Roland Garros 2022, Djokovic doma Schwartzman in tre set e attende Nadal o Auger

Novak Djokovic Novak Djokovic - Foto Antonio Fraioli

Novak Djokovic ha sconfitto Diego Schwartzman mediante il risultato di 6-1, 6-3, 6-3, in occasione degli ottavi di finale del tabellone principale del Roland Garros 2022. Settimo confronto tra i due e settima vittoria del serbo, numero uno al mondo, difficilmente in difficoltà nel match di riferimento e, nei momenti difficili, semplicemente fenomenale. Lo straordinario atleta di Belgrado ha alternato accelerazioni devastanti e giocate puramente di tocco, entrambe efficaci, riuscendo a non offrire punti di riferimento all’opponente; dal canto suo, l’argentino ha tentato di mettere a disposizione del suo tennis il suo intero parco colpi, quasi mai effettivamente efficienti ai danni del numero uno al mondo.

Dopo aver strappato due set nel 2017. ‘El Peque’ ha ceduto piuttosto rapidamente e con poca opposizione al serbo, terminando la sua avventura agli ottavi. Dopo questa vittoria a dir poco convincente. Djokovic sfiderà uno tra Rafael Nadal e Felix Auger-Aliassime ai quarti di finale dello Slam sulla terra battuta di Parigi.

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INIZIO

Primo set a senso unico sin dai primi 15, con Djokovic mai realmente in difficoltà da fondocampo e soprattutto evidentemente con più soluzioni nel suo bagaglio tecnico. Il numero uno al mondo ha trovato un primordiale e importante break nel quarto game, dopo tre giochi di stand-by, sorprendendo in più occasioni Schwartzman con la palla corta, arma letale; strappo messo in pratica spingendo da robot con i fondamentali da fondocampo, sino a costringere l’avversario all’errore con il dritto inside-in: 3-1.

Schwartzman non è riuscito a impensierire Djokovic in risposta, seppur abbia mantenuto sempre saldamente la concentrazione e abbia cercato di commettere meno leggerezze possibili; nuovo e questa volta determinante break di marchio serbo nel sesto gioco…regalato dall’argentino. Timoroso alla battuta, infatti, ‘El Peque’ ha commesso ben tre doppi falli, alla lunga sanguinosi considerano il pragmatismo di Djokovic nelle occasioni delicate di ogni partita. Tra smorzate e accelerazioni mortifere, il numero uno al mondo ha chiuso adeguatamente il parziale con un 6-1 che parla da sé.

SVOLGIMENTO

Secondo set con sorpresa iniziale ed epilogo invece prevedibile. Schwartzman ha elevato il ritmo dei suoi colpi pronti-via, riuscendo a incidere spesso con il dritto a sventaglio e non lasciando quasi mai l’iniziativa tra le mani del più quotato avversario. L’argentino, dopo aver mantenuto saldamente il turno di battuta d’apertura, ha piazzato un inaspettato break nel contesto del secondo game, punendo un Djokovic sin troppo sicuro del suo colpo d’inizio gioco; seconda docile del serbo in occasione della palla break e super dritto in cross del sudamericano a determinate il 2-0.

Strappo peraltro confermato dal ‘Peque’ nel terzo game, con troppi, davvero troppi e inattesi errori di dritto del numero uno al mondo a far da contorno: 3-0. Da quel momenti in poi, soltanto un giocatore in campo, ossia Djokovic; due break del tennista di Belgrado tra il quinto e il settimo game, determinati con un rendimento inumano da fondocampo…e da qualche leggerezza di troppo del sudamericano nei momenti clou. Schwartzman ha infatti percepito evidentemente la pressione, sia dell’avversario che dell’appuntamento, trovando a inseguire repentinamente sul 5-3 serbo. Il primatista del ranking Atp ha chiuso i conti con una straordinaria accelerazione di dritto, firmando uno dei migliori game della partita e il parziale in suo favore: sei game consecutivi e 6-3.

EPILOGO

Terzo set partito con il piede giusto per Djokovic, subito in lotta per mantenere il turno di battuta primordiale e bravo a chiamare a sé il pubblico con diverse prodezze di tocco sino all’1-0. Paura per il serbo a causa di una palla break consegnata generosamente a Schwartzman con alcuni errori di troppo da fondo; neutralizzata però con discreta facilità grazie alla sua varietà di colpi in uscita dal servizio e al suo asso nella manica costante, la palla corta: 3-2. Break nell’aria e concretizzato dal numero uno al mondo nel sesto gioco, ottenuto trasformandosi in un muro umano da fondo; due errori consecutivi di Schwartzman dal lato sinistro del campo e rapido 4-2 serbo. Chiusura delle danze nuovamente nel nono gioco, con Djokovic a inserire la ciliegina sulla torta con una stop volley valsa il 6-3.