Pillole del direttore: Berrettini impressionante, su Cecchinato troppa negatività

Matteo Berrettini, Australian Open 2019 - Foto Ray Giubilo

– Altra bellissima vittoria di Matteo Berrettini nel torneo di Sofia. Il modo in cui tiene il campo, l’atteggiamento, le migliorie tecniche e tattiche, la lucidità nei momenti importanti. Tutto ciò è davvero impressionante per un ragazzo ancora molto giovane. Migliorato sicuramente di rovescio, ma il salto di qualità probabilmente arriva grazie a un servizio sempre più vario e preciso. In una parola: gasa! Il lavoro di Vincenzo Santopadre (col supporto di Umberto Rianna) è come sempre eccelso

– Nonostante la sconfitta di ieri notte, Alessandro Giannessi ha giocato per un’ora e mezzo alla pari con Schwartzman, anzi forse meglio dell’argentino. Bene col servizio, ottimo col dritto, sempre più solido dalla parte del rovescio e abile ad alternare punti in spinta a quelli in ‘remata’. L’argentino non ci stava capendo più nulla, poi è arrivato un comprensibile calo fisico. Bel lavoro del team Flavio Cipolla – Marco Panichi. Può fare una bella stagione.

– Molto contento per i quarti (deve ancora giocare mentre scrivo) di Roberto Marcora al challenger di Budapest. Lo scorso anno, dopo gravi problemi fisici, è dovuto ripartire da zero disputando quasi solo challenger partendo dalle qualificazioni. Nel 2018 ha giocato 100 (!!!) partite. Sin dalla preparazione invernale si sta allenando con Francesco Aldi, che si conferma grande coach (oltre a Baldi, Aldino inizierà a lavorare lunedì anche con Liam Caruana).

– Dopo la sconfitta di Marco Cecchinato contro Jaume Munar ho iniziato a leggere frasi disfattiste sul siciliano (addirittura c’è chi lo vede fuori dai 100…). Sono d’accordo che sarà difficilissimo chiudere il 2019 tra i Top-20 ma, allo stesso tempo, mi aspetto una stagione positiva. Già nei prossimi due tornei può fare bene, considerando che esordire contro uno scatenato Munar non è semplicissimo.

– Pillola finale su Samuele Ramazzotti, che ha giocato un bel torneo a Kaarst. Fisicamente è un toro, la tecnica non si discute, chissà che non abbia ritrovato voglia, motivazioni e consapevolezza.

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Nato a Roma il 9 aprile del 1982, cresco nel mito di Pete Sampras e Marco Van Basten. Dopo 12 anni di radiocronache sono passato alle telecronache per Supertennis TV. Direttore di Sportface e di Spaziotennis.com, amo i Giochi Olimpici e ricordo ogni momento del lavoro svolto a Londra 2012. Seguo lo sport 25 ore su 24, ma è sempre meglio che lavorare.