Tennis

Vincenzo Santopadre: “Facile lavorare con Berrettini, ma ora arriva il momento delicato”

Matteo Berrettini - Foto Adelchi Fioriti

La strada è quella giusta. Ogni giorno ho riscontri positivi ma dobbiamo restare con i piedi per terra”. Va subito al sodo, coach Vincenzo Santopadre, parlando di Matteo Berrettini. Il tennista romano, classe 1996, non è un più una speranza bensì una felice realtà del tennis azzurro. Quattro finali e una vittoria (sulla terra battuta di San Benedetto) nel circuito Challenger solo negli ultimi nove mesi. E non solo. Classifica (127 nel ranking ATP e 15 nella Race to Milan), risultati, attitudine e soluzioni a disposizione. In questo momento è davvero tutto dalla sua ma “il rischio di deragliare c’è e se non saremo attenti dovremo fare i conti con l’effetto boomerang”. La crescita esponenziale di Berrettini è il frutto del duro lavoro quotidiano di un team saggio ed equilibrato, nelle scelte e nella gestione delle situazioni. “Meglio rischiare e perdere qualche partita che restare per sempre nella propria comfort zone” è il credo di Santopadre, un credo che Matteo “forzando, osando e sbagliando” sta facendo suo con sempre maggiore convinzione. Idee molto chiare anche sulla programmazione, perché “non sempre è fondamentale mettere punti in cascina e migliorare la classifica. Bisogna essere in grado di capire quando fermarsi e staccare con i tornei per allenarsi senza pressioni”. Ora gli ultimi sforzi per coronare una stagione già da ricordare, ricaricare le pile e “costruirsi mattone dopo mattone, con la consapevolezza che il tennis moderno richiede di sapersi adattare ad ogni superficie, ad ogni avversario ed in ogni momento della partita”. L’Italia del tennis ha i fari puntati su “Berretto”. “Crescerà ancora perché quando si ha questa voglia e questa testa non si può che migliorare”.

 

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