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Berrettini si racconta al Daily Mail: “L’anno scorso emozioni indescrivibili, non dimenticherò mai quell’atmosfera”

Matteo Berrettini - Foto Ray Giubilo

Dopo due trionfi al Queen’s e una finale a Wimbledon Matteo Berrettini non solo continua a far sognare tutti gli appassionati italiani, ma si gode anche una meritata fama che attraversa la Manica per raggiungere il Regno Unito. E il Daily Mail non si è lasciato sfuggire l’occasione di dedicare un bel servizio al numero uno d’Italia, con tanto di intervista in cui l’azzurro ripercorre in particolar modo le emozioni di dodici mesi fa. Ero dispiaciuto dopo la finale ma sapevo di non poter essere troppo duro con me stesso, Novak è uno dei giocatori più forti della storia, mentre per me era la prima finale slam ed erano state quattro settimane pazze. Ricordo che dopo aver battuto Andy Murray al secondo turno del torneo del Queen’s mi fecero notare come l’11 luglio sia io che la Nazionale di calcio ci saremmo potuti trovare a giocare una finale a pochi km di distanza. Noi italiani siamo un po’ superstiziosi, eppure si verificò esattamente quello scenario”. 

“Fu una giornata incredibile per tutti in Italia, non dimenticherò mai l’atmosfera e le emozioni che ho provato in quei momenti”, continua Berrettini, che poche ore dopo la sconfitta in quattro set contro Novak Djokovic si fiondò a Wembley per assistere al successo degli azzurri contro i padroni di casa nella finale degli Europei di calcio: “Vidi la partita vicino al Presidente della Repubblica, poi addirittura mi fu chiesto di raggiungere sul campo di gioco i calciatori, che mi dicevano come avessero trascorso il pomeriggio a vedere il mio match. Chiellini raccontava che avrebbe dovuto riposare ma non ci riusciva. E anche il giorno dopo, con le celebrazioni a Roma, è stato incredibile. Non avevo mai visto così tanta gente”.

E pensare che solo qualche anno fa Matteo non si sarebbe mai immaginato di poter raggiungere un tale livello sui campi verdi: “Non ho mai pensato di poter essere bravo sull’erba. Ci ho giocato il primo anno nel 2018 e il feeling non fu dei migliori. Poi ho fatto la preparazione invernale nel 2019 su dei campi molto veloci e da lì in poi sull’erba mi sono sempre sentito molto bene. Ricordo che andammo a giocare la Coppa Davis sull’erba in India e già dopo il primo allenamento mi accorsi che era tutta un’altra cosa.”

A quasi un anno di distanza, dopo un’operazione alla mano dominante, ma con la fiducia riacquisita tra Stoccarda e il Queen’s, Matteo si ripresenta a Wimbledon per tentare un’impresa ancora più grande, ma senza l’assegnazione dei punti fondamentali per la sua classifica: “Non ha importanza quanto bene giocherò quest’anno, il mio ranking scenderà a prescindere e non credo sia giusto, sebbene capisco come la situazione sia complicata con quello che succede in Ucraina. Avrei semplicemente voluto che si fosse arrivati a una decisione di comune accordo, invece nessuno ci ha chiesto nulla. E non credo dovrebbe funzionare così sul circuito. Ma alla fine parliamo di Wimbledon, non credo si noteranno differenze durante il torneo. Tutti proveranno a fare del loro meglio e saranno due grandi settimane di tennis”.

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