Tennis e scommesse: Trungelliti e il prezzo di essere giusti

Marco Trungelliti - foto André Silva CC0 1.0

La richiesta di un incontro con uno “sponsor” che avrebbe fatto svoltare la carriera: inizia così il contatto di Marco Trungelliti con il torbido mondo delle scommesse tennistiche nel luglio del 2015. L’argentino, che arrancava ai margini della top-200, aveva incontrato due persone in un bar a Belgrano e aveva subito capito in che grande guaio avrebbe potuto cacciarsi. Secondo i documenti in possesso di La Nacion, Trungelliti avrebbe potuto ricevere sino ai 100.000 dollari per una sconfitta in un match Atp.

Scosso da quanto ascoltato, Marco scrisse immediatamente una mail alla TIU (Tennis Integrity Unit) chiedendo come comportarsi e fu ricontattato dallo scommettitore il 17 ottobre. Il giorno successivo, il tennista scrisse nuovamente alla TIU che gli consigliò di non rispondere o inventare qualche scusa nel caso avesse insistito per una sua replica. “A questo punto esplose la bomba perché a quel numero di cellulare erano collegati anche i nomi di Federico Coria, Nicolás Kicker, Patricio Heras”, ha spiegato Trungelliti a La Nacion.

Così, dopo oltre un anno di silenzio, iniziò un lungo percorso di udienze e citazioni in giudizio in cui fu chiesto a Trungelliti di “testimoniare” contro i propri connazionali che portò, nel giugno del 2017, alle squalifiche di Coria, Kicker e Heras. Così per Trungelliti ci fu un calvario ancor peggiore con l’accusa di aver “venduto” i propri colleghi, “topo” o “buchon” gli appellativi più usati nei suo confronti, tanto da dover chiedere l’aiuto dello psicologo Juan José Grande.

Trungelliti, a 29 anni, vive con la sua compagna ad Andorra e non ha alcuna intenzione di far ritorno nella sua Argentina: “E’ un posto pericoloso, sanno dove vivo, dove cammino, dove gioco”, il testo di una sua mail alla TIU. In queste settimane, però, la sua attività da pro lo ha riportato nel suo paese d’origine per le qualificazioni di Cordoba e Buenos Aires pensando che col tempo queste sensazioni sarebbero svanite. E invece è accaduto l’esatto opposto, esplodendo e raccontando la sua verità. Il prezzo di essere giusti. 

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia