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US Open 2022: le cinque cose da tenere d’occhio nel day 4

Fabio Fognini
Fabio Fognini - Foto Ray Giubilo

Se c’è una cosa che stanno insegnando gli US Open 2022 è che a tennis sanno giocare bene un po’ tutti i presenti. Nessuna partita può darsi per scontata. Inutile ricordarlo a Fabio Fognini, impegnato nella notte italiana nel big match della quarta giornata contro un certo Rafael Nadal. Dovranno averlo bene in testa, invece, sia Jannik Sinner sia Lorenzo Musetti, opposti nel day 4 a due giocatori che si trovano abbondantemente fuori dai primi cento del mondo. Andiamo ad analizzare nel dettaglio le cinque cose da tenere d’occhio oggi. In programma gli incontri di secondo turno della parte bassa del tabellone maschile ed alta di quello femminile, finiti i quali il tabellone si potrà allineare al terzo turno.

RIVALITÀ – Il secondo turno degli US Open tra Fabio Fognini e Rafael Nadal fa viaggiare la mente all’edizione di sette anni fa. In quell’occasione era il terzo round ed il ligure diventò il primo (ed unico) tennista della storia a rimontare al maiorchino due set di svantaggio in uno Slam. L’azzurro sembra quasi essersi voluto ricordare come si fa all’esordio contro il russo Karatsev, battuto al termine di un match d’incredibile forza mentale negli ultimi tre parziali. Impossibile sciupare l’occasione di condividere nuovamente il campo con il ventidue volte campione Slam, un giocatore che quasi sempre ha messo in grossa difficoltà grazie alla sua capacità di mettergli pressione da entrambi i lati.

La loro è una splendida rivalità. I precedenti sono 13-4 in favore dello spagnolo, che si è assicurato anche gli ultimi cinque disputati sul duro. Nadal è sembrato un po’ arrugginito nel suo primo turno contro la wild card australiana Rinky Hijikata. Dopo un primo set di rodaggio, però, è migliorato tantissimo sotto tutti gli aspetti del gioco, dai movimenti all’aggressività dei colpi. Tutto ciò era abbastanza normale. Non giocava a Flushing Meadows dalla finale del 2019 vinta contro il russo Medvedev. La sua preparazione al quarto Slam stagionale, inoltre, non è stata ottimale con un solo match ufficiale sulle gambe dopo Wimbledon.

SICUREZZA – Torna in campo anche Jannik Sinner, reduce dalla maratona di cinque set contro il tedesco Daniel Altmaier. Ciò che ha colpito dell’altoatesino, nonostante in alcuni tratti del match sia stato in grande difficoltà, è la tranquillità mista a consapevolezza di non poterlo mai perdere. Come ha detto coach Simone Vagnozzi “negli Slam la cosa importante è vincere anche le partite in cui non si gioca bene”. Questo l’altoatesino ormai l’ha imparato. In questo tipo di tornei ormai ha maturato una grande sicurezza. Adesso però bisogna anche cercare di non rilassarsi perché sprecare troppe energie può essere un fattore negativo pensandola a lungo termine.

Ora l’azzurro è atteso dall’ostacolo rappresentato da Christopher Eubanks, statunitense longilineo che misura più di due metri d’altezza. Il suo colpo migliore è naturalmente il servizio, con cui può raggiungere velocità inaudite. Non sembra un avversario in grado d’impensierire il campione azzurro per caratteristiche tecniche. La capacità di rispondere a prime debordanti, infatti, è una delle migliori qualità di Jannik, che deve puntare in ogni modo a far partire lo scambio contro un tennista che ha delle lacune quando il punto si allunga.

TESTA – Serviva tremendamente una vittoria del genere a Lorenzo Musetti. Difficile dimenticarsi di quel primo turno epico vinto contro il belga David Goffin, che nel quinto set ha servito per ben tre volte per il match. La speranza di tutti (coach Tartarini compreso) è che un successo così possa rappresentare quel clic che possa far prendere al carrarino la definitiva consapevolezza di potersela giocare con tutti anche sulle superfici veloci. Notevole soprattutto l’aggressività con la risposta dell’azzurro, che si è detto molto soddisfatto anche dei miglioramenti con il nuovo tipo di servizio. Ora però non è il momento di adagiarsi ma quello di pensare al prossimo avversario.

Innanzitutto non bisogna entrare in campo pensando di essere favoriti. Gijs Brouwer, infatti, è un cliente molto scomodo a dispetto del suo ranking (n° 181 ATP). Olandese e mancino, il classe 96’ è uno di quei giocatori che apparentemente non ha grandi punti deboli. Le sue traiettorie al servizio sono molto ostiche, i suoi colpi da fondo sicuri e non disdegna anche buttarsi nei pressi della rete. Arriva da tre turni di qualificazione vinti ma soprattutto dal bellissimo successo in tre set contro il francese Mannarino, recente campione a Winston-Salem. Vietato pensare di averla già in tasca per l’italiano. Come sta dimostrando l’inizio di questi US Open, infatti, non ci sono match facili.

FASCINO – Quello tra Iga Swiatek e Sloane Stephens è uno dei secondi turni più affascinanti della parte alta femminile. Lo scontro tra l’attuale numero uno indiscussa del ranking ed una che, ad un certo punto, sembrava poterlo diventare. Per la statunitense iniziò tutto proprio a New York, dove nel 2017 si prese il lusso di vincere il torneo. Successivamente, però, tante promesse non mantenute per lei. Una finale al Roland Garros 2018, infatti, non può bastare a cancellare troppi momenti di buio pesto a livello tecnico e mentale per una con le sue potenzialità. Chi di cali non sembra voler sentirne parlare, questa è la polacca.

Contro Jasmine Paolini è arrivato un successo decisamente convincente per lei. Dopo Wimbledon ha tirato comprensibilmente un attimo i remi in barca ma adesso sembra nuovamente pronta a demolire palline ed avversarie. La velocità dei campi, inoltre, pare quella giusta per dare grande pericolosità ai suoi colpi nonostante lei stessa non ami particolarmente le superfici rapide. Quel sorriso compiaciuto in conferenza stampa con cui afferma di aver ritrovato il suo miglior ritmo è un’ulteriore conferma. Quasi un monito per tutti coloro che l’hanno un po’ accantonata nelle ultime settimane: chiunque voglia il titolo degli US Open dovrà fare prima i conti con lei.

STELLA – Sfrontatezza da vendere, come se avesse calcato questi campi da una vita. In realtà è la sua prima partecipazione nel tabellone principale di uno Slam per Linda Fruhvirtova, diciassettenne ceca destinata ben presto a scalare il ranking femminile. Quest’anno si è già messa in luce a Miami, dove ha raggiunto gli ottavi di finale. Numero 167 WTA, qui agli US Open ha superato brillantemente le qualificazioni prima di dare 6-3 6-4 alla cinese Xinyu Wang, ormai fissa tra le prime cento giocatrici del mondo.

Impossibile darla totalmente per spacciata contro Garbine Muguruza in uno di quei secondi turni da monitorare con particolare attenzione. La spagnola, nonostante sia numero dieci del mondo, sta avendo una stagione nera. Non vince due partite di fila addirittura da Doha a fine febbraio. Sinceramente non ci sarebbe da stupirsi in caso di exploit della ragazzina di Praga, che con la sorella minore Brenda rappresenta due dei talenti più floridi del prossimo futuro.

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