel ’90 come Mario Balotelli, con cui ho in comune oltre l’età la passione per il calcio e le freccette, sono redattore presso Spazio Tennis e studio nel tempo perso. Potrei abbindolarvi dicendovi che amo il calcio champagne ed il tiki taka ma, in realtà, mi soffermo su piccoli particolari come i capelli di Lemina o l'alta percentuale di cross di Isla sugli stinchi avversari.