Tennis, Elena Vesnina: “Spero che a Rio gli atleti russi puliti possano partecipare”

Elena Vesnina - Australian Open 2016 - Foto Bruno Silverii

Dall’inviato ad Eastbourne, Giulio Gasparin

In un pomeriggio segnato dalla pioggia, mentre il Regno Unito si appresta a votare per rimanere o lasciare l’Unione Europea, in sala stampa non mancano gli argomenti di discussione scottanti e di attualità. Con Elena Vesnina, giocatrice russa tra le migliori interpreti mondiali del doppio, l’argomento di discussione è naturalmente finito sulla recente decisione di escludere l’intera squadra di atletica russa dall’Olimpiade di Rio 2016. La due volte vincitrice slam in doppio in coppia con Ekaterina Makarova ha commentato la situazione con amarezza, spiegando anche come per i russi, l’evento a cinque cerchi rappresenti un motivo di orgoglio personale, un sogno d’infanzia, anche per i tennisti, che solitamente non vedono l’Olimpiade allo stesso modo.

Questo è proprio un pessimo argomento, penso sia molto triste, per quanto mi riguarda, che la squadra russa di atletica sia stata esclusa da Rio 2016”, ha commentato la Vesnina. “Non penso sia la decisione giusta, perché per loro l’Olimpiade è qualcosa che hanno sognato per tutta la loro vita, per anni si sono allenati per andarci e ottenere una medaglia. Sapere che non potranno farlo mi rende molto triste e dispiaciuta”.

La Vesnina però spera che qualcosa possa cambiare in queste ultime settimane, anche se non si è detta ottimista che questo possa succedere:“Spero che venga data la possibilità agli atleti puliti di competerci, perché se lo meritano e non c’è motivo che non ci vadano”, ha aggiunto in seguito. “Senza la Russia, l’atletica non sarà la stessa cosa, perché la Russia è una delle più forti squadre al mondo nell’atletica e quindi tutto l’evento non sarebbe lo stesso senza di loro. Penso che molti atleti, anche non russi, capiscano la situazione e ne siano dispiaciuti, come ho già detto, spero che qualcuno possa andare e che chi non ha sbagliato non venga punito e possa gareggiare”.

La tennista di Sochi ha quindi spiegato l’importanza dell’evento a cinque cerchi nella cultura russa, tanto da spiegare che in Russia è visto come più importante un oro olimpico di uno slam: “Anche per me andare a Rio vuol dire tantissimo: da quando ero una bambina guardavo i giochi olimpici e ho sempre sognato di vincere una medaglia per la mia nazione. Ci ho provato a Pechino e a Londra e ogni volta sento lo spirito olimpico, così come tanti altri atleti, ma per me è sempre uno dei tornei più importanti della mia vita”, ha quindi concluso dicendo: “Vincere uno slam è il sogno di una vita, per ogni tennista, e tutti lavoriamo duramente per quello, ma l‘Olimpiade è qualcosa di diverso: non giochi per te stesso, ma giochi per la tua nazione, ma anche per la tua famiglia e la tua gente. Mi vengono i brividi solo a pensarci”.

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