Tennis, Nadal: “La stagione dovrebbe ripartire solo quando tutti potranno viaggiare in sicurezza”

Rafael Nadal - Foto Roberto Dell'Olivo

Il tennista spagnolo Rafa Nadal, che ieri mercoledì 3 giugno ha celebrato il suo 34° compleanno, ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa spagnola, focalizzandosi in particolare sulla ripresa del tennis: “Attualmente non mi piacerebbe giocare un torneo a New York. Tra due mesi chissà, dipende come evolverà la situazione. Sono certo che la sicurezza sia la priorità per gli organizzatori di ogni torneo. Non avrebbe senso scendere in campo qualora non potesse essere garantita la sicurezza totale. Dobbiamo essere responsabili e dare il giusto esempio“.

RIPRESA DEL TENNIS – Bisognerebbe trovare una medicina che ci permetta di viaggiare sicuri e di giocare senza paura di contrarre il virus o portarlo a casa e trasmetterlo ai nostri cari. Dobbiamo aspettare ancora un po’ perché il nostro sport è globale. Non è come i campionati di calcio, i quali hanno luogo in un solo paese. Ciò che mi preoccupa principalmente ora è tornare alla normalità e in sicurezza. E’ una situazione senza precedenti e il tennis dovrebbe ripartire solo quando tutti potranno tornare a viaggiare nel mondo in sicurezza. Ho l’impressione che non ci stiamo comportando nella migliore maniera possibile. Voglio che il mio sport sia corretto e giusto“.

ROLAND GARROS – “Non parlo molto con il Roland Garros. Sono venuto a conoscenza dello spostamento del torneo a settembre dieci minuti prima che lo ufficializzassero. Bisogna collaborare per trovare la decisione migliore. Se ognuno prende decisioni autonomamente è difficile che si giunga ad un accordo. Ammiro la Federazione francese per la voglia e la determinazione di far disputare il torneo, ma è complicato prevedere ciò che può accadere“. Sulla possibilità che il calendario obblighi i giocatori a rinunciare ad uno slam, il maiorchino ha invece detto: “Mi rifiuto di credere che gli Us Open e il Roland Garros si disputino la stessa settimana o che un torneo inizi due giorni dopo la fine dell’altro. Quando non sono informato a sufficienza preferisco non sbilanciarmi. Qualora ciò dovesse accadere, deciderei con il mio team“.

ALLENAMENTI DURANTE IL LOCKDOWN – In Spagna non mi sono potuto allenare poiché per due mesi e mezzo era vietato uscire di casa. Dove vivo non ho un campo perciò sono tornato ad allenarmi appena due settimane fa. Devo agire in maniera prudente per evitare infortuni ed è proprio questo il mio obiettivo principale. Mi alleno un paio di volte a settimana per un’ora e mezza al massimo. Sto preparando il mio corpo ad affrontare i prossimi due mesi“.

MORTE DI GEORGE FLOYD E RAZZISMO – E’ terribile ciò che sta accadendo negli Stati Uniti. Spero che si torni presto alla normalità e che la pace venga ristabilita. Non c’è nulla di più importante che essere in salute e vivere in pace; ora, purtroppo, non è così. Tutte le persone che vogliono rendere un mondo il posto migliore sono contro il razzismo. Sono dell’idea che chiunque debba avere gli stessi diritti e opportunità. La violenza genera solo altra violenza. Tuttavia non credo che protestare per strada come sta accadendo adesso sia la scelta migliore, non è l’esempio giusto“.