Qualificazioni Wimbledon 2019: Sinner fuori dopo quasi tre ore, ma quanti rimpianti

Jannik Sinner - Foto Ray Giubilo

Jannik Sinner esce di scena al primo turno delle qualificazioni di Wimbledon 2019, sconfitto da Bolt con il punteggio di 2-6 7-5 12-10 dopo 2 ore e 37 minuti di gioco. Tantissimi rimpianti per l’azzurrino che era in vantaggio di un set e di un break ed ha cestinato nel parziale decisivo decine di break-points contro un avversario molto ostico su questa superficie. Rimane la certezza che il giovane di San Candido sta disputando una gran stagione ed oggi a tratti ha dominato un giocatore molto interessante sulle superfici veloci.

LA CRONACA – Veemente avvio di partita da parte di Sinner, che si conquista subito la chance di togliere il servizio all’avversario, bravo però a salvarsi due volte grazie al servizio ed a mantenere il primo turno di battuta. L’altoatesino soffre altrettanto nel secondo gioco dell’incontro, ma, dopo aver cancellato brillantemente una palla break, piazza l’allungo nel gioco successivo. L’azzurro è molto concentrato in risposta e domina gli scambi da fondo utilizzando l’anticipo e minando le certezze di Bolt, che perde nuovamente la battuta nel settimo gioco e cede il primo parziale per 6 giochi a 2 in 28 minuti.

Continua ad imperversare il ragazzino di San Candido, che aveva già dato prova di trovarsi a suo agio sui manti erbosi di Halle, dove andò vicinissimo alla vittoria contro il portoghese Sousa. Arriva così il terzo break della partita nel primo gioco del secondo parziale, ma il corposo vantaggio di 8 giochi a 2 distrae Jannik ,che perde il primo turno di servizio dell’incontro e rimette in partita l’australiano. L’equilibrio rischia nuovamente di rompersi quando nel settimo gioco Bolt concede tre chances di break consecutive, prima di salvarsi e tenere la testa del set. E nel decimo gioco, un po’ a sorpresa, arrivano due set-points non consecutivi a favore del numero 143 del Mondo. L’azzurro si salva, ma la partita sembra improvvisamente aver cambiato padrone e così nel dodicesimo gioco Alex breakka l’avversario e pareggia i conti: un set pari dopo 1 ora e 10 minuti di gioco. 

L’avvio di terzo set potrebbe nuovamente sorridere a Jannik, che però non riesce più a breakkare l’avversario, nonostante le occasioni non manchino come dimostra il primo gioco del parziale decisivo nel quale Bolt è costretto ad annullare ben 4 break-points. Si procede punto a punto e nel sesto gioco tocca all’altoatesino soffrire ed annullare una chance di break. Sinner lotta e si conquista nuovamente svariate palle break nel settimo gioco, ma l’allungo è ancora un tabù per l’italiano, che è ancora costretto a rincorrere. Fioccano i break-points a favore di Jannik, che anche nell’undicesimo gioco butta via un vantaggio di 40-15 e manca l’opportunità di andare a servire per il match. Nonostante la percentuale di realizzazione di break-point dell’altoatesino ricordi quella di Federer in una delle tante finali Slam contro Djokovic,  il servizio tiene a galla Sinner, che non concede la minima chance di break all’australiano, almeno sino al 22esimo gioco. Indietro 10-11 l’azzurro si dimentica la prima di servizio e deve arrendersi al secondo match-point. Finisce 2-6 7-5 12-10 in 2 ore e 38 minuti.